matteo salvini (1)

''I LITIGI SONO VERI, MA IL GOVERNO NON CADE'' - SALVINI NON CI PENSA PER NIENTE A FAR CROLLARE LA BARACCA, PERCHÉ SA CHE FINIREBBE SEPOLTO DALLE MACERIE - NIENTE DIMISSIONI PER IL SUO SOTTOSEGRETARIO: ''IN UNA DEMOCRAZIA NORMALE UNO VIENE SOSPESO SE VIENE CONDANNATO: SE VALE PER LA RAGGI DEVE VALERE ANCHE PER SIRI - SE FAZIO OFFRE DI TAGLIARSI IL COMPENSO, CORRO DA LUI IN GINOCCHIO - ARATA JR LO CONOSCO E L' HO INCONTRATO PIÙ DI UNA VOLTA. LE COLPE DEI PADRI…''

Luca Telese per ''La Verità''

 

Ministro Salvini, come ha vissuto i due giorni di maggiori tensioni nel governo?

(Sorriso) «Benissimo».

 

Dice sul serio?

«Sono stati due giorni passati insieme ai bimbi senza leggere i giornali e senza guardare la televisione. Quindi zero tensione».

 

Ma le fibrillazioni ci sono davvero.

matteo salvini mitra

«Dove? Io sono stato in panetteria, in bicicletta e in farmacia e ho parlato con decine di persone».

 

Preoccupati per la tenuta del governo?

«No. Sono serio. Nessuno mi ha chiesto "Cosa fai sul caso Siri?". Nessuno mi ha chiesto cosa ne pensi di Arata, nessuno aveva dubbi sul decreto su Roma, e nessuno si è eccitato per i sondaggi. Che devo fare?».

 

I giornali e le tv, peró li vedono tutti.

«Sì. Ma chiedono: "Quand' è che applicate la Flat Tax", "Come continuerete sulla sicurezza?", "Quando scatta la nuova autonomia?"».

 

D' accordo. Però lei oggi deve andare a votare il decreto crescita, e anche gli elettori della Lega sono curiosi di sapere cosa farete sul Salva Roma. Durante le feste ha trovato un nuovo accordo con Di Maio?

(Sorriso) «È difficile. Non ci siamo proprio sentiti. È tutto molto semplice, la posizione della Lega è chiara: o si aiutano tutti i comuni in difficoltà, o non si aiuta nessuno».

 

Pensa che i suoi alleati saranno contenti di leggere queste parole?

«Non lo so, e non mi importa, perché è una posizione di puro buonsenso».

 

salvini

Dopo le polemiche con la Raggi sembrerà una ritorsione.

«E perché mai? Non c' entra nulla il colore politico di un comune o la simpatia che io posso avere o non avere - e non ho - per la Raggi. Il tema è l' equità.

Perché bisognerebbe favorire Roma?».

È la capitale, dice M5s.

«Il problema non è l' incapacità amministrativa della Raggi, o il nome della città. La posizione della Lega è chiara. Se è per un comune, non si vota. Se si aiutano tutti votiamo».

Sembra arrabbiato.

«È passato troppo tempo. Il decreto crescita secondo le stime dell' Istat produrrà un meno 2% di pressione fiscale. Lo avevano già votato, poi si è detto che bisognava ritoccarlo».

 

Parla dei suoi alleati?

«Guardi, non mi importa chi. Votiamolo, così potrò rispondere che stiamo facendo il nostro dovere».

 

Siete ai ferri corti?

«Prima di quella vacanza ho letto ricostruzioni surreali.

salvini armi

C' è ostilità preconcetta. L' offensiva di Corriere della Sera e Repubblica è martellante. Ma non c' è crisi alle porte».

Però i litigi non sono mica inventati.

«Questo è vero. Ma da qui a vaticinare la caduta del governo c' è una bella differenza».

 

Quindi non si è dato sette giorni per decidere se staccare la spina?

«Mi sono dato sette giorni per chiudere su Autonomia, giustizia, riforma fiscale, della scuola e dell' Università. E faccio saltare il governo?».

 

Tanta conflittualità è fisiologica?

«No. Ho sempre gestito una Lega tranquilla, pragmatica».

Il caso Siri è ancora aperto.

«Quello lo possono chiudere solo i magistrati. Indagando velocemente».

 

Gli ha parlato?

«Sì, e mi fido di lui per come ho imparato a conoscerlo in questi anni. Però la Lega ha una morale semplice. Se viene provato il malcostume non guardiamo in faccia nessuno: chi sbaglia paga».

 

C' è una manovra contro la Lega?

«Io non grido ai complotti. Però i processi si fanno in tribunale, con le prove, e non sui giornali, con le indiscrezioni».

 

A cosa si riferisce?

«Qualcuno ha chiesto le dimissioni della Raggi per i suoi problemi giudiziari?».

Sempre la Raggi...

siri salvini

«In una democrazia normale uno viene sospeso se viene condannato: se vale per la Raggi deve valere anche per Siri».

 

È arrabbiato?

«Per nulla. Nella riforma del processo civile e penale vanno aumentate le tutele e le garanzie. Quanti innocenti sono stati in carcere e poi sono stati prosciolti senza una scusa? Su Siri voglio andare fino in fondo. Siamo gli unici che votano contro tutti gli indulti. Abbiamo visto troppi indagati, avvisati e pre-indagati, poi scagionati. In questi giorni ho visto tanti sindaci. Volevano riveder le norme sugli appalti e la legge Severino».

