savoini damico d amico salvini

AMICI DI MERANDA - OGGI SAVOINI DAI PM, MENTRE L'AVVOCATO MERANDA ASSICURA CHE LA FAMIGERATA VENDITA DEL PETROLIO ''SCONTATO'' (CON STECCA) NON SAREBBE MAI AVVENUTA - L'EX PARLAMENTARE D'AMICO, OGGI ASSESSORE A SESTO S.GIOVANNI MA IN REALTÀ AMBASCIATORE SALVINIANO IN RUSSIA, ALZA IL MURO SULLE SUE SOCIETÀ: ''SONO PRONTO A QUERELARE TUTTI. CON MIA MOGLIE SVETLANA? SIAMO SEPARATI''

1. L'INCHIESTA ACCELERA, OGGI SAVOINI DAI PM IL RUOLO DI MERANDA E DEL SOCIO D'AMICO

Claudia Guasco per “il Messaggero

 

Il primo a comparire davanti ai magistrati sarà Gianluca Savoini. Mister 6%, l'organizzatore del presunto accordo dell'Hotel Metropol con il quale aveva intenzione di trasferire alla Lega 65 milioni di dollari. Il vicepresidente dell'Associazione culturale Lombardia Russia è stato convocato per oggi in procura: indagato per corruzione internazionale, dovrà chiarire i contorni di una vicenda descritta nell'ora e mezza di audio registrato dell'incontro in possesso dei magistrati.

 

SAVOINI D AMICO

I PROTAGONISTI

Da Savoini gli inquirenti vogliono sapere come è stata organizzata l'operazione, chi sono i protagonisti coinvolti e se rispondono a ordini superiori provenienti direttamente da via Bellerio. E soprattutto come si è conclusa. L'affare muove cifre importanti: riguarda la vendita a una società intermediaria di circa 3 milioni di tonnellate di petrolio scontato del 6% poi rivenduto a prezzo pieno in Italia. Cosicché una parte del vantaggioso prezzo spuntato, pari al 4%, potesse essere retrocessa al Carroccio per sostenere la campagna elettorale. Mentre il restante 2% sarebbe andato ai funzionari russi agevolatori della compravendita.

 

salvini savoini

In mezzo ci sarebbero due grosse società petrolifere, presunte banche amiche e società di trading. Eppure nonostante la serie di precedenti incontri (uno anche a Roma) e «gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò», assicura l'avvocato Gianluca Meranda. È lui, seduto accanto a Savoini al Metropol il 18 ottobre 2018, a condurre la trattativa nel ruolo di «general counsel di una banca d'affari anglo-tedesca interessata all'acquisto di prodotti petroliferi di origine russa», precisando che «i restanti interlocutori sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia». E che, secondo quanto ricostruito, farebbero riferimento a pezzi grossi del Cremlino.

 

Nel colloquio uno dei tre russi, Ilya Yakunin, dice apertamente di dover attendere il ritorno a Mosca di Vladimir Pligin - avvocato legato agli alti vertici del potere, fino a Putin - per avere il via libera all'operazione. «Stiamo aspettando che il signor Pligin torni per discuterne», spiega. E Merenda non esclude che Pligin possa venire in Italia: «Possiamo organizzarlo, è possibile che nessuno controlli il nome nel suo passaporto». Meranda è l'altro protagonista in cima alla lista degli interrogatori della procura, ancora non si sa se come indagato o persona informata sui fatti.

 

salvini savoini

Di certo, sull'affare è informatissimo e ci tiene che vada in porto. «Ora ci stiamo concentrando sulla rapidità - afferma nell'audio registrato - Se ci diranno se saranno 250 o 500.000. Se ci diranno se c'è qualche altro prodotto, se c'è uno sconto extra da rendere. Va tutto bene. L'ho detto e Andrey ha convenuto che la rapidità è della massima importanza. Se siamo veloci ora, forse la prima consegna sarà a novembre; se non siamo veloci, allora forse è dicembre, e poi a dicembre sappiamo che in Italia è Natale e tutti diventano molto pigri».

 

HOTEL METROPOL MOSCA

Affinché tutto si concluda per il meglio, Meranda fornisce appoggio totale: «Ho detto loro che sono disponibile a chiamata. Se hanno bisogno che prenda un volo e venga a Mosca domani, nessun problema. Mi concentrerò su questo, sono lì. Se hanno bisogno di me, sarò lì anche con un manager che può eseguire. Prendo il telefono a Londra, salgo su un aereo e sono qui.

 

E il resto dipende da voi. Cercate di trovare la soluzione migliore. Sono sicuro che queste elezioni saranno buone elezioni. Quelle europee a maggio». E conclude con quella che vorrebbe essere una battuta di spirito: «Se avete qualche gulag, vi possiamo mandare qualcuno dall'Italia. È uno scherzo, ma se avete un gulag, vi mandiamo un mucchio di gente».

 

IL SOCIO

HOTEL METROPOL MOSCA 1

Nell'elenco di persone che i magistrati intendono ascoltare dovrebbe esserci anche Claudio D'Amico, il «consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini», come ha spiegato in una nota Palazzo Chigi dopo una serie di verifiche, che tramite l'ufficio di vicepresidenza «avrebbe sollecitato» l'invito di Savoini al Forum Italia-Russia, «in virtù» del suo ruolo di presidente dell'Associazione Lombardia Russia.

