giuseppe conte beppe grillo virginia raggi

AVVISO AI NAVIGATI: GRILLO PREPARA LA CONTEXIT - BEPPEMAO, CHE NON VEDE L'ORA DI PIAZZARE VIRGINIA RAGGI AL VERTICE DEL M5S, LASCIA FILTRARE I SUOI "TIMORI" PER LA TENUTA DEI GRUPPI PARLAMENTARI - “L’ELEVATO DI TORNO” ANNUSA NUOVI STRAPPI UNA VOLTA UFFICIALIZZATE LE NOMINE DELLA NUOVA “SEGRETERIA” - I PARLAMENTARI GRILLOZZI: “DOBBIAMO ANALIZZARE LA SCONFITTA. MA SE CONTE È IN TOUR, COME FACCIAMO AD AFFRONTARE SERIAMENTE QUESTO DISCORSO?”

meme su giuseppe conte e beppe grillo

1 - M5S: I TIMORI DI GRILLO PER LA TENUTA DEI GRUPPI, PARLAMENTARI VANNO ASCOLTATI

Antonio Atte per Adnkronos

 

Il crollo dei consensi certificato dalle ultime amministrative, dove il M5S è riuscito a perdere in un colpo solo le roccaforti di Torino e Roma conquistate nel 2016; il malumore sempre più diffuso all'interno dei gruppi parlamentari, con il rischio di nuovi strappi una volta che saranno ufficializzate le nomine della 'segreteria' targata Giuseppe Conte.

 

Non sfugge a Beppe Grillo il momento delicato che la sua creatura - alle prese con un difficile processo rifondativo - sta attraversando in questa fase convulsa della politica italiana.

 

ELLEKAPPA VIGNETTA GRILLO CONTE

Chi ha avuto modo di sondare negli ultimi giorni gli umori del garante pentastellato racconta all'Adnkronos di un Grillo preoccupato per lo stato di salute del Movimento 5 Stelle e in particolare per la tenuta dei gruppi parlamentari: è il momento di stare compatti, il senso del ragionamento del co-fondatore M5S, il quale avrebbe sottolineato la necessità di un maggiore ascolto verso gli eletti e le loro istanze.

 

giuseppe conte virginia raggi 2

"C'è un gruppo di persone pronte ad abbandonare la nave: aspettano solo di capire quali figure sceglierà Conte come 'vice' e come componenti del Consiglio nazionale", assicura una deputata, 'off the records'. La diaspora intanto è già in corso per quanto riguarda i finanziamenti al partito: la campagna di fundraising interna è ferma al palo e non mancano i mugugni per il contratto d'affitto (dal costo di circa 12mila euro al mese) stipulato dai vertici grillini per la nuova, grande sede di Via di Campo Marzio n. 46 a due passi da Montecitorio.

LA SCONFITTA DI VIRGINIA RAGGI - MEME

 

Dopo la scoppola rimediata in occasione dell'ultima tornata elettorale, nei capannelli grillini, soprattutto alla Camera, regna un senso di spaesamento: "E' arrivato il momento di analizzare la sconfitta e di parlare della direzione che vogliamo dare a questo Movimento.

 

Ma se Conte è in tour, come facciamo ad affrontare seriamente questo discorso?", si chiedono diversi parlamentari M5S chiamando in causa l'ex premier, che anche oggi si trova in Sicilia per sostenere i candidati 5 Stelle alle amministrative. Per il leader del Movimento resta da sciogliere il nodo dei ballottaggi. "Da Conte ci aspettiamo parole chiare su Gualtieri", il tam tam che rimbalza nelle ultime ore tra gli onorevoli 5 Stelle: "Il M5S appoggerà o no il candidato del centrosinistra?".

giuseppe conte

 

Interpellato sul tema in Sicilia, Conte ha speso parole d'elogio per il suo ex ministro dell'Economia ma ha anche riconosciuto che la situazione di Roma è "singolare": "Sicuramente Gualtieri è una persona di valore, che può fare bene", ha affermato il giurista di Volturara Appula, precisando però che nella Capitale "non è possibile rimuovere" quei "condizionamenti locali" che hanno visto M5S e Pd su due fronti opposti sia durante i 5 anni di consiliatura Raggi che durante l'ultima campagna elettorale. L'ex inquilino di Palazzo Chigi ha anche bocciato l'ipotesi di un Ulivo 2.0: "Non ce lo vedo affatto il M5S a fare il ramo di un Ulivo... Riproporre vecchie formule adesso non credo abbia molto senso, il contesto è completamente diverso".

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

Parole che a molti sono sembrate un tentativo di tenere a bada l'ala del Movimento più insofferente all'abbraccio con il Partito democratico. Una compagine che potrebbe trovare nella sindaca uscente Raggi - voluta da Grillo nel nuovo Comitato di garanzia M5S - un punto di riferimento per il futuro. Oggi la prima cittadina capitolina ha ricevuto il candidato del centrodestra Enrico Michetti.

 

"E' stato un incontro cordiale e collaborativo di carattere istituzionale", ha spiegato Michetti, "il sindaco mi ha illustrato le sue priorità: mobilità, Expo 2030, periferie. Mi ha raccontato cosa è stato fatto, mi ha edotto sulle difficoltà e ha indicato i punti critici".

gualtieri raggi calenda michetti

 

"Nessuna indicazione di voto, ho già detto che gli elettori non sono mandrie da portare al pascolo", ha rimarcato Raggi dopo l'incontro: "Ho parlato delle priorità per dare una continuità al lavoro fatto" e "mi sembra che l'avvocato Michetti abbia recepito le esigenze, poi dovremo vederlo all'opera". Lunedì 11 ottobre la sindaca vedrà Gualtieri.

