rabbia

ACCIDENTE CHE OCCIDENTE! - "VEDO UN SACCO DI GENTE RANCOROSA E INCAZZATA" - IL POLITOLOGO GIOVANNI ORSINA: ''LA TROVI OVUNQUE, PERFINO IN CHIESA. SI È PERSO ANCHE IL CONCETTO DI TOLLERANZA CRISTIANA. NESSUNO È PIÙ DISPOSTO A PERDONARE. UNA VOLTA ESSERE ADULTI SIGNIFICAVA RICONOSCERE L'IMPERFEZIONE DELL'UNIVERSO. ORA TUTTI PRETENDONO GIUSTIZIA ASSOLUTA. MA DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SARANNO PER SEMPRE IMPERFETTE''

Vittorio Macioce per ''il Giornale''

 

giovanni orsina

Maledetto Occidente. Così vecchio, così fragile, così imperfetto, così ingiusto, che in troppi si affannano a sputargli addosso. L' Occidente raccontato con i suoi vizi e senza virtù. Non è più questo, dicono, il migliore dei mondi possibili.

 

Sembra di stare alla fine di un tempo, con la civiltà dove sei nato e cresciuto che giorno dopo giorno si sfarina, rinnegata e messa alla gogna. La sicurezza, sostengono, vale più della libertà. Le stesse élites democratiche rinnegano la democrazia: non si può lasciare spazio a chi vota con le viscere e senza ragione.

 

Quelli che invece non credono nella democrazia rivendicano la dittatura della maggioranza. Il numero cancella i diritti inalienabili dell' umanità.

 

violenza sulle donne 2

Tutto il discorso politico finisce in piazze virtuali e contrapposte, dove ogni parola è bianco o nero, nel gioco binario dell' uno e dello zero, senza possibilità di incontro, perché il gioco è a chi grida più forte e il Parlamento è uno spazio vuoto e senza voce. La promessa di un mondo più giusto, dicono puntando l' indice, è stata tradita. L' Occidente è diseguaglianza. Abbattere tutto.

giorgia meloni

 

È il punto di rottura di un modello, quello Occidentale, quell' anomalia della storia che poggia su tre pilastri: libertà individuale, mercato, democrazia. E ti chiedi, in questi giorni di fine estate, davanti a un autunno incerto, se questo odore di disfacimento che senti sia davvero reale o è solo disillusione, paura o la malinconia di chi si sente invecchiare.

 

il parlamento ai tempi del coronavirus 5

Non lo fai da solo, ma chiacchierando con un vecchio amico, uno che di mestiere fa lo storico, docente alla Luiss, la stessa università dove tutti e due avete studiato. Si chiama Giovanni Orsina: «La libertà e la democrazia sono due maniere straordinarie di organizzare la vita umana e sono infinitamente più civili della non libertà e della non democrazia, ma restano delle soluzioni umane che in quanto tali sono altamente imperfette».

 

E fragili.

«Molto. Si reggono su un equilibrio instabile. Sono in conflitto l' una con l' altra»

Perché?

«Il massimo di autodeterminazione degli individui porta necessariamente a una comunità molto debole. Più gli individui si fanno gli affari loro meno la comunità riesce a funzionare».

MARIA ANTONIETTA

 

Libertà e democrazia sono quindi in contraddizione l' una con l' altra, Come si trova l' equilibrio?

«Sono due valori entrambi buoni, ma non li puoi massimizzare entrambi. La liberal-democrazia può funzionare se la prendi come una soluzione parziale, provvisoria e se sei in grado di tollerarne le imperfezioni. Questo concetto i padri della democrazia liberale ce l' avevano chiaro. Basta leggere Tocqueville. Aveva capito tutto 180 anni fa».

 

E adesso?

matteo salvini all'internazionale sovranista di anversa 17

«Vedo un sacco di gente rancorosa e incazzata. La trovi ovunque, perfino in chiesa. Si è perso anche il concetto di tolleranza cristiana. Nessuno è più disposto a perdonare.

Una volta essere adulti significava riconoscere l' imperfezione dell' universo. Ora tutti pretendono giustizia assoluta».

 

È, risponderebbero i malmostosi, una pretesa umana.

manifestanti pro democrazia arrabbiati 4

«È disumana. L' idea di giustizia può essere riassunta in un fatto: la necessità di migliorare questo mondo. Se il mondo ha una giustizia pari a 5, io spero che quando morirò, lascerò una giustizia pari a 5,00001. Se sono sempre incacchiato perché pretendo giustizia 100 e invece c' è giustizia 5, allora sono un cretino».