 

Troppo severa?

«Sa quale è il risultato? Piuttosto che rischiare la pelle nessuno firma più nulla. Il vero sblocca cantieri è questo: se uno sbaglia e viene condannato, in galera. Ma prima non si tagliano teste».

salvini raggi 3

 

Ma l' Autonomia è un problema aperto tra voi e il M5s?

«Spero di no. Ci stiamo lavorando: Fontana, Zaia, la Stefani, un impegno incredibile.

Deve arrivare in consiglio dei ministri e il parlamento deve dire la sua senza doverlo tenere bloccato per otto mesi».

 

E chi può bloccare?

«Se c' è qualcuno che vuole impantanare, qualcuno alla Fico tanto per fare nomi, sappia che non accettiamo giochini su questi temi».

 

Fico ha detto che c' è bisogno di una lunga discussione?

«Le cose che si sentono quando non si vuol far nulla».

 

E la Flat Tax per le famiglie la volete fare davvero con la prossima manovra?

«Non tutto e subito, ma l' inizio sì. Come per il resto».

 

Pasqua col mitra, Pasquetta con i peluche. Domani?

«Qualunque cosa faccia o pubblichi si discute, non mi posso curare di tutto».

Però il mitra...

salvini ride con fraccaro

«Mi occupo di armare le forze dell' ordine. Si possono usare anche margherite, bici, canne da pesca. Il messaggio è quello».

 

E cosa risponde a chi chiede le dimissioni del suo spin doctor Luca Morisi?

«Mi spiace per voi, siete liberi di chiedere quel che volete, ma lui resta dov' è».

 

Andrà da Fazio?

«No. Trovo immorale che ci siano stipendi pagati da aziende pubblica che arrivano a milioni di euro. L' offerta è sempre valida. Se annuncia la disponibilità a ridursi il compenso, corro in ginocchio».

Campagna ad personam.

«Non lo è. Parlavo oggi con il nostro parlamentare che segue queste vicende. Stiamo per presentare un ddl per equiparare i contratti Rai a quelli del privato. Se ne occupano Alessandro Morelli, Massimiliano Capitanio e Igor De Blasio».

 

E chi riguarderà?

«Tutti. Non è possibile avere centinaia di dirigenti a 200.000 euro l' anno. Se uno è in Rai e non fa nulla, fino alla pensione non lo puoi toccare anche se innaffia le piante».

 

matteo salvini giuseppe conte a pian de giullari firenze

E come agirete?

«Con un tetto ai compensi.

Ma vero. Sopra il milione non ci si deve arrivare più. Fazio ne prende tre! Ma non solo lui».

E chi?

«Ci sono conduttrici da due milioni di euro l' anno, e non faccio il nome della Clerici perché non mi interessano i casi personali. E poi il tema degli appalti. Un' azienda di 13.000 dipendenti non può appaltare fuori la metà di quello che produce!».

 

Arata jr lo conosceva?

«Lo conosco e l' ho incontrato più di una volta. Mi ha fatto un' ottima impressione. Eventuali colpe dei padri non possono ricadere sui figli».

 

Sapeva che lavorava da Giorgetti?

«No. Ma non ci vedo nulla di male».

 

E il padre?

«L' ho visto solo una volta. È venuto una volta a un nostro convegno a parlare di energia.

SALVINI E L'ASSE SOVRANISTA

Ha fatto una bella lezione. Non ci siamo più parlati».

 

Quindi tutti quelli che hanno scritto che ha dettato le politiche energetiche della Lega...

«Fesserie... Incontro ogni giorno decine di imprenditori, di medici e di avvocati. Se tutti quelli che vedo mi dettassero la linea sarei nei guai».

Quindi il governo non casca.

francesco arata con manlio e vito nicastri

«Le do una notizia. Sto mettendo a punto nuove regole per andare a cercare i falsi invalidi e depennare i medici che certificano false invalidità. Pensi ad un decreto d' urgenza contro i taroccatori dei falsi certificati.

Per radiare medici condannati, così gli passa la voglia. Poi ho sul tavolo un dossier quasi finito sulle truffe agli anziani: 125 truffe, unico reato in crescita.

E quelle agli over sono 65.000.

Penso ad un fondo per le vittime».

La domanda era sulla crisi.

«E secondo lei uno che lavora a questi procedimenti pensa di far cadere il governo?».

 

Ma in quale famiglia sarete alle europee?

FEDERICO ARATA

«In una nuova famiglia. Si segni la data: sabato 18 maggio c' è una grande iniziativa in piazza Duomo a Milano: cechi, danesi, belgi, finlandesi, francesi...».

Con la Le Pen.

«La Le Pen, Strache, ministri, capi di partito. Ho pensato a tutto ma non al nome».

 

Siederete a destra o a sinistra?

«Sto parlando di un gruppo nuovo. Che vada oltre le vecchie bandiere. Che parli alla nuova Europa. Al centro ci saranno i temi del lavoro. Parleranno operai, imprenditori e precari. Il nome arriverà poi».

Ma lei porta partiti di tutta Europa sotto lo slogan «Prima l' Italia?».

«Non c' è nessuna contraddizione. Anche loro metteranno prima i loro Paesi. L' Europa deve fare meno cose e meglio .

PAOLO ARATA

E poi lasciare agli Stati nazionali l' autonomia sulle sue leggi sovrane».

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…