enrico letta luigi di maio giuseppe conte

ALLEANZA CON IL MAL DI PANZA – ENRICO LETTA IERI HA INCONTRATO LUIGI DI MAIO IN SPAGNA PER CHIEDERGLI LUMI SULLE INTENZIONI DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE – IL TIMORE DEL LEADER DEM È CHE ALLA FINE PREVALGA LA LINEA CONTE-TRAVAGLIO-BONAFEDE E I GRILLINI ESCANO DAL GOVERNO. IL MOVIMENTO È SPACCATO TRA LE PRESSIONI DEI “BARRICADERI” E I GOVERNISTI FILO-DI MAIO

Carlo Bertini per “La Stampa”

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE

«Se a ottobre escono dal governo i 5stelle e poi esce pure Salvini terrorizzato dalla Meloni, restiamo da soli a reggere la baracca con Draghi...», scherza uno dei pochi big di prima fascia vicini ad Enrico Letta. Dando voce ai timori dello stato maggiore Pd. Certo, il segretario saluta come una vittoria l'intesa con 5stelle e quel che resta di Leu sulla candidatura comune in Calabria: che rinsalda una foto di gruppo sbiadita negli ultimi tempi dopo le gelate di Conte sull'alleanza «non strutturale».

conte di maio

 

Ma tra i dem è forte il sospetto che i 5stelle di Conte mollino in autunno il governo Draghi, o passino a un appoggio esterno, o quantomeno salgano sulle barricate in stile Salvini. Il che metterebbe il Partito democratico in seria difficoltà: per questo si può ritenere con poco margine di errore che Letta abbia chiesto lumi a Luigi Di Maio, nel lungo colloquio in Spagna a margine del foro di dialogo italo-spagnolo.

 

giuseppe conte virginia raggi 3

Anche se i due dicono di aver parlato di Biden e di atlantismo (anche questo tema caldo dopo le uscite di Grillo sulla Cina), le mosse di Conte sono sotto i riflettori dem e anche quelle del ministro degli Esteri.

 

A Letta arrivano segnali di un M5s lacerato su cosa fare col governo, Di Maio fa sapere come la pensa: «La maggior parte dei miliardi di euro del Recovery plan andranno alle tematiche identitarie del movimento, digitale e ambiente», fa notare a Conte, collegandosi a una manifestazione elettorale dell'ex premier con la Raggi.

 

DI BATTISTA CONTE 1

Per dirla in altri termini, «saremmo pazzi a mollare proprio ora», si infervora un esponente di governo grillino. Discorsi che rimbalzano al Nazareno, così come i report della geografia pentastellata sul nodo cruciale del sostegno al governo Draghi. Fico e Di Maio uniti Il gotha dei 5stelle è spaccato e Di Maio non appoggerebbe disegni isolazionisti. Su questa linea governista, anche la sottosegretaria all'Economia Laura Castelli, il sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia; ma anche Roberto Fico e il ministro Federico D'Incà, entrambi per la prima volta dalla stessa parte del ministro degli Esteri.

 

enrico letta giuseppe conte

Molti invece i mugugni, specie tra i senatori vicini a Di Battista, dell'ala barricadera che spera di riconquistare posizioni allontanandosi dal governo. Che, fanno notare al Nazareno, vanta curiosamente una solidità istituzionale, sostenuto da due ex premier, Letta e Conte, un ex vicepremier, Salvini e un ministro in carica.

 

«E va detto che fin qui i 5 stelle sono stati leali, cosa che non si può dire per la Lega», dicono dalle parti di Letta. «Sono gli scossoni di un Movimento che consolida la sua leadership», si consolano nel Pd. Dove festeggiano l'intesa calabrese proprio mentre Conte fa un comizio con la arcinemica Virginia Raggi.

 

giuseppe conte virginia raggi

Il travaglio della Calabria

Ma non c'è che dire, il travaglio della Calabria non ha mai fine, neanche quando le parti si accordano e le faide locali vengono messe a tacere. Stavolta la pace a sinistra non è durata neanche un giorno: quando Letta, Conte e Speranza stanno per annunciare la candidatura della imprenditrice Maria Antonietta Ventura per la presidenza della regione, già i focolai di polemica scoppiettano nella prateria della coalizione. Le Sardine si dissociano per «una scelta al ribasso» e Francesco Boccia è costretto a sedare i malumori dei potentati locali in un summit al Nazareno.

di maio contegiuseppe conte virginia raggigiuseppe conte virginia raggi 2

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...