marisa pinto olori del poggio

ADDIO ALLA CONTESSA MARISA PINTO OLORI DEL POGGIO, BALZATA AGLI ONORI DELLE CRONACHE PER ESSERE STATA LA TALENT SCOUT DI FRANCESCA CHAOUQUI - MOGLIE DELLO STAMPATORE PINTO, AMICA DI FRANCA CIAMPI E DI CARDINALI DI PRIMO PIANO, GRANDE TESSITRICE DI RELAZIONI, PARTECIPAVA A CLUB E RIVISTE INSIEME AGLI UOMINI PIÙ POTENTI DEL PAESE. CERTO, IL SUO VERO POTERE E IL SUO BLASONE SONO STATI UN PO' ''COTONATI'', COME LA SUA CHIOMA. TANTO CHE L'ARISTOCRAZIA NERA ROMANA AVEVA PRESO LE DISTANZE

 

Dai necrologi del ''Messaggero'':

 

Dopo una lunga malattia vissuta con cristiana rassegnazione è tornata alla casa del Padre la

Contessa

MARISA PINTO OLORI del POGGIO

Ne danno l'annuncio i familiari e la fedele RITA. Un sentito ringraziamento a SHAINUR e KAMAL che l'hanno amorevolmente assistita e curata.

La Messa funebre sarà celebrata sabato 12 dicembre alle ore 11.00 nella Basilica di Sant' Eugenio Viale delle Belle Arti 10.

 

 

 

1. LA NOBILTÀ NERA CONTRO LA CHAOUQUI: “QUELLA NON È MAI STATA UNA DI NOI”

Michela Tamburrino per ''la Stampa'' del 1 dicembre 2015

 

 

franca e carlo ciampi marisa pinto olori del poggio

Difficile che si parli d’altro. Nel giro della nobiltà romana che si porta avanti per i festeggiamenti natalizi, si bada a commentare, parecchio a trasecolare ma soprattutto a prendere le distanze. Francesca Chaouqui e Marisa Pinto Olori del Poggio, contessa, non compaiono nella mailing list della nobiltà nera, quella ristrettissima che fa capo a un gruppo di famiglie, aristocrazia dei quattro quarti, del Circolo della Caccia, delle feste possibilmente altrui ma che si chiude a riccio se si tenta un upgrading sgradito. La Pinto Olori - «siete sicuri che sia contessa?» - alla sua protetta Francesca Immacolata ha aperto le porte dei salotti su entrambe le sponde del Tevere. Ma i salotti apprezzano?

 

Tanto per essere chiari, nel «rally» dei cento sarebbe stato inimmaginabile poter vedere le due signore, per motivi di lignaggio e per motivi anagrafici. Il rally è una sorta di club non ufficializzato e non scritto, riservato ai cinquanta ragazzi e alle cinquanta ragazze più nobili del reame. Ne fanno parte i Borghese, i Torlonia, i Colonna, i Barberini e gli Odescalchi, i Massimo, gli eredi Pallavicini e pochi altri. Loro godono di grandi entrature in Vaticano per diritto di classe. Alessandra Borghese in ottimi rapporti di amicizia con l’ex papa Ratzinger, divenne affine per le sue doti di cultura e simpatia ma anche per il cognome che porta, senza dover andare, chiedere, conoscere, cercare entrature, frequentare a dismisura. Lei è, il resto accade con estrema naturalezza.

marisa pinto olori del poggio

 

«Oramai la nobiltà nera si è annacquata, è diventata grigia - qualcuno scherza - le persone di cui ai tempi moderni si parla di più si avvicinano pericolosamente al generone e nulla hanno a che fare con l’aristocrazia. Un titolo qualsiasi non si nega più a nessuno». Oltre «la nobiltà della scaletta» voluta in partenza dall’ultimo re d’Italia, ora si aggiunge «la nobiltà della scalata». Più generoso nel giudizio è il principe Carlo Giovanelli: «Sì, la Pinto la incontro, era moglie dello storico stampatore, si dà molto da fare: beneficenza, ricevimenti in ambasciate, soprattutto lì è sempre presente. Una donna intelligente, simpatica. Anche abbastanza potente, ha una villa (sfarzosa vicino al Raccordo Anulare) dove riceve ministri e appunto ambasciatori. Francesca Chaouqui era spesso con lei ma l’ho conosciuta poco».

