1- A PROPOSITO DI “MANOVRA”, NON SI CAPISCE PERCHÉ LA CHIESA NON DOVREBBE FARE LA PROPRIA PARTE: FRUISCE DI AGEVOLAZIONI FISCALI PER 4 MILIARDI (TOH GUARDA, CORRISPONDONO PROPRIO, ALL’INTERO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ CHE GLI ITALIANI SARANNO CHIAMATI A PAGARE NEI PROSSIMI TRE ANNI) E LO FA CON FURBERIE CHE A TRATTI PROFUMANO DI RAGGIRO: BASTA INFILARE UNA CAPPELLINA, UN ALTARINO, UNA STATUETTA O UN MEZZO PADREPIO IN UN ANGOLETTO DI GRANDI ALBERGHI, RISTORANTI, CINEMA, CLINICHE, SCUOLE, IMPIANTI SPORTIVI E INTERI PALAZZI CON APPARTAMENTI IN AFFITTO (TUTTO DI PROPRIETÀ DELLA CHIESA, CHE È LEADER NAZIONALE CON 100MILA FABBRICATI, 20% DELL´INTERO PATRIMONIO IMMOBILIARE ITALIANO) ED ECCO CHE UN IMMOBILE VIENE DEFINITO “ADIBITO A CULTO” E VIENE PERCIÒ COMPLETAMENTE ESENTATO DALL’ICI, SENZA CONTARE ALTRE AGEVOLAZIONI - 2- IL RADICALE STADERINI: “IL RICHIAMO DI BAGNASCO AL DOVERE DI PAGARE LE TASSE È SACROSANTO ANCHE SE VIENE DA DIRE “DA QUALE PULPITO. INIZINO LORO A PAGARE LE TASSE” -

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1- E LA CHIESA?
Filippo Facci per "Libero"

Chi più e chi meno (ripeto e scandisco: chi-più-e-chi-meno) c'è un intero popolo che è invitato a forti sacrifici economici da spalmare su ogni possibile categoria sociale: e se a pagare il contributo di solidarietà saranno davvero anche i calciatori - come dovrebbe essere ovvio - allora è segno che il muro del sacro è stato sfondato davvero.

VATICANOVATICANO

Ergo, a proposito di intoccabili, non si capisce perché la Chiesa non dovrebbe fare la propria parte: fruisce di agevolazioni fiscali per miliardi (tutti soldi nostri, credenti o meno) e lo fa con furberie che a tratti profumano di raggiro: basta infilare una cappellina, un altarino, una statuetta o un mezzo padrepio in un angoletto di grandi alberghi, ristoranti, cinema, cliniche, scuole, impianti sportivi e interi palazzi con appartamenti in affitto (tutto di proprietà della Chiesa, che è leader nazionale con 100mila fabbricati) ed ecco che un immobile viene definito «adibito a culto» e viene perciò completamente esentato dal pagamento dell'Ici, senza contare altre agevolazioni.

VaticanoVaticano

Le tasse non pagate, secondo una stima europea, ammontano ad almeno 4 miliardi di euro: corrispondono proprio, toh guarda, all'intero contributo di solidarietà che gli italiani saranno chiamati a pagare nei prossimi tre anni. Berlusconi ha detto: «Siamo aperti alle nuove idee che siano migliorative dei provvedimenti adottati». Ecco fatto.

2- E FACEBOOK "CHIAMA" IL VATICANO: "PAGA TU LA MANOVRA FINANZIARIA"
Carmine Saviano per Repubblica.it

L'obiettivo è messo nero su bianco. Far pagare la manovra di ferragosto anche al Vaticano, "visti i miliardi di euro che noi italiani gli versiamo da tanto tempo". E' questa la ragione sociale di "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria 1" gruppo che su Facebook ha raccolto oltre 17mila adesioni in poco più di 48 ore. Centinaia di commenti, suggerimenti, indicazioni. Per portare alla classe politica italiana un solo messaggio: in tempi di crisi economica, i privilegi fiscali della Chiesa Cattolica vanno aboliti. "Con le nuove misure varate dal governo Berlusconi pagano tutti: i dipendenti pubblici, i comuni, chi lavora nel sociale. E loro nulla. Non è giusto, ora basta".

