luigi di maio nicola zingaretti giuseppe conte

DALLE BARE ALL’URNA - CON LE OSCILLAZIONI DI GOVERNO, NEL PD INIZIA A CIRCOLARE L’IDEA DI TORNARE AL VOTO A OTTOBRE, QUANDO L’EMERGENZA COVID POTREBBE ESSERE FINITA: “TANTO NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN ESECUTIVO DI UNITÀ NAZIONALE” - I GRILLINI SONO STANCHI DI CONTE CHE ACCUSANO DI ESSERE “TELEGUIDATO” DAI DEM E DI PUNTARE A UN SUO PARTITO - E ORA DOVRANNO ANCHE INGOIARE L’ODIATO MES…

ALTOFORNO CREMATORIO - LA CRISI DELL'ILVA BY MANNELLI

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

Festeggiano tutti, anche gli sconfitti, nel giorno del tormentato e ritardato via libera al decreto Rilancio che fa piovere sul Paese ben 55 miliardi. Eppure, il terremoto che ha squassato la fragile maggioranza rosso-gialla lascia crepe e macerie.

 

I 5Stelle che hanno tentato (inutilmente) di alzare un muro per impedire la regolarizzazione di migranti e colf, sono come un esercito in rotta. Numerosi in Parlamento, stritolati nella maggioranza. E divisi per bande: molti grillini nostalgici di sovranismo e salvinismo inquadrano nel mirino Giuseppe Conte, reo di «essere troppo vicino al Pd». Secondo alcuni addirittura «teleguidato».

 

Tanto più perché, questa è la mesta previsione che prende corpo nel Movimento, presto il premier gli farà ingoiare anche l'aborrito Fondo salva Stati (Mes). Non per sadismo verso chi l'ha portato a palazzo Chigi, ma perché così chiedono il Pd, Leu, Italia Viva. E così consiglia lo stato di necessità: ai 36 miliardi del Mes, non si stanca di ripetere il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, «non si può rinunciare».

 

conte di maio

Non solo. Nicola Zingaretti, vista la fragilità della maggioranza e confidando di poter sorpassare la Lega, torna a valutare l'ipotesi delle elezioni anticipate a ottobre. A emergenza Covid finita, si spera.

 

La giornata di ieri è cronaca della più grande arrampicata sugli specchi degli ultimi mesi. Con i grillini che cantano vittoria pur avendo fallito clamorosamente la prova di forza: dopo aver siglato domenica notte l'intesa sulla regolarizzazione di migranti e colf e dopo averla rinnegata la mattina dopo, Vito Crimi e con lui il vero regista dell'operazione Luigi Di Maio, alla fine hanno dovuto siglare un accordo molto simile a quello sconfessato. Perché il terrore del voto in autunno fa miracoli. E perché il Quirinale è stato chiaro: se cade Conte ci sono solo le elezioni. Nient'altro.

 

nicola zingaretti giuseppe conte

L'aria che tira per il Movimento è pessima. Mercoledì prossimo c'è il voto in Senato sulla sfiducia al Guardasigilli Alfonso Bonafede, con Matteo Renzi che ancora sfoglia la margherita: voto sì? Oppure voto no? Il leader di Italia viva scioglierà la riserva soltanto nel week-end, dopo un nuovo vertice tra la delegazione dei renziani e Conte: se il premier dirà sì all'accordo politico «per riconoscere dignità politica a Italia viva e alle sue proposte», Bonafede sarà salvo. Altrimenti il Guardasigilli e il governo a palazzo Madama rischieranno l'osso del collo.

 

Soprattutto, si diceva, con ogni probabilità i 5Stelle dovranno ammainare a giorni un'altra bandiera: il no al Mes che per anni hanno scolpito sulla pietra. Al pari del niet alla Tav. Certo, Conte farà di tutto per ottenere i recovery bond e allontanare l'amaro calice. Ma la trattativa europea è tutt'altro che semplice e si annuncia lunga, mentre i 36 miliardi del Mes per fronteggiare l'emergenza sanitaria sono lì, belli e pronti. E senza condizioni. Per capire il clima basta sentire il capogruppo dem in Senato, Andrea Marcucci: «L'accordo sui migranti e colf è la dimostrazione che il governo può stare lontano dalle urla belluine ed inconcludenti dei populisti di ogni risma». Notare bene: populisti sono i grillini per loro stessa ammissione.

 

alfonso bonafede luigi di maio

Insomma, è soltanto una tregua. Per di più armata. Crimi se la prende con il Pd, Leu e Italia Viva: «In tanti hanno cercato solo il loro tornaconto elettorale». Ma in molti, tra i gruppi parlamentari grillini allo sbando, attaccano il premier sospettato di puntare a un proprio partito e accusato di essersi ormai schiacciato sul Pd. Con il risultato di far perdere «peso politico» ai 5Stelle. Come dire: Conte traditore o quasi. Così il ministro grillino Federico D'Incà si lancia nella più classica excusatio non petita: «Conte è il miglior premier possibile».

 

LA TENTAZIONE DI ZINGARETTI

vito crimi reggente del m5s by osho

Qui si arriva al Pd. Dal Nazareno fanno sapere: «Noi tentiamo di reggere, in ogni modo». Traduzione di un alto esponente dem: «Noi sosteniamo Conte con convinzione, ma se il governo non ce la dovesse fare, l'unica opzione sono le elezioni anticipate in ottobre. Non ci sarebbero infatti le condizioni per un esecutivo di unità nazionale, anche vista l'indisponibilità di Mattarella».

 

Tutto dipenderà dall'epidemia e dai sondaggi: se in autunno non ci sarà una recrudescenza del virus e se le indagini demoscopiche daranno il Pd davanti alla Lega, Zingaretti punterà alle urne. Perché dopo il voto potrebbe essere il leader del maggiore partito. Quello che darà le carte per il nuovo governo e per il Quirinale nel 2022.

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...