mario draghi joe biden emmanuel macron olaf scholz vladimir putin boris johnson guerra in ucraina

L'ITALIA NON TOCCA PALLA SULL’UCRAINA E DRAGHI ORA CHIEDE AGLI STATI UNITI "PIÙ COORDINAMENTO” - MARIOPIO VUOLE USCIRE DAL CUL DE SAC DIPLOMATICO IN CUI SI È INFILATO A BENEFICIO DEL SOLITO ASSE FRANCO-TEDESCO - L’11 MAGGIO DRAGHI ANDRÀ IN VISITA A WASHINGTON MA VEDRA’ BIDEN ANCHE IL 24 MATTINA, QUANDO IL PRESIDENTE USA SARÀ A BRUXELLES, PER IL CONSIGLIO EUROPEO IN CUI SI DISCUTERÀ DI ULTERIORI MISURE CONTRO MOSCA, DEL PROGETTO DI DIFESA COMUNE E DI COME SUPERARE LA DIPENDENZA DAL GAS RUSSO - L'ITALIA VUOLE ARRIVARE ATTREZZATA E FORTE DELLA SPONDA CON SPAGNA, PORTOGALLO E GRECIA. I PAESI PIÙ INTERESSATI A INCREMENTARE LE FORNITURE DA ALGERIA, CONGO, ANGOLA, QATAR

jake sullivan mario draghi

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

Bisogna prepararsi al peggio. Che la crisi duri a lungo, che possa, in un modo o nell'altro, coinvolgere la Cina e che la Russia collassi determinando contraccolpi pesanti per chiunque. Non è uno scenario sereno quello che tratteggia il consigliere per la Sicurezza nazionale americano Jake Sullivan a Palazzo Chigi, dove si ferma a colloquio per un'ora abbondante prima con Luigi Mattiolo, consigliere diplomatico di Mario Draghi, e poi, per un breve saluto, anche con il presidente del Consiglio.

 

jake sullivan arriva a palazzo chigi

È l'occasione per fare il punto sullo stato di salute dell'alleanza e sulla geometria delle strategie di risposta a Mosca che in queste settimane hanno lasciato l'Italia ai margini di interlocutori europei storicamente privilegiati. Nel pieno di una guerra che ha infranto tutti i tabù di un'Europa convinta della pace perpetua è riemersa la solidità dell'asse franco-tedesco. Il presidente Joe Biden ha tenuto i contatti e si è coordinato con Berlino e Parigi.

 

mario draghi joe biden g20 8

La richiesta italiana di un maggiore coinvolgimento è resa quasi esplicita nella nota ufficiale diffusa al termine dell'incontro dove è scritto che Draghi e Sullivan «si sono detti d'accordo sull'importanza di intensificare ulteriormente i contatti tra Italia e Stati Uniti a tutti livelli, alla luce degli eccellenti rapporti bilaterali e del legame transatlantico». Draghi vuole uscire dal labirinto diplomatico in cui si è infilato nelle ultime settimane, mano a mano che l'escalation militare cresceva.

 

putin zelensky biden

Prima l'annuncio di un viaggio, mai avvenuto, a Mosca per un colloquio con Putin sollecitato dai russi e poco apprezzato dagli americani che a quel punto erano già certi dell'invasione; poi la videocall a quattro tra i leader di Usa, Regno Unito, Francia e Germania, dove si è discusso di energia, sanzioni e profughi, da cui il premier è rimasto escluso. Anche per questo suona abbastanza immediata l'interpretazione del vertice che Draghi ospiterà venerdì a Roma con il premier spagnolo Pedro Sanchez, il portoghese Antonio Costa e, in videocollegamento, il greco Kyriakos Mitsotakis.

 

mario draghi joe biden g20 9

La necessità di fare fronte comune sulle politiche energetiche contro le resistenze di Germania e Olanda e i rapporti di forza nell'Ue fanno risorgere l'asse del Mediterraneo sul quale, sin dal suo esordio a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha evitato di finire schiacciato, preferendo puntare sul dialogo a tre con Parigi e Berlino. Ma il tentativo di ricentralizzare il ruolo geopolitico dell'Italia passa anche dal faccia a faccia di Palazzo Chigi.

 

«La condanna ferma per l'aggressione ingiustificata della Russia» è la premessa «della necessità di continuare a perseguire una risposta decisa e unitaria» nei confronti di Putin. Il menù del confronto tra Sullivan e Mattiolo è, ovviamente, molto più articolato.

 

xi jinping

Il consigliere americano sintetizza il lunghissimo vertice con il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi, avvenuto in un hotel della Capitale. Gli americani temono un sostegno logistico e militare di Pechino e hanno avvertito l'inviato di Xi Jinping. Le ripercussioni, è il messaggio consegnato anche a Mattiolo, potrebbero essere globali.

 

C'è molta cautela nella ricostruzione delle fonti ufficiali di entrambe le parti, ma da quanto è dato sapere due funzionari discutono di possibili scenari: di un probabile upgrade nelle sanzioni che strozzerebbe l'economia russa, degli aiuti umanitari ai profughi accolti dai Paesi europei e del supporto americano agli sforzi dell'Ue nel trovare nuove fonti di approvvigionamento.

vladimir putin joe biden ginevra

 

L'impatto «asimmetrico» delle misure adottate contro la Russia sui membri dell'Unione, ieri, è stato certificato dalle parole del vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, al termine dell'Ecofin dove si è valutata l'ipotesi di sostegni mirati ai Paesi e ai settori più colpiti. Per le sue relazioni commerciali con Mosca e per la dipendenza da gas e materie prime l'Italia si trova già sul crinale più esposto.

xi jinping video call con macron e scholz

 

Le restrizioni alla Cina, che diventerebbero un'opzione se Xi dovesse consolidare l'alleanza con Putin, complicherebbero ulteriormente il quadro economico mettendo a rischio un mercato vitale per l'Europa come quello d'Oriente. A maggio, probabilmente l'11, ci sarà la visita a Washington di Draghi. Ma l'ex presidente della Banca centrale avrà modo di parlare con il presidente Joe Biden anche il 24 mattina, quando il presidente americano sarà a Bruxelles, prima dell'inizio del Consiglio europeo in cui si discuterà di ulteriori misure contro Mosca, del progetto di difesa comune e di come sopravvivere alla dipendenza dal gas russo.

 

volodymyr zelensky

A quel tavolo l'Italia vuole arrivare attrezzata e forte della sponda mediterranea con Spagna, Portogallo e Grecia. Sono i Paesi che per posizione sono i più interessati a incrementare le forniture da Algeria, Congo, Angola, Qatar e altri. Tra di loro è già in atto un coordinamento, utile anche a contrastare l'opposizione di Germania e Olanda al progetto di fissare un tetto al costo di importazione del gas e al progetto di separare il prezzo del metano da quello dell'elettricità.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…