roberto garofoli marco d'alberti dalberti mario draghi

AVVISO AI NAVIGATI: A PALAZZO CHIGI STANNO CRESCENDO LE QUOTAZIONI DI MARCO D’ALBERTI - IL GIURISTA, CONSIDERATO “FRATELLO MINORE” DI SABINO CASSESE, È UNO DEI CONSIGLIERI PIÙ ASCOLTATI DA MARIO DRAGHI E POTREBBE PRESTO SCALARE LA GERARCHIA INTERNA DEL CERCHIO MAGICO DRAGHISTA DIVENTANDO IL CANDIDATO NUMERO UNO PER SOSTITUIRE IL CIARLIERO ROBERTO GAROFOLI COME SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI...

Dagonews

marco d'alberti

Avviso ai navigati: a Palazzo Chigi stanno crescendo le quotazioni di Marco D’Alberti, che potrebbe presto scalare la gerarchia interna del cerchio magico di Draghi.

 

Il giurista è considerato “fratello minore” di Sabino Cassese, e non solo per la somiglianza. Come il giudice emerito della Corte Costituzionale, è allievo di Massimo Severo Giannini, e negli ultimi tempi, da consigliere giuridico di Palazzo Chigi, si è guadagnato la stima di Mario Draghi, che lo ascolta moltissimo.

 

Scriveva Marianna Rizzini sul “Foglio” del 26 febbraio: “D’Alberti gode di stima tenace ma sotterranea, non soltanto in Italia, ma anche oltre confine e oltremare: ha insegnato infatti a Yale, Harvard e Cambridge.

 

MARIO DRAGHI

Ed è qui, al crocevia tra ambiente ex montiano-internazionale e grandi accademie estere (…) che risiede il primo dei motivi – la chiara fama – che fa di D’Alberti un possibile e credibile nome da alto consigliere nel governo Draghi.

 

SABINO CASSESE

L’altra ragione riguarda l’appartenenza di D’Alberti al cerchio ristretto del giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese. E se il mondo di D’Alberti è quello di Cassese, notano in ambienti non lontani da quelli draghiani, “certo non può essere quello di Giuseppe Conte e di Guido Alpa, il mentore dell’ex premier””

FRANCO GABRIELLI

 

In ragione di tale curriculum, Marco D’Alberti sta diventando il candidato numero uno per sostituire il vanesio Roberto Garofoli come sottosegretario di Palazzo Chigi. A quel punto, la triade dei Draghi boys sarebbe completa: in cima alla piramide “Mario-Pio”, affiancato da Franco Gabrielli e appunto D’Alberti…

 

2 - MARCO D'ALBERTI, UN ALTRO POSSIBILE TASSELLO DI DISCONTINUITÀ PER DRAGHI (STAVOLTA GIURIDICA)

roberto garofoli foto di bacco (1)

Marianna Rizzini per "il Foglio" - 26 febbraio 2021

 

C’è un punto in cui si intersecano due nomi del “tridente” di cui si parla a proposito della squadra ristretta di Mario Draghi, e cioè i tre esperti che il premier vorrebbe con sé come consiglieri per la pandemia (Giuseppe Remuzzi), per l’economia (Francesco Giavazzi) e per gli Affari legali (Marco D'Alberti). Ed è un’analisi sui contributi pubblici alle imprese del 2012, firmata, tra gli altri, da Francesco Giavazzi e Marco D’Alberti. Destinatario e committente: Mario Monti, allora presidente del Consiglio.

 

marco d'alberti 1

Nelle premesse, redatte su incarico del Consiglio dei ministri del 30 aprile 2012, si legge, al primo punto, una frase indicativa dell’impostazione del report: “Seppure tagli alla spesa pubblica possono ridurre il reddito di particolari settori della società, una riduzione della spesa nel suo complesso, se destinata a diminuire la pressione fiscale, ha effetti espansivi sull’economia.

 

marco d'alberti 2

Non si deve quindi cedere alla tentazione di riallocare la spesa, tagliando spese meno efficienti…è solo utilizzando una riduzione della spesa per finanziare una corrispondente diminuzione della pressione fiscale che si favorisce davvero la crescita”. Seguono altre considerazioni su sussidi, contributi pubblici e incertezza normativa, nel contesto di allora, e cioè nel quadro “macroeconomico della crisi del debito sovrano in alcuni paesi”.

 

Cambiato il contesto, restano gli uomini: uno dei migliori dei mondi possibili a livello di esperti che Draghi vorrebbe accanto. E se Francesco Giavazzi è già noto al mondo politico oltreché universitario, D’Alberti gode di stima tenace ma sotterranea, non soltanto in Italia, dove è stato docente (all’Università di Camerino, Urbino e Ancona e alla Sapienza di Roma), ma anche oltre confine e oltremare: ha insegnato infatti a Yale, Harvard e Cambridge.

 

intervento di sabino cassese

Ed è qui, al crocevia tra ambiente ex montiano-internazionale e grandi accademie estere (tra cui l’Acadèmie international de droit comparé) che risiede il primo dei motivi – la chiara fama – che fa di D’Alberti un possibile e credibile nome da alto consigliere nel governo Draghi.

 

L’altra ragione riguarda l’appartenenza di D’Alberti al cerchio ristretto del giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, sorta di “fratello maggiore” accademico per D’Alberti (sono stati entrambi allievi del grande giurista Massimo Severo Giannini) nonché estimatore: “Se fosse lui il prescelto, chi meglio di lui?”, dice Cassese dell’esperto di Diritto amministrativo comparato.

giuseppe conte guido alpa

 

E se il mondo di D’Alberti è quello di Cassese, notano in ambienti non lontani da quelli draghiani, “certo non può essere quello di Giuseppe Conte e di Guido Alpa, il mentore dell’ex premier”. E insomma D’Alberti sembra essere un altro tassello di discontinuità, stavolta giuridica.

 

Non per niente il professor Cassese, che in epoca contiana spiegava e rispiegava perché l’uso dei Dpcm presentasse “l’inconveniente” della “confusione” e dell’invasione”, negli ultimi giorni ha pubblicamente indicato a Draghi “gli errori da evitare”, a partire dal campo della Giustizia.

 

mario draghi

Il resto lo spiega il percorso di D’Alberti, uomo schivo nell’eloquio e nei modi, “a lezione come durante le conferenze sulla storia dell’impresa italiana”, racconta un ex collega; ed è un percorso che passa per il Cnel (D’Alberti è stato consigliere tra il 1995 e il 1997), l’Antitrust (di cui è stato componente dal 1997 al 2004), la Consob (componente del comitato scientifico negli anni Novanta). E passa per volumi editi dal Mulino, per esempio su “La dirigenza pubblica” e “L’alta burocrazia” – quella con cui potrebbe presto avere a che fare.

franco gabrielli fabrizio curcio 1roberto garofoli foto di bacco (2)

MARCO D'ALBERTI

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO