giulia grillo vaccini

È BASTATO SFILARLE LA POLTRONA DA MINISTRO E GIULIA GRILLO SCOPRE TUTTI I PROBLEMI NEL M5S: “HO SAPUTO CHE NON SAREI STATA CONFERMATA CINQUE MINUTI PRIMA CHE VENISSE DIFFUSA LA LISTA DEI MINISTRI. MI HA AVVERTITO DI MAIO, CON UNO STITICO MESSAGGIO SU WHATSAPP. POI MI HA CHIESTO UN INCONTRO TRAMITE LA SEGRETERIA, MA HO DECLINATO - NON SI CAPISCE PERCHÉ 14 MESI FA IO E TONINELLI FOSSIMO DEGNI DI PIENA FIDUCIA, E POI SIAMO STATI ESCLUSI DALLE RIUNIONI IN CUI..."

Luca De Carolis per il “Fatto quotidiano”

 

TRENTA COSTA BONISOLI TONINELLI LEZZI GRILLO

Quei 14 mesi di governo ora le sembrano stati più lunghi. "Governare assieme alla Lega è stato un incubo, vogliono favorire solo il Nord-Est", scandisce Giulia Grillo, ormai ex ministro della Salute. Dentro un locale a due passi dalla Camera, la deputata del M5S parla a tono basso ma le sillabe sono dritte, senza metafore: "Da una parte mi sento liberata ma sono anche arrabbiata, stavo lavorando bene e sarà un vero peccato non raccogliere i frutti di tutto quel lavoro".

 

Ha sentito il suo successore Roberto Speranza?

Sì, mi sembra una persona ragionevole e che ha a cuore la sanità. Magari non so quanta consapevolezza abbia di certi processi, perché si tratta di un mondo molto complesso.

 

giulia grillo 1

Che priorità dovrebbe darsi il nuovo ministro?

Innanzitutto completare alcune riforme che abbiamo avviato, come quella della formazione post-laurea dei medici, in modo che non ci sia carenza di specialisti. Poi è fondamentale dare incentivi a medici e infermieri che lavorano nelle aree di emergenza o disagiate.

 

Lei una volta ha detto che il ministro della Salute è quasi superfluo, perché tanto decide tutto il ministero dell' Economia, visto che gestisce i fondi per la Sanità.

È un problema di priorità politiche: io in 14 mesi non ho trovato l' appoggio che mi aspettavo sulla sanità da parte del mio capo politico. Avevo chiesto di abolire il superticket, magari gradualmente, e di aumentare il fondo per la sanità: ma i soldi non sono stati trovati. A parte Beppe Grillo, non ho ricevuto sostegno.

Giulia Grillo

E il decreto Calabria (quello con cui è stato commissariata la sanità regionale, ndr) sono riuscito a farlo solo grazie all' appoggio del presidente del Consiglio Conte.

 

Anche lei avrà sbagliato qualcosa. Dal M5S in diversi le rimproverano di essersi isolata, di aver rifiutato incontri e suggerimenti.

Smentisco totalmente. Sono uno dei ministri che hanno fatto più incontri con parlamentari, aziende e parti sociali. Ho favorito un accordo tra Regioni e case farmaceutiche con cui si è risolto un contenzioso (payback, ndr) che ha fatto recuperare agli enti locali 2 miliardi e mezzo. Certo, sono stata dura con i lobbisti, e forse questa mia durezza è uno dei motivi per i quali non sono più ministro.

 

giulia grillo visita il policlinico umberto i di roma 4

Quando ha saputo che non sarebbe rimasta ministro?

Cinque minuti prima che venisse diffusa la lista dei ministri. Mi ha avvertito il capo politico Luigi Di Maio, con uno stitico messaggio su WhatsApp: cinque o sei parole. Poi mi ha chiesto un incontro tramite la segreteria, ma ho declinato.

 

Anche Danilo Toninelli non è più ministro. Vede analogie con il suo caso?

Certamente. Non si capisce perché 14 mesi fa fossimo degni di piena fiducia, e poi successivamente io e lui siamo stati esclusi da riunioni dove si decideva la linea del governo. Senza una spiegazione.

GRILLO DI MAIO E DI BATTISTA A GIULIANOVA

 

Pochi giorni fa lei ha condiviso un post di Alessandro Di Battista molto duro nei confronti del Pd. State organizzando una fronda?

Non c' è alcuna fronda e con Alessandro ci siamo sentiti solamente dopo che ho rilanciato il post. L' ho fatto solo perché abbiamo sbagliato a non essere critici con la Lega nel governo precedente, e ora non dobbiamo commettere lo stesso errore con il Pd. I dem hanno valori sicuramente più simili ai nostri, ma in questi anni li hanno spesso traditi.

 

Condivide l' accordo in Umbria con il Pd?

GIULIA GRILLO 2

Io avevo proposto di allearci con le liste civiche già per le Regionali in Sicilia del 2017 e non venni ascoltata. Ora questa intesa mi pare un salto enorme.

 

Dal Senato chiedono di modificare lo Statuto, e l' idea di fondo è che Di Maio sia un capo con troppo potere. Condivide?

Per me non è in discussione la persona ma il ruolo del capo politico, che è privo di contrappesi. Ci vuole collegialità nelle decisioni. Per essere chiari non voglio mettere Di Battista, che pure ritengo di grande valore, al posto di Di Maio. Ma con questo assetto non possiamo andare avanti. Siamo nati come un Movimento senza un leader.

 

E Grillo cos' era, cos' è? E Gianroberto Casaleggio?

Beppe era ed è una guida, l' unico ad avere una visione politica della società, la nostra spina dorsale. Invece Casaleggio fissava dei punti ma ci lasciava liberi di autodeterminarci. Dopodiché quando faceva il capo sapeva farlo.

 

GIULIA GRILLO TONINELLI LUIGI DI MAIO

Cosa serve ora?

Dobbiamo aprire una fase costituente e discutere, nelle assemblee. Inutile riunirsi ogni tanto in Parlamento per un paio d' ore a sera tardi. Serve maggiore confronto.

 

Per fare cosa? Un comitato politico, un direttorio?

Il punto non è questo e comunque io non ho la soluzione in tasca. Ma so che la gente è spaesata e che adesso dobbiamo scegliere se diventare un partito a tutti gli effetti o restare un movimento. A oggi non siamo né carne né pesce.

Non sono chiari i processi decisionali e la partecipazione di iscritti ed eletti è solo marginale. E non va bene.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...