tria di maio

L'UNICA COSA CHE CRESCE È IL DECRETO CRESCITA - NON SOLO ALITALIA E IL DEBITO DI ROMA: NEL TESTO GIÀ ZEPPO DI ROBA (CHE NON PORTA CRESCITA) DI MAIO HA INFILATO NUOVI CAPITOLI, TRA SGRAVI FISCALI, RISPARMIATORI TRUFFATI, INCENTIVI E BONUS PER L'EDILIZIA. DALLA RAGIONERIA GENERALE NON ARRIVA L'OK SU VARI PUNTI, VISTO CHE MANCA ALL'APPELLO PIÙ DI MEZZO MILIARDO DI EURO

 

 

 

 

CASO ALITALIA E "COPERTURE" STRETTA FINALE SUL DL CRESCITA

Francesco Pacifico per “il Messaggero

di maio salvini

 

Giovanni Tria era pronto a inviare tutto al Colle. Poi, venerdì scorso, il ministero dello Sviluppo guidato da Luigi Di Maio, ha messo sul tavolo, fuori tempo massimo, nuovi capitoli da inserire nel decreto crescita. Così il provvedimento è slittato ancora, dopo che per settimane si è cercato di trovare una quadra sulle coperture agli incentivi e ai tagli fiscali. La Lega, poi, si è messa di traverso sul salva debiti che trasferisce allo Stato le passività del comune di Roma.

 

E resta da sciogliere il nodo della partecipazione dello Stato in Alitalia. Il ministero dell' Economia inoltre, sta provando a limitare le risorse necessarie per lanciare i Pir, i piani individuali di risparmio, e le Sis, le società d' investimento semplice. Palazzo Chigi e Tesoro stanno facendo di tutto per chiudere a stretto giro il provvedimento approvato salvo intese il 5 aprile.

 

I RISULTATI DI ALITALIA GRAFICO DEL SOLE 24 ORE

Oggi ci sarà una nuova riunione, forse quella decisiva. Al momento il testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, ma da Da Dubai, dove è in missione accompagnando 140 imprese, Luigi Di Maio rassicura: «Sia il decreto sblocca cantieri sia il decreto crescita stanno per arrivare in Gazzetta e ci arriveranno nel migliore dei modi». Ma non nasconde le difficoltà: «Il lavoro che stiamo facendo è limare alcune norme» come quelle per risarcire i risparmiatori. Per poi concludere: «Io non voglio trovarmi a portare in Gazzetta un decreto legge che poi ha bisogno di alcuni accorgimenti».

 

LA STRETTA

Il premier Giuseppe Conte come Di Maio sperano di accorciare i tempi. Ma il nodo più difficile da risolvere riguarda la copertura degli sgravi fiscali presenti nel decreto: su tutti l' Ires che entro il 2020 calerà fino al 20 per cento e sarà accompagnata da una flat tax al 15 per cento sugli utili accantonati, e la deducibilità sull' Imu sui capannoni che nel biennio passerà dal 40 al 60 per cento.

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

 

Dalla Ragioneria generale non sarebbe arrivato ancora il via libera neppure ad alcuni incentivi come il superammortamento al 130 per cento sui beni strumentali, il bonus per rilanciare l' edilizia o il credito d' imposta per le spese in ricerca esteso fino al 2023. Da via XX settembre fanno sapere che manca all' appello poco più di mezzo miliardo di euro, scatenando le ire di Di Maio e di Cinquestelle. Intanto la Lega alza la voce contro l' accordo stretto dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il viceministro all' Economia, Laura Castelli, per far uscire la Capitale dalla morsa dei debiti ereditati dalle precedenti giunte.

 

L' intesa prevede che il Mef si prenda carico di circa di 1,3 miliardi di Boc, buoni ordinari comunali, con interessi altissimi, per provare a ricontrattarli con le banche e i fondi che li hanno sottoscritti. Da giorni Matteo Salvini non risparmia critiche all' amministrazione romana. Aggiungendo che l' attuale esecutivo «non pagherà debiti fatti da altri, a differenza dei governi del passato».

 

matteo salvini e virginia raggi 11

Parole che non sono piaciute a Di Maio, che sempre da Dubai gli ha risposto a mezzo stampa: «Quando la Lega è in difficoltà e per loro i sondaggi pesano di più, mettono in mezzo Roma. Io non rispondo nel merito, la città ce l' hanno lasciata così e cercheremo di metterla a posto».

 

LA DISTANZA

C' è distanza tra il Mef e il Mise poi su due provvedimenti che stanno molto a cuore allo stesso vicepremier come i Pir e le Sis.

 

Per quanto riguarda i piani di risparmio individuali, e in linea con quanto già previsto in manovra, Di Maio vuole che questi strumenti investano il 7 per cento del loro capitale in start up o sul listino delle società più innovativo, l' Aim. Parallelamente chiede sgravi fiscali quasi totali per società d' investimento semplice, il nuovo veicolo per lanciare le start up.

ANDREA GIURICIN, LE PERDITE DI ALITALIA E GLI UTILI DI FERROVIE

 

Sono finite nel congelatore anche le norme per risarcire i risparmiatori truffati nelle crisi bancarie: si aspetta il sì delle ultime associazioni di azionisti delle ex popolari veneti e si tratta con la Ue per capire se si possono fare modifiche. È, invece, vicino un accordo sullo sblocca cantieri. Dopo aver rinunciato a un commissario unico su tutte le grandi opere, la Lega ha strappato ai Cinquestelle la nomina di un commissario per velocizzare le opere previste nel contratto di programma di Ferrovie e di uno per i cantieri dell' Anas. I due partiti sono ancora lontani dal trovare un accordo sui fondi da inserire per la ricostruzione post terremoto in centro Italia.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?