donald trump coronavirus

APRI TUTTO! - IL REPORT DI JPMORGAN CHE DÀ RAGIONE AI TRUMPIANI: GLI STATI AMERICANI CHE HANNO RIAPERTO NON HANNO VISTO UN AUMENTO DEI CONTAGI, ANZI - ORMAI STANNO RIAPRENDO TUTTI E 50 STATI, OGNUNO A MODO PROPRIO. MA SE IL PRESIDENTE VUOLE AVERE UNA CHANCE DI RIELEZIONE, ORA L'ECONOMIA DEVE RIPARTIRE A BOMBA. LE BORSE VOLANO, GLI AUTONOMI SOFFRONO. E I DISOCCUPATI SONO TANTISSIMI

 

 

 

 

DALLE FABBRICHE AI RISTORANTI IL VIA LIBERA NEI 50 STATI

Federico Rampini per “la Repubblica

 

L' America riapre. Disordinatamente, a macchie di leopardo. Tempi e modi di questo ritorno alla normalità - che coinvolge tutti i 50 Stati - variano per zone geografiche e partito al governo. Lontano dalle due coste e dove governano i repubblicani, si procede a gran velocità. New York City, Washington, pezzi di California, sono i più cauti.

Donald Trump sottolinea tutto ciò che riprende a funzionare e gongola: "La gente esce di nuovo. Si apre.

 

coronavirus

Hanno capito". Dopo l' emergenza dei picchi di decessi, anche l' exit- strategy dalla pandemia si colora di politica. Bisogna vincere una gara mondiale, guardando alla Cina e alla Germania, perché chi riparte per primo ha una marcia in più. E c' è una competizione interna, fra due Americhe spaccate su tutto: anche sulla fiducia verso i medici, o la priorità al rilancio economico. Federalismo e ideologia contribuiscono a un senso di caos e improvvisazione: le direttive dall' alto possono variare da una contea (provincia) all' altra.

Molto dipenderà dalle imprese private per ricostruire la sicurezza dei dipendenti e dei consumatori.

 

La mappa delle riaperture, con calendari e misure, trasforma gli Stati Uniti in un mosaico coloratissimo.

Ci sono Stati che non hanno mai veramente chiuso come lo Utah. C' è chi ha tagliato il traguardo della fase due con largo anticipo, come Georgia e Alaska. Presto inseguita da Texas e Florida. Non solo fabbriche industriali ma anche ristoranti e bar, palestre di fitness e centri di cure estetiche, stanno ottenendo il via libera. Gli Stati che guidano la classifica del ritorno alla normalità sono governati dai repubblicani che hanno sempre considerato eccessive le restrizioni adottate nelle roccaforti democratiche di New York e California. Hanno una giustificazione: contagi e decessi sono rimasti inferiori al mega-focolaio di New York.

 

Ora la sinistra accusa il Texas repubblicano di giocare col fuoco perché c' è già un' impennata nei casi positivi. Ma non è chiaro se ci sia un legame diretto con la fine del lockdown.

E comunque i numeri restano bassi.

sanita' privata negli stati uniti

 

Anche l' America governata dai democratici vede la fine del tunnel. E anche in questa parte del paese cresce la pressione della "fascia insofferente", che chiede allentamenti nelle restrizioni. Così il federalismo si frammenta in dimensioni sempre più piccole e localistiche. Il governatore dello Stato di New York, il democratico Andrew Cuomo, ha stabilito sette criteri che guidano le regole sui lockdown (si va dai decessi ai posti- letto liberi negli ospedali).

 

Diverse aree della provincia a bassa densità di popolazione, soprattutto nell' Upstate New York verso i confini del Canada, sono già uscite dall' emergenza e hanno autorizzato molte attività. New York City rimane sotto lockdown malgrado la rapida decrescita dei malati e dei morti; non ha mai avuto restrizioni all' italiana (nessuna autocertificazione per uscire di casa, libertà di andare ai parchi). Il sindaco Bill de Blasio preferisce peccare per prudenza: "Non vogliamo dover richiudere precipitosamente". Molte regole del lockdown non verranno tolte fino a metà giugno.

 

sanita' privata negli stati uniti 2

È perfino più severo il governatore della porta accanto, il democratico Phil Murphy del New Jersey, secondo Stato per densità di contagio. La California pur essendo lo Stato più popoloso (40 milioni) e il più esposto alla Cina, è riuscita a contenere il contagio a livelli molto inferiori alla East Coast. Anche lì il governatore democratico Gavin Newsom deve vedersela con episodi di insofferenza e proteste verso il suo lockdown duro. Newsom adesso ha deciso di cavarsela "devolvendo" alle singole contee molte decisioni. Con l' eccezione di Los Angeles e San Francisco buona parte della California ha avviato un ritorno di attività.

 

Il Michigan, altro Stato democratico teatro di forti proteste, ha dovuto scendere a compromessi. Le fabbriche dell' auto Gm Fca e Ford hanno riaperto dopo che i concorrenti stranieri con stabilimenti negli Stati del Sud le avevano precedute. Tutto diventerà carburante da campagna elettorale: non c' è solo da vincere la gara con la Cina, è sull' uscita dalla depressione economica che si gioca la partita per la Casa Bianca.

sanita' privata negli stati uniti 3

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…