pierfrancesco majorino

AD MAJORINO: AVANTI TUTTA VERSO LA SCONFITTA – IL PARTITO DEMOCRATICO HA SCELTO PIERFRANCESCO MAJORINO: SARÀ LUI IL CANDIDATO CHE DOVRÀ SFIDARE LETIZIA MORATTI E ATTILIO FONTANA ALLE REGIONALI IN LOMBARDIA – EURODEPUTATO, EX ENFANT PRODIGE DEI DS DELLA MADONNINA, È UNO DEI PENATI-BOY EMERSI A METÀ ANNI DUEMILA, ASSESSORE CON PISAPIA E SALA E RAPPRESENTANTE DELL’ANIMA DI SINISTRA DEL PD MILANESE. UN IDENTIKIT PERFETTO PER TITILLARE I SALOTTINI DELL’AREA C E FAR SCAPPARE GLI ELETTORI…

<iframe src='https://www.la7.it/embedded/la7?&tid=player&content=460488&title=/laria-che-tira/video/pierfrancesco-majorino-contro-meloni-siamo-di-fronte-a-una-bruttissima-prima-parte-di-azione-di-17-11-2022-460488' width='100%' height='360' allowfullscreen frameborder='0'></iframe>

 

1. LA SCELTA DEL CENTROSINISTRA: IN LOMBARDIA CORRE MAJORINO

Stefania Chiale per il “Corriere della Sera”

 

PIERFRANCESCO MAJORINO

Il Partito democratico si «salva» in zona Cesarini: a meno di tre mesi dal voto regionale schiera Pierfrancesco Majorino contro Attilio Fontana e la sua ex vice, oggi frontwoman del Terzo polo, Letizia Moratti. Il centrosinistra trova un candidato per provare a sottrarre la Lombardia, dopo 28 anni, al centrodestra.

 

L'eurodeputato dem tira fuori dalle sabbie mobili (pur con qualche mal di pancia) il Pd e la sua micro coalizione, che quasi certamente non si allargherà nemmeno ai 5Stelle visti i veti incrociati: i pentastellati avrebbero accettato solo, previo accordo di programma, un candidato «terzo» e +Europa uscirebbe dalla coalizione in caso di apertura al Movimento 5 Stelle.

 

Majorino - salvini

Quarantanove anni, oltre la metà passati in politica: tra i Democratici di sinistra, quindi nel Pd. Assessore al Welfare prima nella giunta Pisapia poi con Beppe Sala. L'ex manager di Expo lo vuole con sé dopo che Majorino, presentandosi alle primarie per le Amministrative del 2016, spacca il fronte anti-Sala.

 

È l'anima di sinistra nel Pd milanese e a Palazzo Marino: lotta alle povertà e alle discriminazioni, disabili, fragili, diritti civili, fine vita, migranti e integrazione le sue battaglie. Nel 2019 si candida alle Europee e, con oltre 90 mila preferenze raccolte nel Nordovest, vola a Bruxelles. L'ufficialità arriva al fotofinish, al termine di una giornata (l'ennesima) di scambi bilaterali e con una riunione di coalizione convocata alle 19.30, una fumata bianca che sembrava raggiunta dopo mezz' ora e poi un'altra ora di «acceso» dibattito tra gli alleati e non solo.

BEPPE SALA PIERFRANCESCO MAJORINO

 

Ancora nel pomeriggio il segretario regionale pd Vinicio Peluffo non era riuscito a convincere alcune anime del partito. Su tutte, quella che fa capo a Pierfrancesco Maran, autocandidatosi alle primarie e che ora si ritirerà criticando «un metodo che non condivido».

 

«Sono onorato ed emozionato», commenta Majorino, che con le forze di centrosinistra punta a «costruire insieme, e secondo le modalità condivise, la proposta più forte possibile per cambiare pagina in Regione». Ora il suo nome dovrà essere confermato all'assemblea regionale dem convocata sabato.

 

2. PIERFRANCESCO MAJORINO È L'UOMO PERFETTO (PER FAR PERDERE IL PD)

Claudio Brigliadori per “Libero quotidiano”

 

MAJORINO PISAPIA

Se c'è un uomo che incarna lo spirito tafazzista del Pd, quello è Pierfrancesco Majorino. Già solo il fatto che possa essere lui il nome giusto da candidare a governatore della Regione Lombardia per disarcionare Fontana rende bene l'idea del vizioso circolino democratico.

 

pierfrancesco majorino

Intendiamoci, De Benedetti che si è esposto per il sostegno (strumentale) del centrosinistra a Letizia Moratti non sempre ci ha preso. Ma in termini di strategia politica, può dare lezioni a molti leader nazionali e locali del fu Partitone. Al di fuori dell'area Ztl di Milano, pochi conoscono il volitivo europarlamentare che sogna il ritorno a casa dopo una vita passata in strada, da assessore ruspante con Pisapia e Sala.

 

majorino al pranzo per i senzatetto organizzato dai city angels a milano

Ex enfant prodige dei Ds milanesi, uno dei Penati-boy emersi a metà anni Duemila, il sempre poco auto-ironico Pierfranceso ha pedigree perfetto per strappare il voto convinto dei salottini dell'Area C, lo zoccolo duro del Pd meneghino, e far fuggire a gambe levate tutti gli altri.

 

Una prova? Il suo intervento a L'aria che tira, su La7, un brillantissimo minuto in cui, ha pontificato sui migranti («Siamo di fronte a una bruttissima prima parte di azione di governo»), la Moratti, non senza un certo imbarazzo da evidente conflitto d'interessi («Candidarla con il Pd? Non è così che si fa politica, fino a due settimane fa si proponeva a Lega e Fratelli d'Italia») e Meloni-Macron.

PIERFRANCESCO MAJORINO

 

«Abbiamo fatto un pasticcio enorme, abbiamo lasciato le persone in mare in maniera disumana e abbiamo innescato un conflitto con la Francia di cui non c'era bisogno. Dobbiamo salvare vite e controllare molto di più i flussi ma in questo momento non stiamo facendo né l'una né l'altra cosa. Fare la guerricciola ai disperati in barca non mi sembra una gran cosa. La linea a Piantedosi la detta Salvini». E dall'altra parte della barricata, ringraziano.

PIERFRANCESCO MAJORINO pierfrancesco majorino

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…