conte caffè

ALTRO CHE I 7MILA CAFFE' DI ALEX BRITTI: CONTE NE ORDINA 27MILA. SARA’ COLPA DEI VERTICI NOTTURNI – LA FORNITURA COMPRENDE 24 MILA CIALDE DI «RISTRETTO» E 2.800 DI «DECAFFEINATO»: TUTTI «NESPRESSO»- LA SPESA? POCO PIÙ DI 10 MILA EURO. NEGLI ULTIMI SEI MESI DELLA SUA PERMANENZA A PALAZZO CHIGI GENTILONI ORDINÒ 8.550 CIALDE DI CAFFÈ. VA ANCHE DETTO CHE A PALAZZO CHIGI MANCA IL BAR INTERNO…

Alberto Di Majo per “il Tempo”

conte caffè

 

Sarà colpa dei vertici notturni: ore e ore passate a Palazzo Chigi per trovare compromessi nella maggioranza che sostiene il governo. 0 forse dipenderà dalla necessità di far rimanere svegli i ministri durante le riunioni con i sindacati. 0, magari, per offrire a capi di Stato o di governo esteri un simbolo del made in Italy.

 

Chissà per quale altra ragione. Fatto sta che il premier Conte ha ordinato pochi giorni fa 26.800 caffè. Tutti «Nespresso»: una fornitura che comprende, nello specifico, 24 mila cialde di «ristretto» e 2.800 di «decaffeinato». La spesa? Poco più di 10 mila euro. Che i tempi siano cambiati è evidente dal fatto che negli ultimi sei mesi della sua permanenza a Palazzo Chigi - era il 2018 - Paolo Gentiloni ordinò 8.550 cialde di caffè: 5.100 ristretti e 3.450 decaffeinati (la spesa fu 3.500 euro).

 

Va anche considerato che a Palazzo Chigi manca un bar interno, c' è soltanto la macchinetta automatica che distribuisce bevande calde, acqua minerale e merendine al quarto piano che, ovviamente, non potrebbe mai coprire le esigenze della Presidenza del Consiglio (e dei suoi ospiti).

 

conte fico caffè

Come precisa la determina del dipartimento per i servizi strumentali di Palazzo Chigi (ufficio patrimonio, gare e contratti), pubblicata il 4 febbraio scorso, «è stata rappresentata la necessità di procedere all' approvvigionamento di beni alimentari (caffè in cialde) per reintegrare le scorte da utilizzare in occasione di incontri istituzionali presso le sedi della presidenza del Consiglio dei ministri, così da soddisfare il fabbisogno per l' anno 2020».

 

E così è stato: la spesa è sul capitolo 187 del bilancio di previsione della presidenza del Consiglio per l' esercizio finanziario 2019. Ma l' aumento di spesa non riguarda soltanto il caffè. Nel bilancio di previsione del 2020 sono aumentati gli stanziamenti per tutta una serie di voci, tra cui i costi per le bollette di acqua, televisione, energia elettrica e gas, che aumentano di 420 mila euro.

 

In salita, rispetto al 2019, anche gli stanziamenti per gli staff: per il «trattamento economico fondamentale del personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministri senza portafogli e dei sottosegretari di Stato alla presidenza del Consiglio» sono stati previsti 439.481 euro in più rispetto all' anno precedente. Peraltro questi ultimi hanno diritto anche al «trattamento economico accessorio», la cui variazione per il 2020 ammonta a 457.062 euro. Crescono pure «le retribuzioni del personale di ruolo al netto dell' Irap» (378.029 euro in più).

conte caffè

 

Alla voce «liti, arbitraggi, risarcimenti e accessori» è stato disposto un tesoretto di 12 milioni, che si aggiunge ai 98 già stanziati in precedenza. Piccoli aumenti sono stati previsti anche per la manutenzione di immobili, impianti e giardini (poco più di 30 mila euro) e per le spese di «pulizia, igienizzazione, derattizzazione e disinfestazione degli immobili» (+12.200 euro). E se non ha portato grandi risparmi il tanto strombazzato taglio delle auto blu (giusto 5 mila euro in meno), Palazzo Chigi risparmierà sulle «spese per lo sviluppo del sistema informativo e l' acquisto di software» (quasi 415 mila euro in meno).

 

conte salvini

Nel complesso le previsioni di spesa per il 2020 promuovono il vecchio governo gialloverde che un anno fa aveva messo in conto di spendere quasi un miliardo e 800 milioni in meno. Serviranno tutti i caffè comprati da Conte per mantenere alta l' attenzione di Palazzo Chigi sul bilancio, magari permettendo all' esecutivo di far quadrare i conti.

conte venditti

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...