 

La liberal-democrazia si sta ammalando di assoluto.

«Se nella democrazia liberale inietti il perfettismo, cioè l' idea che siccome Dio è morto bisogna costruire il paradiso in Terra, tu la sfasci. Perché tu la forzi, la metti in contraddizione con se stessa, la rendi non umana e rischi di far saltare il giocattolo. È quello che sta succedendo e non è la prima volta».

 

Come è saltato l' equilibrio?

«Per contenere la democrazia ci siamo inventati una serie di istituzioni per evitare che il popolo prendesse decisioni avventate o senza senso: la Corte Costituzionale, costituzioni rigide, indipendenza del potere giudiziario, indipendenza della banca centrale, le authority, il Fondo monetario internazionale, l' integrazione europea. Una serie di limiti per evitare che il popolo si lasciasse tentare da scelte sciagurate».

 

Invece a deragliare sono stati i «saggi».

«Purtroppo sì. Questa roba è andata troppo avanti. Tutti questi elementi di controbilanciamento al potere degli elettori si sono moltiplicati fino a diventare una malattia. La democrazia è stata svuotata. Il paradosso è che ora non si crede nel Parlamento, ma si ritiene che sia legittimato a parlare solo chi occupa uno straccio di carica elettiva. Cosa dicono Salvini e Di Maio a Ignazio Visco, governatore della Banca d' Italia? Stai zitto. Se vuoi parlare fatti votare».

 

Ed è sbagliato?

john quincy adams

«Il rischio è che si arrivi a una dittatura della maggioranza. Se ho il 50 più uno dei consensi posso rinnegare i principi liberali e calpestare perfino i diritti individuali».

 

Fa bene allora il sistema a difendersi dal populismo.

«No, se rinnega la democrazia. Il populismo è la reazione a un eccesso di vincoli. È il frutto di un tradimento. Diciamoci la verità: quanto è contato il voto degli italiani in questi anni? Poco. Se sono un elettore frustrato e le decisioni vitali per me le prendono istituzioni che non ho eletto mi incacchio parecchio. Ho ragione o non ho ragione? L' elettore che pensa di non contare nulla sceglie Salvini, o chi per lui, come incarnazione dei senza voce».

 

the death of democracy benjamin carter

Tutto questo fa pensare a una vecchia storia della democrazia americana. Siamo all' inizio dell' Ottocento e si sfidano due mondi contrapposti per la presidenza. C' è John Quincy Adams, figlio d' arte, che è il campione delle élites e il generale Andrew Jackson incarnazione dell' americano medio. D' istinto viene da stare con l' uomo del popolo, solo che è stato un presidente disastroso: ha sterminato gli indiani e lasciato gli Stati Uniti sul lastrico.

 

«C' è però anche il rischio contrario».

Cioè?

«La democrazia temperata dall' aristocrazia è un modello che funziona. Ma a una condizione».

 

Le élites non devono essere marce.

Populismo web

«È quello che spiega nel 1929 José Ortega y Gasset in La ribellione delle masse. È l' aristocrazia cieca che genera il desiderio di populismo. Come liberali qui dobbiamo fare un grandissimo mea culpa. Siamo di fronte a classi dirigenti economiche, politiche e sociali sempre più arroganti, sempre più autoreferenziali, sempre più chiuse. C' è un' élites che non capisce più il popolo.

 

Mi capita sempre più spesso di ritrovarmi a cena con persone del mio mondo, intellettuali, professori, politici, giornalisti, che sembrano vivere sulla luna. Non hanno più alcun contatto con la realtà. Come quando dicono che l' immigrazione non è un problema. Lo sai come mi sento?

 

Non si fatica a immaginarlo.

«È come sedersi a tavola con Maria Antonietta poco prima del 14 luglio del 1789».

donald trump andrew jackson

 

Quanto la globalizzazione ha cambiato il canone?

«Ha accelerato molto dei processi. Ha reso infondato quel canone. Con la globalizzazione metti a confronto tutte le culture e quel punto ti accorgi che tutto è terribilmente relativo. Se parti dall' assunto che non esistono valori eterni e tutto è relativo, tu cadi dentro un relativismo radicale al termine del quale c' è il nichilismo».

 

Cosa verrà dopo?

vladimir putin

«Ci possono essere tante cose. Un modello autoritario alla cinese o le tentazioni di democrazia illiberale di Putin e affini. Mi viene in mente l' ascesa di un autoritarismo tecnocratico, gestito da oligarchie sempre più politicamente corrette».

 

E noi?

«Tu ed io? Resteremo in silenzio».

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”