luigi di maio beppe grillo davide casaleggio

C'E' MATERIALE PER FREUD: IL M5S ALLA RIVOLTA CONTRO IL PADRE-PADRONE GRILLO - CECCARELLI: "CAMBIARE IDEA E' TANTO RISCHIOSO PER UN PADRE AUTORITARIO. E ADESSO HAI VOGLIA A PUBBLICARE POST CON LA FACCIA DI DRAGHI: VOLTAFACCIA E SCONFITTE CHIAMANO CAPRI ESPIATORI. L'IMPRESSIONE E' CHE PARECCHI GRILLINI NON NE POSSONO PIU' DI GRILLO E GIA' SOGNANO DI LEVARSELO DI TORNO. ANCHE L'ELEVATEZZA, ALLA LUNGA, E' UN GUAIO..."

Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

 

ALESSANDRO DI BATTISTA BEPPE GRILLO

C' era una volta, al principio del principio dei tempi, un' orda primitiva di ominidi dominata da un unico maschio dispotico, il solo che poteva accoppiarsi, padrone di tutte le femmine, padre di tutti i giovani maschi. Qualcuno ogni tanto si ribellava, ma sempre era schiacciato...

 

Sosteneva Togliatti parecchi anni fa che a stare appresso a Freud "si può finire molto lontano, in una casa Merlin o al manicomio".

 

Considerato che l' una e l' altro hanno dato mostra di sé nell' ultima crisi di governo, ci si concederebbe qui il lusso di una sommaria scorribanda in un mito freudiano per notare come quel che sta accadendo nel mondo dei Cinque stelle richiama il primo e più famoso saggio di Totem e tabù. Per cui stanchi dello spietato andazzo primordiale, racconta Freud, un giorno i giovani maschi si misero d' accordo e prima accopparono il Padre, poi ne divorarono il cadavere.

GRILLO DI BATTISTA

 

Ora, lo studio freudiano prosegue traendo dalla cruda leggenda sorprendenti sviluppi che non c'entrano tanto con l'evidente e penoso sforzo messo in atto da Grillo per far ingoiare ai suoi il governo Draghi, l'Europa, Berlusconi, Salvini, Renzi e tutto il resto.

 

Sennonché cambiare idea è tanto più rischioso per un Padre autoritario; così come lo è aggrapparsi e arrabattarsi attorno a un referendum superato alla meno peggio con il pretesto della transizione ambientale - che poi non s' è capito se il nuovo ministro avrà voglia di farsi guidare dall' Elevato Garante a vita del M5S.

 

E adesso hai voglia a pubblicare post con la faccia di Draghi stile Andy Warhol - te la do io la transizione! Voltafaccia e sconfitte chiamano capri espiatori. Se si aggiunge che c' è anche paura, beh, per la prima volta l' impressione è che parecchi grillini non ne possono più di Grillo e già sognano - di nuovo la psicanalisi - di levarselo di torno.

BEPPE GRILLO

 

Perché basta, davvero: ora c' è, ora non c' è, ora si lamenta che vuole tornare al teatro e ora invece interviene con l' aria di dire per fortuna che ci sono, tutto io devo fare, questi sono cretini e non sanno nemmeno dire le parolacce. Anche l' Elevatezza, alla lunga, è un guaio e se pure lui ci scherza, e in una manifestazione sale su una gru e poi dice «cambiamo l' Italia oppure mi butto«, non si capisce quando fa sul serio o vuole solo far ridere.

 

E poi: chi ha dato l' avallo al figlio di Casaleggio e ai suoi marchingegni? Senza contare le convocazioni- sottomissioni nella casa al mare, le minacce di riprendersi il simbolo, le multe preventive, le purghe. Sarà stato sempre per ridere, certo, ma una volta al teatro Brancaccio Grillo ha chiamato sul palco un drappello di parlamentari e al culmine di una specie di cerimonia a ciascuno di loro ha fatto ingurgitare un insetto secco, un grillo, appunto (solo una parlamentare incinta ha ottenuto la dispensa). Insomma scemenze, ma anche queste, quando tutto precipita, si accumulano e a un dato momento...

 

GRILLO

Si dirà: è normale. In effetti l' uccisione simbolica del padre è prassi comune in politica, in linea con l' avvicendamento delle generazioni al comando. Ma il punto di novità è che dentro questo mondo prossimo al big bang, l'autorità carismatica di Grillo si è sempre alimentata di furiosa protesta antipolitica, misera vaghezza progettuale, incompetenza teorica e sentimentale spacciata per democrazia diretta.

 

Il MoVimento come una specie di setta di massa guidata da un fantastico demiurgo, il miglior interprete della politica spettacolo lanciato verso le sue estreme conseguenze. Quanto poi al modello paterno di Grillo, senza voler entrare nello specifico famigliare, beh, non è che si sia manifestato nel modo più adulto o sorvegliato: strilli, insulti, dileggio, l' apocalisse, la morte, la merda e vaffanculo.

 

Beppe Grillo

Un padre-ragazzo, semmai, un padre capriccioso più che un simbolo della legge, ennesima prova di un' alterazione e un disagio. Nel frattempo tutti i nodi vengono al pettine - e anche nei proverbi, col permesso di Freud, si rispecchia l' inconscio della società.

beppe grilloGRILLO DI MAIO CASALEGGIOgrillo di maiogrillo crimiGRILLO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…