marco cappato promuove il referendum eutanasia

ALTRO CHE RIVOLUZIONE, L'EUTANASIA È ANCORA UN MIRAGGIO - IL TETRAPLEGICO MARIO ESULTA PER L'OK DEL COMITATO ETICO AL SUICIDIO ASSISTITO, MA LA LEGGE È IMPANTANATA DAL 2019, IL REFERENDUM A RISCHIO, MENTRE PASSA UN EMENDAMENTO SULL'OBIEZIONE DI COSCIENZA - LE BATTAGLIE DEI MALATI NON SONO FINITE: RESTANO UN REBUS LE SOSTANZE E LE MODALITÀ DELL'AUTOSOMMINISTRAZIONE…

1 - LEGGE ANCORA IMPANTANATA, PASSA L'OBIEZIONE DI COSCIENZA

C.Gu. per "Il Messaggero"

 

marco cappato

Tre anni fa la Corte costituzionale ha squarciato il buio sul suicidio assistito, stabilendo la non punibilità (a determinate condizioni) di chi lo agevola. Ma ha detto anche che una materia così complessa non può essere lasciata al giudizio dei singoli Tribunali, sollecitando il Parlamento a intervenire e giudicando «indispensabile» una legge. Era il 22 novembre 2019 e la legge non c'è ancora.

 

TELEFONATE DI AIUTO

«Il governo, lo Stato, dopo la sentenza Cappato si sono eclissati. La commissione che discute il ddl procede per rinvii, prima c'erano altre urgenze, poi il Covid. La verità è che in tutto questo tempo non hanno preso posizione e ciò è politicamente molto grave, perché non hanno rispettato le direttive di un organo costituzionale», riflette Emilio Coveri, presidente di Exit Italia.

 

MARCO CAPPATO PROMUOVE IL REFERENDUM EUTANASIA

L'associazione promuove il testamento biologico e segnala alle persone con patologie dichiarate incurabili quattro cliniche della Svizzera (Lugano, Basilea, Berna e Zurigo) dove il suicidio assistito è legale.

 

Le richieste sono tante e danno la misura della necessità di una legge. «Ogni settimana ricevo novanta telefonate di persone disperate. Dei nostri associati, una quarantina ogni anno va in Svizzera a morire. A volte mi richiamano i parenti e mi dicono: Grazie, se ne è andato serenamente. Ha bevuto quel bicchierino di veleno con avidità, come una liberazione.

 

marco cappato

Ricordiamoci sempre: se uno arriva a tanto, non ha più un futuro. Noi non contattiamo nessuno, consigliamo loro a chi appoggiarsi, per fortuna in Italia informare non è ancora un reato.

 

Il nostro timore è che, se cade il governo, crolli tutto: non si farebbe più la legge sul suicidio assistito, né il referendum per l'eutanasia. Eppure un recente sondaggio Eurispes ha rivelato che 78,9% degli italiani è favorevole alla libera scelta sul fine vita», spiega Coveri.

 

eutanasia 3

Dal 98 a oggi la Dignitas di Zurigo, che accompagna alla morte chi soffre per malattie irreversibili, ha dato accesso al suicidio assistito a 159 malati italiani, nel 2020 sono stati 14. Sempre nelle Marche, la regione che si occupa della tragica vicenda di Mario, c'è anche un secondo caso da un anno in attesa di una chiamata per la verifica delle condizioni: è Antonio, anche lui tetraplegico dopo un incidente stradale, avvenuto otto anni fa.

 

E a Senigallia viveva Max Fanelli, malato di Sla e protagonista della battaglia per la legge sul fine vita, morto nel 2016. Nel 2013 aveva fatto ricorso al suicidio assistito, in Svizzera, l'ex assessore del Comune di Jesi Daniela Cesarini, che per andarsene aveva scelto la data emblematica del 25 aprile.

 

MATERIALE DOLCE MORTE EUTANASIA

A fronte di ciò, la legge va a rilento. Solo nelle scorse settimane il centrodestra ha accantonato l'ostruzionismo sul ddl e le commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera hanno iniziato a votare gli emendamenti al testo. L'approdo in aula era previsto per il 25 ottobre, ma dopo un primo slittamento al 22 novembre c'è stato un ulteriore rinvio al 29 novembre.

 

OBIEZIONE DI COSCIENZA

«L'esame del testo è a buon punto ma abbiamo dovuto bilanciare i tempi delle due commissioni dove sono all'ordine del giorno numerosi e non rinviabili provvedimenti. Riteniamo che ci sia il tempo adeguato per discutere e concludere i lavori nella più ampia garanzia del confronto», hanno riferito i presidenti.

 

Il percorso però è messo in dubbio dal capogruppo della Lega Roberto Turri e da Fabiola Bologna di Coraggio Italia: «Rispettare la data del 29 novembre è oggettivamente impossibile. Dobbiamo ancora votare 380 emendamenti».

 

eutanasia

Ieri intanto i relatori hanno accolto la richiesta del centrodestra di prevedere l'obiezione di coscienza per il personale sanitario. Il titolo del ddl è Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia. Ma di eutanasia non c'è traccia nel testo.

