codacons lercio

AVETE LA CODACONS DI PAGLIA - L’ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI GUIDATA DA CARLO RIENZI SE LA PRENDE CON IL SITO DI SATIRA "LERCIO", MINACCIANDO QUERELE PER UNA BATTUTA SUL PAPA DA FAZIO - LA REPLICA IRONICA: "TUTTE LE NEWS CHE ABBIAMO PUBBLICATO SONO FALSE. SCUSATECI" - GUIA SONCINI CONTROCORRENTE: "IL CODACONS HA FATTO BENE. LA MAGGIORANZA NON CAPISCE NIENTE DI NIENTE. E COMUNQUE È IMPOSSIBILE COMPRENDERE OGNI AMMICCAMENTO E CODICE…"

1 - IL CODACONS CHIEDE UNA SMENTITA A “LERCIO”. LA REPLICA IRONICA: “VI RIVELIAMO CHE LE NOSTRE NEWS SONO FALSE”

Da www.lastampa.it

 

carlo rienzi del codacons

Il Codacons ha chiesto ufficialmente alla testata satirica Lercio di smentire l'esistenza di un comunicato, postato dalla testata satirica, con il quale Lercio fingeva un duro attacco dell'associazione contro il Papa e la sua intervista da Fabio Fazio a Che tempo Che Fa.

 

Sembrerebbe uno scherzo, frutto della nota ironia di Lercio, ma non lo è. Lo rivelano, dagli account social della testata, gli stessi autori della notizia burla.

 

il codacons contro lercio

«Il Codacons ci invita formalmente a smentire l'esistenza del loro comunicato ufficiale citato nell'articolo, cosa che facciamo subito: il comunicato è falso – scrive Lercio –. Ne approfittiamo anche per rivelare che pure tutte le news che abbiamo pubblicato finora sono false. Scusateci».

 

lercio sul papa

Insieme al commento, Lercio posta su Facebook anche lo screenshot della richiesta di rettifica che il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha inviato alla testata satirica. «Trattandosi di un argomento estremamente delicato e considerati i rapporti che la nostra associazione intrattiene col Pontefice - si legge nella richiesta di rettifica del Codacons - vi diffidiamo a dare smentita dell'esistenza del comunicato Codacons da voi citato. In caso contrario saremo costretti a proporre querela nei vostri confronti per i reati ravvisabili».

 

Inutile dirlo: molti i commenti divertiti e ironici dei follower di Lercio. Eccone alcuni. «Volete dirmi che in tutti questi anni ho letto degli articoli falsi? Fortunatamente c'è il Codacons che ci protegge», scrive un utente.

 

Seguito a ruota da un altro: «Io, modestamente, avevo già capito che si trattasse di satira, e non di informazioni. Non era facile ma io so' bravo». «Impossibile battere il Codacons quanto a satira», chiosa un altro ancora.

 

2 - PER UNA VOLTA HA RAGIONE IL CODACONS: VIVIAMO NELL’ERA DELLA FINE DEL CONTESTO

Guia Soncini per www.linkiesta.it

 

Questa è la storia di come il Codacons non abbia – magnanimamente – stigmatizzato una bestemmia del Papa; oppure è la storia di come il Codacons – un po’ meno magnanimamente – abbia minacciato di querela il sito di satira Lercio; oppure è la storia di come io faccia quella che capisce lo spirito del tempo, il declino del senso del tono, la fine del contesto, quando in realtà è provato che Walter Veltroni lo capisce assai meglio di me.

 

lercio

Nove anni fa trovai un commento contro Diego Bianchi, Zoro, sotto il link d’una sua performance televisiva. Dal mio archivio dei souvenir inutili, ricopio il commento: «Non sono mai stato un fan di Bianchi e pertanto non lo seguo, se non quando proditoriamente ci viene imposto nel mezzo di altre trasmissioni.

 

Lo ritengo un semplice burino capace di qualche battutina ad uso interno di un partito politico, buono per YouDem e nulla più. Imporlo al pubblico nazionale mi sembra una violenza al proverbiale buongusto degli Italiani, oltre che una grave mancanza di rispetto nei confronti della loro intelligenza.