 

 

Una classica signora bene romana, con i capelli scolpiti, Marisa Pinto Olori del Poggio, molto vicina al giro del Quirinale in epoca Ciampi, amica di sua Franchezza quando era first lady, come testimoniano anche i resoconti mondani di Dagospia, un giro tendenzialmente laico perciò, nel quale Francesca Chaouqui si muoveva a suo agio. «Avrebbe parlato anche con i muri risultando gradevole anche a questi», si sente dire, fino a quell’invito scellerato sulla terrazza di Lucio Vallejo Balda per festeggiare la canonizzazione di due papi. La si ricorda quasi come padrona di casa conversare con i tanti ospiti. Un invito molto aperto anche ai laici graditi dove si notavano Maria Latella e Bruno Vespa, oltre ai tanti porporati.

 

Ma per la prova del nove basta tornare alle cene da Maria Angiolillo dove le due signore non sono ricordate. Dice Roberto D’Agostino: «Tutto questo non ha niente a che fare con la Roma papalina e con la nobiltà romana. Il giro del Vaticano è un’altra cosa. È difficile spiegarlo, Roma è fatta di tante sfere, è come una matrioska nella quale ti perdi. Dalla Angiolillo giravano i due pontefici, quello laico, Gianni Letta, e quello porporato, Sua Eminenza Re, i due padrini ai pranzi e non mancavano mai».

 

marisa pinto olori del poggio laura biagiotti

Altri tempi e altri personaggi, nei salotti capitolini ci si chiede come possa essere successo che una donna giovane pur se bravissima e intelligentissima sia giunta ad avere confidenza con il potere, quello vero di Oltretevere. A questo punto si entra nel campo delle illazioni. Ad introdurre Chaouqui ai piani alti in molti dicono sia stato il cardinale Turan, protodiacono del Collegio Cardinalizio, colui che presenta al mondo il nuovo papa, amico della Pinto. Da lì l’interessamento di monsignor Balda e l’incarico che oggi li ha portati a processo.

 

 

2. MARISA PINTO OLORI DEL POGGIO, CHI È LA TALENT-SCOUT DI CHAOUQUI

Giovanni Bucchi per www.formiche.net del 4 gennaio 2016

 

Nobildonna molto potente. Editrice, benefattrice, ambasciatrice. Pure un po’ conservatrice. Cattolica romana, con relazioni e referenze di altissimo livello. E un nome che basta già di per sé a descriverne la personalità aristocratica: Marisa Pinto Olori del Poggio. Settantasei anni, originaria di Lecce, vedova dello storico stampatore ed editore romano Luigi Pinto nella cui azienda si sfornavano le copie del Sole24Ore destinate alla capitale e dintorni, la contessa maestra nel tessere relazioni di alto livello, amica degli Agnelli e con ottimi rapporti sia in Vaticano che al Quirinale, è finita suo malgrado nel tritacarne mediatico del Vatileaks 2. Il motivo? Sarebbe stata lei a introdurre Francesca Immacolata Chaouqui – che su Facebook ha raccontato a fine anno cosa farà quando dopo Pasqua andrà in carcere – nei salotti della Roma che conta.

 

IL CONTATTO SVELATO DALLA PIERRE

marisa pinto olori del poggio con il cardinal tauran

Per capire come la giovane pierre calabrese sia finita al cospetto della nobildonna con sfarzosa villa sulla Cassia, bisogna tornare indietro di almeno due anni. Già, perché è la stessa Chaouqui nel settembre 2013 a rivelare su l’Espresso in un dialogo con Denise Pardo di aver conosciuto la contessa nel 2008. Come? Prima la collaborazione con Roma In di Sabino Ricci, quindi l’incontro in Senato con Giulio Andreotti che le suggerisce di bussare alla porta del blasonato studio legale Pavia e Ansaldo, e lì la conoscenza con l’avvocato Ernesto Irace.