 

La Cassazione prima e poi la Corte costituzionale dovranno pronunciarsi sull'ammissibilità del referendum sull'eutanasia legale, a sostegno del quale è stato presentato un milione di firme. Se ci sarà il via libera, si voterà l'anno prossimo in primavera.

 

2 - MARIO, NON È FINITA

Francesco Grignetti per "La Stampa"

 

eutanasia

Un grande passo c'è stato, con il comitato etico dell'Asur delle Marche che ha riconosciuto come Mario abbia diritto a mettere fine alle sue sofferenze. Ma non è mica finita qui. L'Asur, che è l'azienda sanitaria unica regionale delle Marche, ha già comunicato che ritiene concluso il suo compito.

 

Il resto, cioè la decisione sul prodotto letale e la somministrazione, in assenza di una legge, spetta di nuovo al tribunale. Il comitato etico, peraltro, nel dare il suo giudizio positivo, ha messo una zeppa terribile al procedimento.

 

eutanasia 5

«Ha sollevato dubbi - scrive la Regione - sulle modalità e sulla metodica del farmaco che il soggetto avrebbe chiesto (il tiopentone sodico nella quantità di 20 grammi, senza specificare come dovesse essere somministrato)».

 

Ecco dunque che il braccio di ferro si sposta un po' più in là. «Non è ancora finita per Mario - spiega Marco Cappato dell'associazione Luca Coscioni - perché non hanno stabilito le modalità tecniche per l'autosomministrazione del suicidio. Per l'accompagnamento attivo bisognerà invece aspettare l'esito del referendum per abrogare il reato di omicidio del consenziente che permetterebbe ad un medico di fare ciò che già fanno medici in Olanda, Belgio, Spagna e Lussemburgo».

 

eutanasia 8

Non è finita qui, dunque. È più di un anno, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 2019, che Mario chiede all'Asur della sua regione di essere aiutato a morire. Dapprima ha ricevuto un diniego secco.

 

Poi, un primo ricorso al tribunale di Ancona è stato rigettato nel marzo scorso. Ha avuto ragione invece al suo secondo ricorso, a giugno. Adesso Mario e i legali dell'associazione Coscioni non reclamano più un diritto all'assistenza al suicidio, ma il diritto alla morte e basta. Per arrivarci, mancando la legge, ma con la sentenza della Consulta alla mano, occorre che un Comitato etico del Servizio sanitario nazionale stabilisca che il ricorrente vive esclusivamente grazie alle macchine, che la sua patologia è irreversibile, che soffre dolori intollerabili sotto il profilo fisico e psichico, e che è lucido nel chiedere di finirla.

 

eutanasia 1

Queste condizioni, nel caso di Mario, ci sono tutte e il Comitato etico lo ha messo per iscritto. C'era un quinto quesito, però, che il tribunale aveva indicato al Comitato etico: se la sostanza indicata da Mario, ovvero il tiopentone sodico nella quantità di 20 grammi, era idonea a garantirgli una morte rapida e indolore.

 

E qui la risposta del Comitato etico aggiunge problemi a problemi. «L'interessato - ha scritto il Comitato al tribunale - non motiva quali siano i presupposti per i quali è stata richiesto il dosaggio indicato di 20 grammi, quantità non supportata da letteratura scientifica. Non spiega se e con quali modalità si debba procedere tecnicamente alla somministrazione e, se in via preventiva, per conculcare lo stato d'ansia derivante dall'operazione, si voglia avvalere di ansiolitici».

 

vasco rossi firma per il referendum per l eutanasia legale 3

Per concludere: «Il Comitato etico ritiene non essere di sua competenza l'eventuale individuazione di altre modalità». Ma qui l'associazione Coscioni insorge contro la Regione, che è governata dal centrodestra e ha un governatore di FdI, gridando alla «trappola burocratica che è stata tesa contro Mario da 14 mesi.

 

Ciò che la Regione non dice è che la responsabilità di definire le procedure tecniche non è del malato, ovviamente, ma del Servizio sanitario, che però si rifiuta di farlo. Se necessario e se i tempi dovessero dilatarsi ancora, siamo pronti ad azionare tutti gli strumenti necessari per far rispettare il diritto di Mario a porre fine alle proprie sofferenze».

 

eutanasia 3

Ricapitolando: la Regione Marche, l'Asur e il Comitato etico - che finora hanno fatto opposizione in tutte le sedi - girano la decisione fatale al tribunale di Ancona. Siano i magistrati a decidere se la sostanza è quella giusta, e quali debbano essere le modalità di somministrazione.

 

«La verità è che manca la legge tanto auspicata - sospira l'assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini - e ormai ineludibile. È necessario che il Parlamento proceda». Anche la Corte costituzionale nella celebre sentenza del 2019 sul caso di dj Fabo, sollecitava il legislatore ad affrontare la materia. Ma poi in Parlamento la questione si è impaludata. Ora non resta che attendere il referendum.

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...