ursula von der leyen angela merkel

L'EUROPA AI PIEDI DI BERLINO - COME MAI LA COMMISSIONE EUROPEA, SUI VACCINI COMPRATI DAI TEDESCHI, NON VEDE, NON SENTE E QUANDO PARLA SI CONTRADDICE? – LE REGOLE ERANO CHIARE: DIVIETO DI NEGOZIARE SEPARATAMENTE PER I GOVERNI NAZIONALI PRIMA DI AVER FIRMATO I CONTRATTI A NOME DEI 27 – LA GERMANIA HA SIGLATO CON PFIZER L’ACQUISTO DI 30 MILIONI DI DOSI A SETTEMBRE, BRUXELLES HA CHIUSO L’ACCORDO COLLETTIVO SOLO DUE MESI DOPO... - I NUMERI DEI VACCINI AGGIUNTIVI PER BERLINO NON TORNANO

Marco Bresolin per “La Stampa

 

Charles Michel Angela Merkel Emmanuel Macron

La fuga in avanti della Germania per assicurarsi 30 milioni di dosi extra del vaccino di Pfizer/BioNTech sembra in netto contrasto con gli accordi sottoscritti in estate dai governi Ue. Ma la Commissione Ue - che dovrebbe essere il garante imparziale di queste intese - non vede, non sente e quando parla si contraddice, tradendo un evidente imbarazzo che conferma i sospetti di chi denuncia una violazione del patto a 27.

 

Un episodio che si aggiunge alle critiche tedesche nei confronti di Parigi, accusata di aver frenato gli acquisti del vaccino Pfizer/BioNTech per favorire la francese Sanofi, e che avvelena ulteriormente il clima attorno all'operazione Ue.

 

PFIZER

Lunedì il governo tedesco ha rivelato che l'intesa con Pfizer per i 30 milioni di vaccini era stata siglata a settembre. L'articolo 7 del documento sulla strategia vaccinale Ue, approvato a giugno dalla Commissione, è però chiaro: divieto di negoziare separatamente per i governi nazionali.

 

Trattative bilaterali con i produttori sono possibili solo dopo che la Commissione ha firmato i contratti a nome dei 27. E quello con Pfizer/BioNTech (per la fornitura di 200 milioni di dosi, più un'opzione per altri 100 milioni) è stato siglato da Bruxelles solo a novembre, due mesi dopo.

 

ursula von der leyen con david sassoli e la nuova commissione ue

Interrogato sulla questione, ieri il portavoce della Commissione ha fornito risposte vaghe e in parte contraddittorie: «Da quanto comprendiamo, il negoziato della Germania si svolge nel contesto dell'opzione che la Commissione sta esercitando per ottenere 100 milioni di dosi aggiuntive».

 

Una versione che però contrasta con quella tedesca. E che comunque, numeri alla mano, non torna: Berlino ha il 18% della popolazione Ue e dunque avrebbe diritto a 18 milioni di dosi aggiuntive, non 30 (teoricamente la quota può aumentare, ma serve che altri Paesi rinuncino e in ogni caso la variazione non può essere negoziata con i produttori).

 

l appello di angela merkel ai tedeschi per il natale

Di fronte all'incongruenza, incalzato dai giornalisti, il portavoce ha cercato di svicolare: «Non spetta a noi dire se esiste un accordo bilaterale tra la Germania e Pfizer/BioNTech». Berlino avrebbe trattato separatamente anche con CureVac per avere ulteriori 20 milioni di dosi. Accordi che violerebbero il patto a 27, ma evidentemente la Commissione preferisce far finta di non vedere.

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