berlusconi meloni salvini

BENVENUTI AL NUOVO CENTRODESTRA - DOPO LA SBANDATA DEL PAPEETE, SALVINI HA CAMBIATO MUSICA: MODERATO IL LINGUAGGIO, DOSATA LA PROPAGANDA, SILENZIATI GLI ESTREMISMI ANTI-UE DEI BAGNAI E DEI BORGHI, RAGIONANDO PER LA PRIMA VOLTA AL PLURALE: COL "NOI" ANZICHÉ CON L'"IO". MA IL TRUCE DOLCE HA UN’AVVERSARIO INSIDIOSO: SI CHIAMA GIORGIA MELONI…

Ugo Magri per “la Stampa”

 

BERLUSCONI MELONI SALVINI

«Grazie Silvio dei complimenti, ma in Umbria non ho vinto da solo: il merito è anche tuo, e tutti insieme noi siamo una vera squadra». Alle nove del mattino, quando Berlusconi euforico chiama al telefono Salvini per congratularsi con lui, cala definitivamente il sipario sulla guerra di successione a destra.

 

SALVINI BERLUSCONI OSHO

In quella chiacchierata che da Arcore raccontano come «molto amichevole», addirittura «affettuosa», l' ex premier riconosce che Matteo davvero si merita il bastone del comando e, per un uomo orgoglioso come lui, chissà cosa dev' essergli costato abdicare. A sua volta il "Capitano" si mostra generoso, addirittura magnanimo; dopo anni di propaganda leghista tesa a screditarne la leadership, Matteo tende la mano al sovrano deposto, concedendogli l' onore delle armi, riservandogli un posto sul carro dei futuri vincitori.

meme sulla crisi di governo salvini berlusconi meloni

Maliziosamente, verrebbe da pensare che Salvini voglia dare un contentino di soddisfazione al Cav per poi levarselo di torno. Sono in molti a pensarla così, non solo tra i leghisti. Eppure, chi è al corrente delle strategie salviniane segnala che c' è dell' altro, parecchio di più.

 

Pare siano in corso riflessioni, per adesso ancora allo stadio embrionale, che potrebbero determinare un vero "big bang" del centrodestra, nel segno dell' apertura e dell' inclusione. Salvini sta maturando dentro di sé qualcosa che - dopo la sbandata del Papeete - lo induce ultimamente a moderare il linguaggio (un tantino più composto).

 

salvini berlusconi

A dosare la propaganda (un filino meno ossessiva), a silenziare gli estremismi anti-Ue dei Bagnai e dei Borghi, ragionando per la prima volta al plurale: col "noi" anziché con l'"io".

Da una parte l' uomo è straconvinto che il centrodestra non debba mai più riprodurre i modelli del passato, le dinamiche dello scorso millennio con annesse, stanche liturgie politiche; dall' altra Salvini comprende (questo si dice dalle sue parti) come una Lega al 30 per cento abbia raggiunto i confini estremi della propria capacità espansiva e dunque, per diventare maggioranza nel Paese, debba compiere uno step ulteriore.

berlusconi salvini

 

Mettendo cioè da parte gli atteggiamenti settari e cercando senza arroganza di raccordarsi a partiti, a movimenti, a formazioni civiche le più varie. Costruendo insomma tutta una rete di alleanze intorno a sé, già a partire dalle prossime elezioni in Emilia Romagna, il 26 gennaio prossimo.

 

In questo centrodestra tutto nuovo, a trazione leghista ma aperto e inclusivo, perfino Berlusconi potrebbe ritagliarsi uno spazio, recando in dote il suo 5-6 per cento di "zoccolo duro", oltre a risorse economiche senza fondo e a una quantità di relazioni internazionali edificate nell' arco di vent' anni. Escluso che Salvini miri a entrare nelle grazie dell' establishment europeo; ma se un domani volesse scalfire il muro di diffidenza eretto intorno a lui, Berlusconi si farebbe in quattro per soccorrerlo nell' impresa idem Tajani che rimane tra le figure più in vista del Ppe. Di sicuro, dopo l' Umbria, Forza Italia non sarà più di ostacolo ai piani egemonici di Salvini. Che semmai dovrà guardarsi da qualcun altro.

matteo salvini giorgia meloni 2

 

L' avversario più insidioso si chiama Giorgia Meloni.

Perché il suo partito, Fratelli d' Italia, sta crescendo a vista d' occhio. Perché pure lei è giovane e altrettanto ambiziosa. Perché non si sente affatto da meno di Salvini.

matteo salvini giorgia meloni 3

Perché in fatto di sovranismo ha una certa tradizione alle spalle. Perché rivendica lo spazio che alle donne la politica ha sempre negato, e prima o poi riusciranno a strappare.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...