manette s

AVVISO AI NAVIGATI - NEL MOMENTO DI MAGGIORE DEBOLEZZA (E SPUTTANAMENTO) DELLA MAGISTRATURA, L'EX VICEPRESIDENTE DEL CSM, MICHELE VIETTI, CHIEDE IL RITORNO L'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER I PARLAMENTARI: "E' UN RECINTO CHE DELIMITA I CONFINI TRA IL POTERE LEGISLATIVO E QUELLO GIUDIZIARIO. I PADRI COSTITUENTI AVEVANO PRESENTE DI COSA FOSSE CAPACE UNA MAGISTRATURA STRUMENTALIZZATA..."

Fabrizio Boschi per “il Giornale”

 

michele vietti

Al forum della Fondazione Iniziativa Europa che si tiene ogni anno a Stresa, il direttore del Giornale, Augusto Minzolini, ha presentato il libro «L'eutanasia della democrazia» del presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto ed è stata l'occasione per discutere di un tema lasciato da troppo tempo chiuso nel cassetto. Quello dell'immunità parlamentare.

 

Organizzatore del forum il professor Michele Vietti, presidente della Fondazione Iniziativa Europa, già vicepresidente del Csm nonché ex sottosegretario alla Giustizia e all'Economia nei governi Berlusconi, che da vent' anni chiede di ripristinare quella tutela. «L'autorizzazione a procedere spiega Vietti - è una sorta di recinzione che delimita i confini tra il potere legislativo e quello giudiziario.

mattarella csm

 

Il costituente, che usciva dall'esperienza del regime autoritario e aveva ben presente di cosa fosse capace una magistratura strumentalizzata che dipendeva dal potere esecutivo, si preoccupò di riconoscere al parlamentare non tanto un privilegio ma una garanzia, certamente non di impunità ma una precauzione a tutela della sua funzione».

 

È vero che oggi non abbiamo più quel tipo di magistratura ma secondo Vietti «in un contesto di giurisdizione pervasiva, dove c'è l'obbligatorietà dell'azione penale e dove il pm interviene in settori amplissimi in cui lo spazio dell'interpretazione è enorme, il margine di discrezionalità di chi esercita l'azione penale è molto elevato. Intanto ti indago e poi vediamo. Abbattere quella recinzione ha determinato le invasioni di campo della magistratura di cui siamo stati spettatori in questi 30 anni».

Consiglio Superiore della Magistratura

 

Ma è anche vero che la colpa è stata della politica che ha consegnato ai pm le munizioni per attaccare la politica incapace di fare riforme. «È la politica che ha lasciato campo libero. Quell'intervento abrogativo conclude Vietti - fu fatto sull'onda dell'emotività, per la paura che il populismo di allora andasse a prendere i parlamentari col forcone; ricordiamoci che era il momento delle monetine al Raphael. Oggi alla luce di tutto quello che è successo è necessario un ripensamento. Dobbiamo tutelare la funzione parlamentare, visto che la nostra è una democrazia rappresentativa e la sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso i propri rappresentanti alle Camere».

michele vietti foto di bacco

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