 

“Un giorno per caso – racconta Chaouqui -, il marchese Guerrieri Gonzaga, amico di Irace, mi presenta Marisa Pinto Olori del Poggio”, descritta come “una donna di grande intelligenza, sapienza e anche grande potere. E’ moglie di un importante stampatore, unica italiana ad aver ricevuto l’onorificenza russa di Caterina la Grande, è una delle prime a mettere piede in Corea e il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon è suo buon amico. E’ anche ambasciatrice a disposizione di San Marino. La contessa che ha immense capacità di relazioni, mi indica, in un certo senso, un metodo: se vuoi mettere in contatto la persona A e con la persona B devi trovare un interesse comune e su questo lavorare. Lei mi insegna tutto: come si apparecchia la tavola, come si riceve, come riuscire a tenersi un marito”.

 

SPUNTA BISIGNANI

Luigi Bisignani è sempre stato in buoni rapporti con Pinto, marito della contessa Olori del Poggio, e proprietario del giornale Il Mezzogiorno d’Abruzzo dove il giornalista-faccendiere ha mosso i primi passi. Interpellato di recente da Carmelo Lopapa di Repubblica, Bisignani ha spiegato che Chaouqui “me la presentò la mia amica Marisa Pinto Olori del Poggio”. In un’intervista concessa a Franco Bechis di Libero, Bisognani conferma: “Pensi che lei (Chaouqui, ndr) nel 2013 aveva fatto un’intervista a Panorama dicendosi onorata di non avermi mai conosciuto. E invece poi – in tempi più recenti – me l’ha presentata la contessa Olori del Poggio, che è stata la mia prima editrice: mi diede il primo lavoro da giornalista quando avevo 18 anni”. L’intervista citata in realtà era quella de l’Espresso, ma la sostanza non cambia.

 

LA SFILZA DI CARICHE DELLA CONTESSA

franca ciampi marisa pinto olori del poggio

A metterle in fila tutte servirebbe un libro. Grande Ufficiale per l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento conferitole nel 2003 su iniziativa della presidenza della Repubblica quando l’inquilino del Quirinale era Carlo Azeglio Ciampi, con il quale la contessa manteneva stretti rapporti, in particolare con la moglie Franca Pilla, sua grande amica come scritto da Lettera43. Dal 2012 la contessa è ambasciatore a disposizione della Repubblica di San Marino; come scrisse nel 2012 il quotidiano locale La Voce di Romagna, tale carica le sarebbe stata attribuita per avere avuto “il merito di introdurre nei salotti della Roma bene” il segretario di Stato sammarinese Antonella Mularoni.

 

Dal 2006 Olori del Poggio è anche una Dama di Gran Croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. In quanto a beneficenza, il suo nome spunta tra i soci onorari della Fondazione Samuel & Barbara Stenberg Onlus, così come tra i consiglieri di Arpai (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano) guidata dai Marzotto. E’ stata vicepresidente della St. John’s University di Roma, il prestigioso Ateneo presente da vent’anni nella capitale e fondato nel 1870 dalla comunità Vincenzana d’America e legato al carisma di San Vincenzo de’ Paoli.

 

francesca chaouqui

Insomma, la nobildonna “occupa un’infinita serie di poltrone” come ha scritto Marco Damilano su l’Espresso. “Nel board della St. John University, vice-presidente della Fondazione Gerusalemme (guidata da Giancarlo Elia Valori), il suo regno è il club Diplomatia, in cui si radunano imprenditori, ambasciatori, docenti. La signora riceve nell’ufficio di via Sallustiana, accanto all’ambasciata americana di via Veneto, il presidente prima dei guai giudiziari è l’eterno Umberto Vattani, per decenni dominus della Farnesina”. C’è chi l’ha accostata ad ambienti del cattolicesimo tradizionalista e lefebvriano, come scritto da Lettera43, e pure chi alla nobiltà nera della capitale che, stando a la Stampa, l’avrebbe però “scaricata”.

