michele emiliano scuola scuole

BEATO CHI TI PUGLIA - IL TAR DI BARI RIAPRE LE SCUOLE E BOCCIA L'ORDINANZA DI EMILIANO, MENTRE IL TAR DI LECCE LE RICHIUDE. NEL CAPOLUOGO, GIUSTAMENTE, SI STABILISCE CHE I GOVERNATORI NON POSSONO FARE COME GLI PARE SE LO STATO STABILISCE CHE ASILI, ELEMENTARI E MEDIE (IN PARTE) DEVONO RESTARE APERTE PERSINO NELLE ZONE ROSSE. IN SALENTO INVECE…

 

Massimo Malpica per ''il Giornale''

 

pierluigi lopalco michele emiliano

In tempi di Covid la confusione già regna sovrana, tra regioni rosse, arancioni e gialle, misure nazionali e ordinanze regionali, ma a complicare la situazione ci mancava anche il derby dei Tar. Succede in Puglia, dove come è noto il governatore Michele Emiliano aveva disposto la chiusura di tutte le scuole dal 30 ottobre al 24 novembre. Una misura che sorpassa a destra pure il successivo Dpcm con cui l'esecutivo ha diviso l'Italia in tre zone a seconda del livello di emergenza, prevedendo però che le scuole non chiudano del tutto nemmeno nelle zone rosse.

 

Così, contro la decisione della Regione Puglia, erano state presentate due richieste di sospensiva dell'ordinanza, ai Tar di Lecce (da parte di un gruppo di genitori di studenti) e di Bari (firmato anche qui da alcuni genitori e dal Codacons di Lecce). E ieri, appunto, mentre la Puglia arancione vedeva entrare in vigore le misure previste dal Dpcm nazionale, i tribunali amministrativi delle due città pugliesi si sono espressi. Sulla stessa materia, su ricorsi fotocopia, ma arrivando a esiti opposti. Il Tar salentino ha, di fatto, confermato la legittimità dell'ordinanza regionale, respingendo il ricorso e sostenendo che il diritto alla salute sarebbe prevalente su quello allo studio.

 

MICHELE EMILIANO

Nel capoluogo, intanto, il Tar barese decideva in senso contrario, sospendendo l'ordinanza regionale perché «interferisce, in modo non coerente, con l'organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal sopravvenuto Dpcm 3 novembre 2020», che come è noto prevede la didattica in presenza, ricordano i giudici amministrativi baresi, persino nelle zone rosse, almeno per le scuole elementari. La decisione del Tar di Bari, inoltre, sottolinea anche la «inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la didattica a distanza» tra le ragioni di urgenza per stoppare l'ordinanza di Emiliano, e dunque accoglie la richiesta del Codacons.

 

MICHELE EMILIANO FIRMA ASSUNZIONI NELLA SANITA

E rimanda gli studenti pugliesi in aula già da lunedì prossimo. Il governatore si adegua a metà e nella nuova ordinanza emessa ieri sera lascia libera scelta alle famiglie: le scuole del primo ciclo dovranno «garantire il collegamento online in modalità sincrona per tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente per i propri figli di adottare la didattica digitale integrata, anche in forma mista, e anche per periodi di tempo limitati coincidenti con eventuali quarantene o isolamenti fiduciari, in luogo dell'attività in presenza».

 

Sullo sfondo della babele di sentenze, dpcm e ordinanze, i parlamentari pugliesi di Fi Mauro D'Attis, Dario Damiani, Francesco Paolo Sisto, Vincenza Labriola, Elvira Savino e Anna Carmela Minuto chiedono al governo Conte «di fare chiarezza, laddove persino i giudici amministrativi si dividono, prendendo strade diametralmente opposte su scelte originali quanto incomprensibili», e accusano Emiliano di aver trascinato la scuola in Puglia «nel caos totale» per sua «responsabilità esclusiva».

 

DIDATTICA A DISTANZA

E di caos parla anche lo sfidante di Emiliano alle ultime regionali, Raffaele Fitto. L'europarlamentare di Fdi ricorda come i genitori degli scolari devono affrontare «decisioni che vengono sconfessate: scuola chiusa e ora scuola aperta», e il tutto «mentre Emiliano lascia ai genitori la scelta se mandare i figli a scuola o meno. Della serie: decidete voi che io responsabilità non me ne voglio prendere».

DIDATTICA A DISTANZA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?