sergio mattarella altare della patria 25 aprile

ALL’OMBRA DEL COLLE – A MATTARELLA TOCCA FARE DA BADANTE AI NOSTRI POLITICI INETTI: HA FATTO SENTIRE LA SUA VOCE CON I PARTNER EUROPEI, SOLLECITANDO LA UE AD USCIRE DAL PANTANO IN CUI È STATA TRASCINATA ANCHE LA TRATTATIVA SUL RECOVERY FUND - BASTA METTERE IN FILA LE ESTERNAZIONI NEGLI ULTIMI MESI PER CAPIRE IL RUOLO DEL QUIRINALE: DALLA CLAMOROSA RISPOSTA ALLE PAROLE DELLA LAGARDE ALL’INTERVENTO PICCATO A BORIS JOHNSON…

Francesco Verderami per il "Corriere della Sera"

 

sergio mattarella

Anche ieri Mattarella ha fatto sentire la sua voce con i partner europei, e rompendo lo strano silenzio italiano ha sollecitato la Ue ad uscire dal pantano in cui è stata trascinata anche la trattativa sul Recovery fund. Non è la prima volta che il capo dello Stato si espone sui temi di politica europea e internazionale. E basta mettere in fila le sue esternazioni negli ultimi mesi per capire il ruolo del Quirinale in questi tempi di crisi provocati dalla pandemia.

 

MATTARELLA LAGARDE

L'intervento più clamoroso risale a marzo, quando le parole della Lagarde fecero impennare lo spread in uno dei giorni più bui per il Paese, messo in ginocchio dal Covid 19. Mattarella s' incaricò di ricordare alla neo presidente della Bce che «l'Italia sta attraversando una condizione difficile. Si attendono quindi a buon diritto iniziative di solidarietà e non mosse che possano ostacolarne l'azione».

 

boris johnson

Fu solo l'inizio. Perché da allora, dinnanzi a una politica nazionale ripiegata su se stessa, Mattarella ha rimediato più volte a un deficit di proiezione estera, che in alcuni casi si è tradotto in evidenti stati di afasia dello stesso governo.

 

È accaduto per esempio su questioni che chiamavano in causa il buon nome del Paese, come all'indomani della battuta con cui il premier inglese spiegò la differenza tra il Regno Unito e l'Italia nella gestione dell'emergenza sanitaria: «È che noi amiamo da sempre la libertà», disse Johnson. «Anche noi amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore anche la serietà», rispose il presidente della Repubblica. Che si è mosso su altre vicende, molto delicate.

 

sergio mattarella 2

Come il «caso Lukashenko». Visto che Palazzo Chigi e Farnesina tardavano a prendere posizione sulle elezioni farsa in Bielorussia, Mattarella sfruttò l'incontro con il presidente polacco Duda per far sapere che nel corso del colloquio aveva definito «grave e inaccettabile» la repressione attuata dal dittatore contro il pacifico dissenso.

 

frank walter steinmeier

Il capo dello Stato adotta tecniche diverse per rendere nota la sua posizione: a volte la lascia «apprendere dal Quirinale», a volte la adagia in brevi incisi che rappresentano invece il cuore del ragionamento, altre volte ancora sfrutta il pubblico scambio di opinioni. Emblematici in tal senso sono i dialoghi con il presidente tedesco Steinmeier, suo caro amico. Specie da quando è scoppiata la pandemia e si è infiammata la crisi economica, le loro conversazioni sono state funzionali a lanciare messaggi all'Europa, e l'ultimo incontro a Milano è servito a entrambi per replicare a quanti nell'Unione contrastavano il progetto del Recovery Fund: «Italia e Germania sono due Paesi che vantano un avanzo primario costante da anni - aveva detto Mattarella all'ospite - e questo va precisato rispetto all'uso di categorie arbitrarie, come i cultori della frugalità o non frugalità».

 

sergio mattarella

«In Europa tutti devono mostrare solidarietà - aveva annuito Steinmeier - e per la prima volta c'è stata una comune decisione coraggiosa». Al low profile sui temi di politica interna, Mattarella - muovendosi dentro le sue prerogative costituzionali - contrappone un atteggiamento incisivo sui dossier di politica estera, per indirizzare e se del caso correggere. Da quando è passata mediaticamente l'idea che sull'Italia stava per cadere una pioggia di miliardi, il capo dello Stato ha trovato il modo di ricordare a più riprese che «la crisi obbliga a fare un ricorso massiccio al debito e non dobbiamo compromettere con scelte errate il futuro delle nuove generazioni».

 

mattarella e cossiga

L'ha detto al Forum Ambrosetti e lo ha scritto al Corriere in occasione della settima edizione del Tempo delle donne: «È il tempo della responsabilità. Bisognerà reimpostare le priorità anche di spesa e di investimenti». Certo, quello del capo dello Stato non è solo un ruolo di supplenza per sopperire a carenze manifeste, è anche un servizio di rappresentanza del Paese e dei suoi legittimi interessi.

 

sergio mattarella

Però c'è un motivo se a settembre, commemorando Cossiga, Mattarella ha ricordato il lavoro del suo predecessore nella riforma dei servizi segreti, «perché riteneva che le questioni di sicurezza nazionale non fossero di ordine puramente interno, bensì temi cruciali dell'azione di governo e della sua politica estera». Sarà un caso ma pochi giorni dopo, grazie all'opera di ricucitura bipartisan avvenuta al Copasir, è stata sanata la ferita prodotta in agosto per decreto dal governo Conte.

Frank Walter Steinmeier sergio mattarella con la mascherina

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?