donald trump nancy pelosi mike pence

BASTONA IL TRUMP CHE AFFOGA - IL PIANO DI NANCY PELOSI: VOTARE IL SECONDO IMPEACHMENT DI TRUMP ALLA CAMERA PER "ISTIGAZIONE ALL'INSURREZIONE" MA POI RINVIARE IL PROCESSO AL SENATO DI QUALCHE MESE, QUANDO I DEMOCRATICI AVRANNO CONSOLIDATO IL CONTROLLO DELL'INTERO CONGRESSO - IL TYCOON SCARICATO ANCHE DAL VICE MIKE PENCE CHE NON ESCLUDE PIÙ DI INVOCARE IL 25° EMENDAMENTO DELLA COSTITUZIONE PER RIMUOVERLO E PARTECIPERÀ ALLA CERIMONIA DI INSEDIAMENTO DI BIDEN

trump pelosi

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

Votare il secondo impeachment di Trump alla Camera già domani o mercoledì, ma poi rinviare il processo al Senato di qualche mese, quando il nuovo presidente Biden avrà iniziato a realizzare la propria agenda e i democratici avranno consolidato il controllo dell' intero Congresso.

 

E' il piano della Speaker Nancy Pelosi, mentre il vice Pence ha ormai rotto in maniera definitiva con Donald, non esclude più di invocare il 25° emendamento della Costituzione per rimuoverlo e annuncia che parteciperà alla cerimonia di insediamento di Biden. Il presidente uscente però non ha alcuna intenzione di fare passi indietro, e domani andrà in Texas per visionare i lavori del muro lungo il confine col Messico, tenendo un comizio che minaccia di infiammare altre reazioni violente dei suoi sostenitori irriducibili.

 

mike pence donald trump nancy pelosi

I deputati democratici David Cicilline, Jamie Raskin e Ted Lieu hanno scritto l' articolo di impeachment che si basa su un solo capo d' accusa: «Istigazione all' insurrezione».

Trump ha fomentato un' insurrezione e le prove sono alla luce del sole, nelle stesse parole che ha pronunciato durante il comizio di mercoledì scorso, incitando i sostenitori ad assaltare il Congresso per impedire la certificazione della vittoria di Biden. Il testo verrà presentato oggi alla Camera, che dovrebbe votarlo domani o mercoledì.

 

Al momento 195 deputati democratici su 222 lo hanno già firmato, ma anche diversi repubblicani sarebbero favorevoli. Quindi il passaggio è assicurato, facendo di Donald il primo presidente nella storia degli Stati Uniti sottoposto all' impeachment due volte. La condanna e la rimozione però spetterebbero poi al Senato, che dovrebbe condurre il processo guidato dal leader della Corte Suprema Roberts.

nancy pelosi straccia il discorso di trump sullo stato dell'unione

 

E qui le cose si complicano. Affinché il provvedimento possa cominciare, la Camera bassa deve trasmettere a quella alta il capo d'accusa approvato, ma non ha obblighi temporali su quando farlo. L’idea di Pelosi, spiegata ieri alla Cnn dal suo numero tre Clyburn, sarebbe aspettare almeno tre mesi per la trasmissione. E questo per diversi motivi. Il primo è che fino al 20 gennaio i repubblicani avranno la maggioranza al Senato, e quindi potrebbero ritardare o bocciare l'impeachment.

mike pence

 

Il leader uscente McConnell ha già notato che i senatori sono in ferie fino al 19, e quindi non c' è il tempo per tenere un processo immediato, a meno che l' intero corpo dell' aula lo chieda. Il secondo è che avviare subito il giudizio assorbirebbe tutte le energie del Paese, togliendole a Biden, che invece ha bisogno di avviare in fretta la sua agenda per contrastare il Covid e rilanciare l' economia. Il terzo è che il processo riscalderebbe ancora di più gli animi, creando il rischio di nuove violenze.

 

Quindi Pelosi aspetterebbe la fine dei primi cento giorni della nuova amministrazione, e poi trasmetterebbe l' articolo di impeachment approvato al nuovo leader del Senato, il suo collega democratico Schumer. Così Biden potrebbe avviare il proprio lavoro, gli animi si calmerebbero un po', mentre Trump resterebbe schiacciato sotto il peso della minaccia della condanna. L' obiettivo tanto non è solo punirlo per le sue azioni, ma anche impedirgli di ricandidarsi nel 2024 o avere qualunque ruolo politico.

donald trump mike pence

 

Il problema sono i danni che può ancora fare da qui al 20 gennaio. Pence ha preso di fatto il controllo del governo, per creare un cordone sanitario con Pompeo e Mnuchin che limiti le azioni di Donald. Non esclude più il ricorso al Venticinquesimo emendamento, ma lo ritiene difficile, perché per essere approvato avrebbe bisogno del voto di 67 senatori e 290 deputati, e i tempi sono stretti. Ma intanto Trump è sempre più fuori controllo, e domani lancerà una nuova provocazione al confine col Messico.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?