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Le tasse. Ripristinare l'Ici e l'Ires, abolire l'8xmille. Sono numerose le misure suggerite dagli utenti. Domande e interrogativi, critiche e attacchi si susseguono a ritmo serrato. Si va da "ma perché nessuno dei nostri politici dice che la chiesa deve tornare a pagare l'Ici?", fino a chi propone una sospensione temporanea dei Patti Lateranensi: "Non sarebbe meglio che venisse revocato per 5 anni il Concordato, in modo che la Chiesa possa devolvere in beneficenza i miliardi di euro che riceve dalla Stato Italiano?". E c'è chi prova a ricostruire i privilegi fiscali della Santa Sede: "Il Vaticano non paga Ici, Irpef, l'Ires e tutte le tasse immobiliari anche se possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare italiano".

2- SENTI CHI PARLA! BAGNASCO: "L´EVASIONE È IMPRESSIONANTE" - "LA MANOVRA TUTELI LA FAMIGLIA". CRITICHE AI PARTITI "LONTANI" DALLA GENTE I VESCOVI
Marco Ansaldo per Repubblica

manifestazione radicali vs vaticano1manifestazione radicali vs vaticano1

Tasse, famiglia e partiti. Dopo le parole pronunciate giovedì dal Papa in Spagna sulla crisi finanziaria internazionale e la necessità di mettere l´uomo al centro dell´economia, la Chiesa ieri è entrata per la prima volta nel dibattito sulla manovra. E lo ha fatto con un intervento del presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco, al programma radiofonico Radio anch´io, in collegamento da Madrid dove anche il cardinale partecipa alla Giornata mondiale della gioventù. Bagnasco ha chiesto interventi per la famiglia e si è detto sconcertato dell´ampiezza dell´evasione fiscale in Italia.

manifestazione radicali vs vaticano6manifestazione radicali vs vaticano6

«La crisi coinvolge tutto il mondo - ha premesso l´arcivescovo di Genova - e anche Paesi che sono stati i primi della classe si trovano in seria difficoltà». Ma poi ha osservato che «le cifre sull´evasione sono impressionanti», richiamando il dovere di tutti di contribuire attraverso le tasse alla vita pubblica e sociale.

Per affrontare la crisi è dunque necessario che «si cambino gli stili di vita». Come? «Abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle possibilità - ha rilevato il presidente della Cei - ora una grande fascia di persone non vive più al di sopra delle proprie possibilità» e in alcuni casi molta gente è andata «sotto» questo livello. «Questa fascia, che non è piccola - ha spiegato - bisogna che recuperi quel livello di dignità e sicurezza che tutti desideriamo. E là dove c´è ancora un livello che non è giusto, rispetto alla situazione generale, perchè eccessivamente alto, ci si ricomponga culturalmente e ridimensioni tutti».....

manifestazione radicali vs vaticano2manifestazione radicali vs vaticano2

3- MA LA CHIESA SI TIENE 3 MILIARDI DI EURO NIENTE ICI E L´IRES SCONTATA AL 50
Mauro Favale per La Repubblica

Il più malizioso è Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, una vita passata a fare le pulci ai conti del Vaticano: «Se l´evasione fiscale fosse recuperata, come giustamente chiede anche il cardinale Bagnasco, il gettito Irpef aumenterebbe al punto da raddoppiare la quota dell´8 per mille, con la Cei che incasserebbe due miliardi di euro anziché solo uno. A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina».

Sarcasmo a parte, però, nel pieno della crisi, con la manovra che scontenta tanti, comincia a fare breccia il tema dei "privilegi della Chiesa": esenzioni sull´Ici, esenzioni sull´Ires, 8 per mille «gonfiato» (sempre secondo i Radicali). Nelle stime più ottimistiche, tutto ciò vale 3 miliardi di euro. Una cifra che non viene minimamente scalfita dalla manovra che tra pochi giorni arriva in Parlamento.

manifestazione radicali vs vaticano3manifestazione radicali vs vaticano3

Certo, i soliti Radicali ci proveranno: è quasi pronto, infatti, un emendamento per «escludere qualsiasi esenzioni sull´Ici per gli immobili che svolgono attività commerciali, indipendentemente da eventuali finalità di culto».