 

D'Amico, ex parlamentare della Lega, ex capo di gabinetto di Calderoli, sposato con Svetlana Konovalova, bielorussa che è stata interprete di Umberto Bossi, è legato a doppio filo con Savoini. Insieme, nel 2016, hanno fondato a Mosca una società di consulenza, la Orion. Oggi è assessore a Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia passata al centro destra, ma è stato osservatore Osce alle presidenziali russe e candidato al parlamento europeo. Con un programma suggestivo: aprire gli archivi top secret sugli ufo. «Non possiamo sapere se ci sono alieni a casa nostra? Non si può far finta di niente e coprire la verità».

vladimir putin brinda con giuseppe conte e salvini con savoini sullo sfondo

 

 

2. TUTTE LE SOCIETÀ DI D' AMICO, CHE ORA ALZA IL MURO «SONO SEPARATO DA SVETLANA E PREPARO LE QUERELE»

Mario Gerevini e Stefano Landi per il “Corriere della sera

 

 Gianluca Savoini, il faccendiere leghista presidente dell' Associazione LombardiaRussia, partecipava ai vertici internazionali con Mosca grazie agli accrediti che gli procurava Claudio D' Amico, ex deputato della Lega e suo vice nell' associazione, approdato nello staff di Matteo Salvini alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il tutto all' insaputa del leader della Lega. O almeno così dice lui. La sintesi è questa.

matteo salvini vladimir putin luigi di maio

Poi ci sono alcuni dettagli che cambiano un po' il quadro. Il primo è che Savoini e D' Amico oltre che fan sfegatati di Putin sono anche un affiatato tandem di affari a Mosca. E forse anche in Romania.

 

Il secondo è che evidentemente Salvini non ha il controllo dei consulenti che lui stesso si è portato in un ufficio tanto prestigioso. Il terzo è che per diventare ufficialmente «Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del Vice Presidente Sen. Salvini», incarico retribuito con oltre 60 mila euro (pubblici), sarebbe opportuno presentare un curriculum senza omissioni, per esempio sulle società possedute a Mosca. Tanto più se le «attività strategiche» sembrano concentrarsi proprio sulla Russia.

Ma D' Amico, che insieme a Savoini il 31 dicembre scorso ricordava a tutti su Facebook «la diretta streaming del discorso di un vero presidente» (Putin naturalmente), proprio non riesce a ricordarsi della Orion Lee.

 

Era già successo. Facciamo un salto alle porte di Milano.

L' ex parlamentare leghista irrompe nella scena politica a Sesto San Giovanni con la vittoria nelle elezioni del 25 giugno 2017. Il sindaco Roberto Di Stefano, eletto con Forza Italia e marito dell' europarlamentare in quota Lega Silvia Sardone, gli affida l' assessorato alla Sicurezza. Lui gioca un po' a nascondino. Partecipa a 14 consigli su 30. Dal 29 agosto 2018, giorno in cui inizia ufficialmente la sua missione da «ministro degli esteri» di Salvini, salta 27 sedute della giunta su 51.

 

MATTEO SALVINI E CLAUDIO DAMICO

 «Mi chiedo perché Sesto paghi una persona che lavora tra la Russia e Roma», dice Monica Chittò, consigliera del Pd locale. L' opposizione ha chiesto ieri che D' Amico venga a riferire in aula e le sue dimissioni. La storia è più antica. La legge sulla trasparenza impone ai politici di dichiarare i propri patrimoni. Nell' ottobre del 2017 D' Amico scrive di essere proprietario del 51% della Jd International e di essere amministratore unico della Mibel International. Nessun riferimento sulle quote che detiene di Orion, la società con sede a Mosca, di cui ha il 67% (l' altro 33% è di Savoini). Dichiarazione che fa però nel febbraio 2019.

 

È a quel punto che l' opposizione presenta un' interrogazione per chiedere quando sia stata aperta Orion e se questo sia compatibile con la sua attività istituzionale. La risposta formale del sindaco di Sesto arriva il 4 giugno: «Sono informazioni di carattere personale che inoltreremo al soggetto a cui viene rivolta l' interrogazione». Orion Lee è una società di consulenza che può rimanere inattiva per anni - come sembra sia successo in passato - e poi improvvisamente attivarsi anche per un solo affare. Non è chiaro cosa faccia oggi ma dovrebbe esserlo visto il ruolo di D' Amico e i suoi assist a Savoini.

 

matteo salvini con vladimir putin

Invece anche nel curriculum consegnato alla presidenza del Consiglio la Orion non c' è. In compenso il consigliere per le strategie internazionali ci informa di essere un arbitro Figc «al momento fuori quadro» e che ha fatto un corso regionale di «corrispondente commerciale in lingua inglese». Non accenna invece alla sua appassionata ricerca della verità sugli Ufo.

 

E la Jd International? Dovrebbe essere una società romena di cui però D' Amico non ha mai fornito dettagli. Richiesto di chiarimenti, in un sintetico scambio di messaggi ci fa sapere solo che è «separato da Svetlana Konovalova (la moglie bielorussa, ndr ) dal 2012» e che «per il resto sto preparando delle querele».

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...