 

IL CLUB RISTRETTO E LA RIVISTA

E’ soprattutto in Diplomatia che Olori del Poggio tesse relazioni di alto livello. Oltre che vicepresidente senior di questo club (“associazione unica nel suo genere che svolge finalità di carattere istituzionale e di rilevanza internazionale” si legge nella presentazione sul sito), è pure direttrice di Pragmatica. Nel comitato editoriale della rivista, scrive Damilano su l’Espresso, si ritrovano nomi altolocati: “l’ambasciatore Rocco Cangelosi, consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano, Vincenzo Cappelletti, direttore dell’Enciclopedia Italiana, Vittorio Grilli, ministro dell’Economia nel governo Monti, Emmanuele Emanuele, presidente della fondazione Roma, Antonio Pedone, Umberto Veronesi”.

 

“In Diplomatia c’è il mondo intero, nel vero senso della parola – aggiunge Alessandro Da Rold su Lettera43 – Dalle banche, con il vicepresidente esecutivo Stefano Balsamo, vice chairman Italia di Jp Morgan Chase Bank, fino a Giovanni Castellaneta, presidente di Sace di Cassa Depositi e Prestiti, consigliere di Finmeccanica, ex ambasciatore italiano in Iran, Australia e Stati Uniti. In Diplomatia transita tutto l’establishment italiano. Nel board siedono Hassan Abouyoub, ambasciatore del Marocco, Sergio Balbinot, membro executive board Allianz, Giuseppe Bono, ad di Fincantieri, Umberto Di Capua, presidente di Elettronica Aster.

 

E poi ancora: Maria Patrizia Grieco, presidente di Enel, Vincenzo La Via, direttore generale del Tesoro, e Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, fino a Mauro Moretti, amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica”.

 

IL LEGAME CON IL CARDINALE TAURAN

Il cardinale Jean Louis Tauran

Il filo diretto con il Vaticano alla contessa non manca. Uno è con il cardinale Giovanni Battista Re, l’altro – a quanto pare il più importante – con il cardinale francese Jean-Louis Tauran, per lunghi anni presidente del Consiglio pontificio per il dialogo interreligioso e ora Camerlengo della Santa Sede. Fabio Marchese Ragona su Panorama ha scritto che la nobildonna è “un’amica di vecchia data” del prelato, che “conosce lo stretto collaboratore del Papa da almeno trent’anni” e – come rivelato da monsignor Lucio Angel Vallejo Balda ai pm vaticani – “teneva Tauran al guinzaglio come un cagnolino”.

 

Secondo il settimanale di Mondadori, sarebbe stata Olori del Poggio nell’inverno del 2012, appena scoppiato Vatileaks 1, a presentare Chaouqui al cardinale Tauran, aprendo così alla pierre calabrese le porte del Vaticano. “Sì, conosco Francesca, ma non l’ho introdotta io in Vaticano, ci è entrata da sola”, si era limitata a dire la contessa a inizio novembre a Lettera43, salvo poi nei giorni scorsi lasciarsi andare sul Tempo a un vero e proprio sfogo dicendosi estranea a tutta questa vicenda.

 

I RAPPORTI CON BALDA

Il cardinale Jean Louis Tauran

Ma in quali rapporti era la nobildonna romana con monsignor Vallejo Balda, il secondo presunto corvo di Vatileaks 2 dopo Chaouqui? Che i due si conoscessero, lo si evince dalle deposizioni fatte dal sacerdote spagnolo in sede processuale. Ma c’è un altro particolare passato sotto traccia e che porta alla fondazione Messaggeri della Pace. Si tratta di un’organizzazione spagnola, poco conosciuta in Italia, che a Roma può contare sul concreto sostegno della contessa Olori del Poggio, come si legge nel sito spagnolo dell’associazione.

 

Di questa fondazione ne parla anche Bisignani nella sua intervista a Libero. Alla domanda di Bechis se abbia mai frequentato monsignor Balda, il giornalista-faccendiere replica: “L’ho visto una volta sola. Mi sponsorizzava un’attività da fare a Lampedusa con un suo prete spagnolo, tale Angel Garcia che nel 1962 nelle Asturie aveva fondato i Messaggeri della Pace”. Guarda un po’, la stessa associazione guidata in Italia dalla nobildonna.

monsignor vallejo balda 10

 

 

Ultimi Dagoreport

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...