matteo salvini claudio borghi 2

''I MERCATI'' SONO GENTE SEMPLICE: VOGLIONO SAPERE SE LA LEGA CI FARÀ USCIRE DALL'EURO O NO - F.GIUGLIANO (BLOOMBERG) SPIEGA PERCHÉ LO SPREAD DIPENDE DA BORGHI E BAGNAI, UN'ACCUSA CHE SEMBRA RISIBILE MA NON È COSÌ ASSURDA: ESISTONO DUE LEGHE, UNA CHE SE NE FREGA DELLA MONETA UNICA, E L'ALTRA, ALTRETTANTO IMPORTANTE, CHE INVECE SOGNA DI USCIRNE. FINCHÉ NON CHIARIRÀ QUESTO PUNTO, SALVINI SARÀ IMPALLINATO DA BRUXELLES E DINTORNI APPENA CI SARÀ PUZZA DI LEGA AL GOVERNO

 

 

Ferdinando Giugliano per ''la Repubblica''

L'autore è editorialista di Bloomberg Opinion.

 

 

MARCO ZANNI MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI

C 'è una domanda che più di ogni altra rischia di determinare la futura stabilità finanziaria dell' Italia: cosa vuole davvero la Lega? Il partito di Matteo Salvini è intorno al 30% nei sondaggi, un risultato che potrebbe proiettarlo a Palazzo Chigi in caso di nuove elezioni. Ma finché gli investitori avranno dubbi sulle sue reali intenzioni in materia di politica economica, la possibilità di un governo di destra è destinata a provocare incertezza sul valore di azioni e obbligazioni italiane e sui titoli di Stato. La Lega è un partito ben organizzato, ancorato al territorio, e molto leale al suo leader.

 

matteo salvini claudio borghi

Ma contiene al suo interno due anime. Da una parte c' è un' ala pragmatica, che ha occupato posizioni chiave nel governo con i 5 Stelle e che rappresenta le istanze più tradizionali del Carroccio.

 

Questa Lega è interessata ad aumentare il deficit pubblico per ridurre il carico fiscale, ma non è disposta a far salire in maniera eccessiva lo spread o ad abbandonare l' euro. La sua strategia durante il governo giallo-verde è stata quella di trattare a oltranza con la Commissione Europea per ottenere della flessibilità sui conti pubblici, ma con l' obbiettivo di raggiungere comunque un compromesso, evitando di spaventare eccessivamente gli investitori.

 

claudio borghi matteo salvini alberto bagnai

La seconda ala, invece, è quella sovranista, che vede l' euro come il principale problema economico dell' Italia, e l' uscita dalla moneta unica come condizione necessaria per la ripresa. Questa fazione, che non ha espresso figure di rilievo nel primo governo Conte, è convinta che l' Italia debba approvare leggi di Bilancio decisamente espansive per rilanciare l' economia, non vede lo spread alto come un problema, ed è disposta ad andare allo scontro con la Commissione Europea, anche ipotizzando - se non addirittura auspicando - la possibilità di una cosiddetta "Ital-exit".

 

La polemica sul fondo salva-Stati (Mes) ha riportato prepotentemente sulla scena l' ambiguità della Lega sulla moneta unica. Il partito di Salvini sta raccogliendo questo weekend le firme contro una possibile riforma del Mes, perché la ritiene pericolosa per l' economia italiana, e per l' abolizione tout court del fondo - una mossa che ha senso soltanto se si vuole abbandonare l' euro.

 

borghi salvini bagnai

Al netto dei cambiamenti di cui si discute, il Mes è essenziale per il buon funzionamento della moneta unica. Senza questo meccanismo, la Banca Centrale Europea non potrebbe acquistare i titoli di Stato di un Paese in crisi, e l' euro ritornerebbe ai giorni bui della crisi del debito sovrano di inizio decennio. Se ci dovessero essere nuove elezioni e Salvini dovesse diventare primo ministro, quale sarà la sua politica economica? Riprenderà con la linea pragmatica seguita nel primo governo Conte? O si scontrerà con mercati e Commissione Europea, anche a costo di tornare alla lira? Resterà nelle strutture chiave della moneta unica come il Mes, contribuendo a scriverne le riforme, come ha fatto il governo di cui era vicepremier? Oppure ne chiederà l' abolizione come sta facendo ora?

 

Salvini ha provato a chiarire il suo pensiero dicendo di non volere «nessuna uscita dall' Euro o dall' Europa». Purtroppo la sua storia recente rende difficile credergli. Per anni Salvini ha fatto campagna elettorale con lo slogan "Basta Euro".

 

charles michel ursula von der leyen david sassoli christine lagarde come le ragazze di porta venezia

Il programma della Lega per le elezioni del 2018 auspicava un ritorno alla Comunità economica Europea precedente al trattato di Maastricht e prometteva di cercare partner per ottenere un' uscita concordata. Se Salvini ha cambiato davvero idea sull' euro, deve spiegarlo in maniera chiara. In alternativa, è legittimo pensare che lui ne condivida le istanze.

 

Molti investitori ritengono l' uscita dall' euro un' ipotesi talmente pericolosa da preferire vendere anche in presenza di un minimo rischio. L' Ital-exit comporterebbe un tentativo immediato di ridenominazione dei titoli di Stato nella nuova valuta, che si deprezzerebbe sicuramente nei confronti dell' euro. L' Italia subirebbe uno shock economico iniziale che avrebbe delle conseguenze sul valore dei titoli azionari delle sue aziende. Meglio dunque vendere prima, e fare domande poi.

 

Purtroppo è facile immaginare che, anche in caso di elezioni, Salvini non abbia alcun interesse a tacitare le due anime della Lega. I dubbi sulla politica economica di un suo eventuale governo sono dunque destinati a permanere e, con loro, le incertezze sul futuro dell' Italia.

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’