 

È vero che il canone bisogna pagarlo anche se usiamo il televisore come una cuccia per cani o un acquario o un barbecue, ma per favore non esageriamo».

guia soncini

 

Converrete fosse un commento stupendo: la doppia imposizione, il semplice burino, proditoriamente, italiani maiuscolo, il proverbiale buongusto, gli utilizzi alternativi dell’apparecchio televisivo. Perdipiù, era firmato “Walter”.

 

Lo spirito di patate mi possedeva persino più di ora, e perdipiù era in corso la direzione nazionale del PD. Feci un tweet dicendo che era un duro attacco di Veltroni a Zoro, e Veltroni smentì. Scrisse «trattasi di fake», io sbuffai che era una battuta, e lui replicò rassegnato «Vallo a far capire».

 

CARLO RIENZI

Un suo amico con un mestiere pubblico mi disse che aveva ragione: nessuno capiva i toni di niente mai. (La gente famosa aveva capito che era l’era della suscettibilità prima che ci arrivassi io; la gente famosa entra in contatto con molti più picchiatelli di noialtri civili).

 

Ci ho ripensato ieri, quando il Codacons ha scritto a Lercio che l’articolo satirico che li riguardava conteneva un’informazione falsa (altrimenti non sarebbe satirico) e che siccome loro hanno rapporti con la Chiesa se Lercio non smentiva avrebbero querelato.

 

CARLO RIENZI

Lercio ovviamente ha pubblicato la lettera, ovviamente gongolando. Come reso evidente martedì sera da Luca e Paolo che, da Floris, hanno fatto scompisciare il pubblico raccontando la storia della senatrice Leone e del suo cappotto perduto, quando la realtà supera la comicità, o i comici si disperano, o si rilassano e incassano i proventi di testi che la cronaca ha scritto per loro.

 

Se un giornale satirico scrive che un’associazione consumatori ha attaccato il papa per aver detto «Dio Cristo» mentre era ospite di Fazio, e l’associazione diffida il giornale «trattandosi di un argomento estremamente delicato», siamo tutti d’accordo che l’associazione sia ridicola, no? No.

 

CARLO RIENZI

Perché se qualcuno può pensare che Veltroni lasci commenti cafoni su un personaggio televisivo; se qualcuna può pensare che le abbiano rubato il cappotto mentre eleggeva Mattarella; se qualcuno può credere che il caicco da cui scende il rapper di Zalone sia una nave di immigrati; se accade uno qualunque dei casi d’incomprensione del testo e del tono che accadono cento volte al minuto, allora abbiamo due scelte.

 

Quella facile è dire che no, tutti devono cogliere al volo i toni e i contesti e nessuno si può preoccupare della propria reputazione o di essere frainteso (come se tutti fossero Zalone, come se tutti ne avessero il potere contrattuale e l’annessa possibilità di fottersene dei cretini).

 

guia soncini

Alla mozione facile appartengono coloro che si sdegnano ogni volta che qualcuno prende sul serio un comunicato del comune di Bugliano, che pare sia nostro dovere sapere sia un comune inventato per burla da gente dell’internet.

 

Puoi avere letto ogni volume della Pléiade, ma se non capisci che Bugliano è finto allora sei scemo, se non conosci ogni pizzaefichi satirico inventato ogni minuto devi vergognarti, se non sai a memoria tutto ciò che è moderno sei, in frasifattese, un orrido boomer: magari cogli le citazioni da Delitto e castigo, ma se ignori i riferimenti a Squid Game che campi a fare.

 

La scelta difficile è dire che, se coloro che non capiscono niente di niente sono la maggioranza, e se comunque è impossibile conoscere tutto, capire ogni ammiccamento, riconoscere ogni codice, avere un dossier costantemente aggiornato sui siti che non dicono sul serio, o addirittura sulle rubriche di parodia all’interno dei giornali seri (il New Yorker ha una rubrica di satira scritta come un serio articolo di commento, The Borowitz Report: se sai che è satira, tutto bene; se sei un povero redattore italiano che ci incappa per la prima volta e la prende sul serio – è capitato – allora tutti i saperlalunghisti ti irrideranno: che cos’avevi di meglio da fare che imparare a memoria il timone del New Yorker?); se tanto prima o poi qualcuno ci cascherà, allora se il tuo pubblico sono i fessi devi curarti della credulità di quel qualcuno, mica dell’eventuale irrisione delle chattering classes.

 

La scelta difficile è dire quel che mai avrei pensato di dover dire: il Codacons ha ragione.

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?