blinken israele iran missili

GLI AMERICANI SANNO COME SI SPIA - COME AVVENUTO CON L'INVASIONE RUSSA DELL'UCRAINA, ANCHE NEL CASO DEL BOMBARDAMENTO IRANIANO A ISRAELE GLI 007 AMERICANI AVEVANO ANTICIPATO TUTTO - E' LA "DOTTRINA BLINKEN": IL SEGRETARIO DI STATO USA, ANTONY BLINKEN, HA CONVINTO I SERVIZI STATUNITENSI A DIFFONDERE LE INFORMAZIONI IN LORO POSSESSO PER AVVISARE PUTIN E AYATOLLAH. DELLA SERIE: CONOSCIAMO LE VOSTRE MOSSE - QUELLA TELEFONATA DEL 2014 TRA PUTIN E OBAMA DURANTE L'INVASIONE RUSSA DELLA CRIMEA: "VLADIMIR, NOI NON SIAMO CIECHI...ABBIAMO OCCHI E VI VEDIAMO"

I DETTAGLI DELL ATTACCO DELL IRAN A ISRAELE

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

Per la seconda volta in poco più di due anni, gli Stati Uniti hanno utilizzato in modo nuovo e inconsueto l’intelligence in loro possesso, facendone uno strumento per influenzare un conflitto. L’attacco missilistico iraniano contro Israele, nella notte tra sabato e domenica, si è svolto esattamente nei tempi e nei modi resi di dominio pubblico nei giorni precedenti dallo spionaggio americano.

 

festeggiamenti in iran per l attacco in israele

È stata una ripetizione di quanto Washington aveva fatto nel febbraio 2022, quando il Pentagono pubblicò notizie e immagini sul numero e sui movimenti di truppe russe alla frontiera con l’Ucraina, affermando che Mosca si preparava a invaderla, come poi effettivamente avvenuto. L’anomalia è che in passato l’intelligence Usa, come quella di altri Paesi, teneva per sé le informazioni riservate raccolte dai propri agenti sul campo o dai satelliti spia nello spazio.

 

antony blinken benjamin netanyahu

Rivelare pubblicamente quello che si conosce sul nemico è controproducente, affermava la regola nel mondo degli 007, perché espone i propri informatori al rischio di essere scoperti e fa capire all’avversario quello che si sa, o non si sa, sulle sue intenzioni. […] A cambiare atteggiamento ha provveduto […] la “dottrina Blinken”, che prende il nome dal segretario di Stato Antony Blinken e il cui braccio operativo è il capo della Cia William Burns.

antony blinken in turchia

 

Sarebbe stato il capo della diplomazia Usa a convincere i servizi segreti americani a mostrare a tutti, compreso il nemico, le carte che avevano in mano. È stato lui a tirarle fuori più volte in conferenza stampa per smentire le versioni ufficiali del Cremlino. Una dottrina che in Blinken maturava da anni, fin da quando era vicesegretario di Stato nell’amministrazione di Barack Obama, come ha raccontato in una intervista del 2017 alla rete televisiva americana Pbs, ricordando un colloquio telefonico a cui ha assistito nell’ufficio ovale della Casa Bianca fra Obama e Putin a proposito della prima invasione russa dell’Ucraina, quella del 2014.

William Burns

 

«Putin mentiva apertamente, negando la presenza delle sue forze in Ucraina», ricorda Blinken nell’intervista. «E Obama gli rispondeva: “Vladimir, non siamo ciechi, abbiamo occhi, possiamo vedere”. Ma Putin continuava a parlare facendo finta di niente. Sentivamo di avere bisogno di una strategia contro le sue menzogne, ma non sapevamo quale». Cinque anni più tardi, promosso segretario di Stato dal presidente Biden, Blinken l’ha trovata, comprendendo che contro le fake news dei dittatori c’è un solo mezzo: mostrare al mondo intero tutte le prove contro di loro.

 

OBAMA PUTIN

Così, alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, gli Usa hanno contraddetto le affermazioni del presidente russo, secondo cui le truppe russe stavano svolgendo esercitazioni alla frontiera e non c’era alcuna intenzione di invadere. Le dettagliate foto satellitari pubblicate dagli Stati Uniti dimostrarono che il capo del Cremlino mentiva, e al tempo stesso permisero alla popolazione ucraina di sapere che cosa si stesse preparando. E in seguito le informazioni dell’intelligence Usa hanno aiutato a mettere Putin sotto processo per i crimini di guerra commessi dalle sue truppe a Bucha […]

 

massacro bucha associated press e frontline pbs

La differenza, nel conflitto tra Iran e Israele, è che Teheran ha annunciato fin da subito che avrebbe risposto al bombardamento […] Ma gli Stati Uniti, rendendo pubblici i piani dei Pasdaran, hanno probabilmente contribuito a contenerli entro certi limiti. È stato come avvertire qualcuno che sta per commettere una violenza: ti teniamo d’occhio e siamo pronti a fermarti.

 

Anche per questo, sentendosi scoperto, l’attacco iraniano, pur senza precedenti, è stato dimostrativo più che diretto a infliggere danni reali a Israele. […] la pubblicazione anticipata dei piani iraniani può avere esercitato pressioni su Teheran per una risposta calibrata, in modo da non scatenare una piena guerra fra i due Paesi. […]

massacro bucha associated press e frontline pbs 9IRON DOME - LO SCUDO CHE PROTEGGE ISRAELEI DETTAGLI DELL ATTACCO DELL IRAN A ISRAELEPUTIN OBAMA 1

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...