 

2 - CONTE RIPOSIZIONA IL M5S SFIDA AL CENTRO CON CALENDA E SOSTEGNO A GUALTIERI

Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

conte grillo ristorante marina di bibbona

Non c'è dubbio che ai ballottaggi Giuseppe Conte voterà per Roberto Gualtieri sindaco di Roma. L'unica domanda che rimane senza risposta è quando lo farà. È probabile non subito ed è probabile che si limiterà a dichiarare il voto «da cittadino romano», come ha fatto il leader di Azione Carlo Calenda, e non nelle vesti di presidente del M5S. Il candidato del Pd Gualtieri è stato ministro dell'Economia del suo secondo governo, è una persona che Conte stima, con cui ha affrontato, lavorando spalla a spalla, le sfide finanziarie in Europa.

 

giuseppe conte roberto gualtieri

Ma, come ammette lui stesso, «la situazione di Roma è assolutamente singolare». La lotta feroce tra il Pd e la sindaca uscente Virginia Raggi ha lasciato ferite che appaiono incompatibili con un endorsement di quelli classici, tondi, ufficiali, di partito. E la grillina in queste ore pesanti, piene di rancore e incomprensione, è una presenza ancora troppo ingombrante per Conte.

 

VIRGINIA RAGGI MEME

La scena di lei, lasciata sola, ad ammettere la sconfitta che l'ha fatta precipitare al quarto posto, circondata dai suoi consiglieri, mentre l'ex premier correva a Napoli a prendersi abbracci e flash dell'unico candidato vincente che può rivendicare a suo nome, è stata vissuta male da tanti nel M5S, anche da chi è fedele all'ex premier.

 

Raggi ha detto che non darà indicazioni e per rafforzare il messaggio di equidistanza ha invitato entrambi gli sfidanti arrivati al secondo turno a prendere un caffè in Campidoglio. Li riceverà rispettando rigorosamente il piazzamento al primo turno: prima il frontman del centrodestra Enrico Michetti e poi Gualtieri.

 

grillo conte

A Conte non resta che ammettere le difficoltà e ribadire un orientamento di massima: «Roberto è una persona di valore che non voglio sminuire. Una cosa è certa: non penso che il M5s possa avere compatibilità con le politiche della destra, anche su Roma, che sono inadeguate». Non si spinge oltre. L'avvocato deve destreggiarsi in mezzo a un veto che ha preso la forma del risentimento e che rischia di allargarsi anche in Parlamento, dove paura e incertezze tornano a riaffiorare.

 

Non sfugge a nessuno che il M5S deve recuperare il senso di una identità smarrita, che potrebbe finire stritolata nella coabitazione con il Pd. «Non ce lo vedo il M5s a fare un ramo dell'Ulivo...riproporre vecchie formule adesso non ha molto senso». È la risposta di Conte ai sogni di federazione di Enrico Letta. Eppure anche lui fino a pochi mesi fa coccolava la speranza di essere ancora l'erede di Romano Prodi, alla testa di una coalizione di centrosinistra.

alessandro di battista virginia raggi 3

 

Ma le condizioni sembrano cambiate, stravolte dal voto nelle grandi città che ha svelato le fragilità del M5S. Conte adesso è stretto tra la lealtà al progetto del campo progressista che sta faticosamente cercando di costruire con il segretario del Pd Enrico Letta, i malumori dei parlamentari che gli consigliano di non lasciarsi schiacciare a sinistra e la sfida aperta di Calenda e Matteo Renzi per conquistare uno spazio elettorale moderato, di centro, che pure era nei piani del leader del M5S.

 

VIRGINIA RAGGI IN CONFERENZA STAMPA DOPO LA SCONFITTA

Letta, con il sogno di federatore in tasca, teorizza alleanze tra chi, per ora, non ha intenzione di mollare i guantoni. Renzi profetizza l'estinzione del M5S, mentre Calenda definisce Conte «campione di trasformismo e qualunquismo», dopo essersi beccato dell'«arrogante» per aver subordinato la propria dichiarazione a sostegno di Gualtieri alla garanzia che l'ex ministro non offrirà posti in giunta ai grillini.

GIUSEPPE CONTE ALLA FESTA DI COMPLEANNO DELLA RAGGI

 

Il clima è questo. E non aiuta la serenità del lavoro del presidente del Movimento e dei suoi uomini. Anche a Torino Conte è finito impantanato nelle insofferenze locali. Ma nel capoluogo piemontese sa che gioca a favore degli alleati il cuore di sinistra dei 5 Stelle. Il Pd osserva le difficoltà dell'avvocato senza fargliene una colpa.

 

luigi di maio virginia raggi

La proiezione nazionale della coalizione non viene messa in discussione anche se in Parlamento l'impazienza dei 5 Stelle monta. Anche per garantirsi una maggiore fiducia Conte ha intenzione di nominare l'ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al posto del mai amato Davide Crippa. I più devoti all'ex premier, come Michele Gubitosa, Gilda Sportiello, Riccardo Ricciardi, spiegano che Napoli sarà il modello da imporre al Pd: autonomia di proposte e convergenze sui candidati. Ma tra tutti gli altri eletti c'è molto meno ottimismo.

 

VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE

Accusano il leader di vivere più di piazze che di strategia. Pretendono chiarezza sui rapporti con il Pd e risposte da Conte sul futuro del M5S: sulla segreteria, la sede, i temi, la linea politica. Molti non soffrono Mario Draghi a Palazzo Chigi ma temono che anche Conte lo voglia al Quirinale. Perché pur di evitare il voto anticipato si troverebbero costretti a sostenere un altro governo.

TAPIRO D'ORO A VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI SCONFITTA ALLE AMMINISTRATIVE - MEMEVIRGINIA RAGGI IN CONFERENZA STAMPA DOPO LA SCONFITTA

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...