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Secondo i calcoli dell´Anci, il mancato gettito da Ici da parte di strutture legate alla Chiesa è di 400 milioni di euro. Una cifra alla quale andrebbe aggiunta un´area di sommerso non ancora stimata. Uno studio di qualche anno fa (condotto dal "Gruppo religiosi ed ecclesiastici"), ha stimato il patrimonio immobiliare della Santa Sede nel 20% dell´intero patrimonio immobiliare italiano.

Seppure manca l´ufficialità, qualche cifra c´è: tra le proprietà della Chiesa (circa 100mila immobili) ci sarebbero 8.779 scuole, 4.712 centri legati al settore della sanità (entrambe attività in concorrenza con pubblico e privati) e 26.300 strutture ecclesiastiche. Si procede per stime, insomma.

CARDINAL BAGNASCOCARDINAL BAGNASCO

Solo a Roma, un quinto della città sarebbe nelle mani della Santa Sede: numerose case di cura, centinaia di scuole, 400 istituti di suore, 300 parrocchie, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalize (dove trovano ospitalità molti turisti), 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, 18 istituti di ricovero, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, 6 ospizi. Un elenco lunghissimo, solo nella capitale.

A Milano, invece, le scuole paritarie sono 450, le cliniche 120. Per non parlare della congregazione Propaganda Fide: proprietà di gran pregio, patrimonio di 9 miliardi, finita nell´inchiesta sulla "cricca" tra Angelo Balducci e Diego Anemone. Per tutte queste strutture, semplicemente, l´Ici non si paga. L´Ires, invece, l´imposta sul reddito delle società, per gli enti ecclesiastici attivi nell´istruzione e nella sanità, è ridotto del 50%. Un risparmio stimato di circa un miliardo di euro (che andrebbe raddoppiato secondo i Radicali, tra sommerso e arretrati).

Libro VaticanoLibro Vaticano

La Cei risponde sdegnata dalle colonne dell´Avvenire: «Contro la Chiesa sono state dette bufale colossali. Come quella secondo cui basterebbe piazzare in un albergo una "cappellina" per poter dichiarare l´intero complesso adibito al culto e quindi non pagare l´Ici». Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni considera «demagogico» far pagare quest´imposta alla Chiesa». «Ma noi non vogliamo tassare i luoghi di culto - ribatte Staderini - solo le attività commerciali».

Via col vento in vaticanoVia col vento in vaticano

E mentre in Italia si dibatte, in Europa è stata aperta una procedura d´infrazione da parte della commissione Ue per aiuti di Stato incompatibili con le norme sulla concorrenza. Dallo scorso settembre, Bruxelles sta approfondendo proprio il tema dei privilegi fiscali agli enti ecclesiastici. Le restano 8 mesi di tempo, per decidere se assolvere o condannare l´Italia. Intanto l´annullamento dell´esenzione (inserito nel decreto sul federalismo fiscale e che, a partire dal 2014, avrebbe incluso anche gli enti ecclesiastici nel pagamento dell´Imu) è stato sfilato all´ultimo momento.

Don Seppia e BagnascoDon Seppia e Bagnasco

Così, l´indagine va avanti. E intanto i Radicali insistono, puntando anche sul contributo dell´8 per mille. Introdotto nel 1985 (all´epoca il ministro Tremonti faceva parte del pool di economisti che concepirono una quota dell´Irpef da destinare a usi "sociali o umanitari", "religiosi o caritativi") oggi fa incassare alla Cei circa un miliardo di euro. «Cinque volte gli introiti previsti 20 anni fa - ricorda Staderini - L´articolo 49 della legge istitutiva prevede che in caso di aumento del gettito, l´aliquota possa essere modificata. Noi chiediamo di dimezzarla». Il compito spetta ad una commissione presso Palazzo Chigi. «Da anni chiediamo di accedere agli atti - conclude Staderini - da sempre ce li negano: sono secretati».

 

 

 

 

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