joe biden wall street

BIDEN DETTA LA LINEA DEL G20 FINANZIARIO DI VENEZIA: IN AGENDA C'È LA “GLOBAL MINIMUM TAX”, UNA TASSA SUGLI UTILI DELLE IMPRESE CHE OPERANO ALL'ESTERO - "SLEEPY JOE" SPINGE PER UN PROGRAMMA DI SPESA PUBBLICA SENZA PRECEDENTI: INFRASTRUTTURE, RICONVERSIONE ENERGETICA, RICERCA E INNOVAZIONE – IL PIANO DI BIDEN POTREBBE PORTARE MOLTI VANTAGGI ALLE IMPRESE ITALIANE…

Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

G20 VENEZIA

Il G20 finanziario si apre nel segno degli Stati Uniti. Joe Biden ripete che «l'America è tornata» e la Segretaria al Tesoro, Janet Yellen, presenterà a Venezia i piani e i numeri che indicano la spinta verso il cambio di passo.

 

Ecco perché il summit di Venezia (9-10 luglio) dei ministri dell'Economia dei paesi più ricchi del mondo, non è uno dei tanti.

 

Nell' agenda ufficiale c' è la «global minimum tax», su cui è stato raggiunto un primo accordo, il «climate change», la crescita economica. Ma il governo di Washington incalzerà gli alleati e sfiderà gli «avversari» sulla base di un programma di spesa pubblica che ha pochi precedenti: investimenti pubblici per le infrastrutture, per la riconversione energetica, per la ricerca e l'innovazione. Inoltre Yellen porta il dossier della Casa Bianca sulla lotta alla corruzione internazionale, e per prima volta viene esplicitata una richiesta di collaborazione transatlantica.

G20

 

Nel giro di pochi mesi l'ex presidente della Federal Reserve è riuscita a trovare un accordo tra oltre 130 Paesi, compresa la Cina, sull' applicazione di una «global minimum tax», cioè un'imposta applicata da tutti i Paesi sugli utili delle imprese che operano all' estero.

 

Lo schema si articola su due «pilastri».

 

Primo: riallocazione dei profitti realizzati da multinazionali con un fatturato globale superiore ai 24 miliardi di dollari (20 miliardi di euro). Secondo: applicazione di un'aliquota del 15%. Adesso il confronto nel G20 si concentrerà soprattutto sugli interrogativi rimasti in sospeso per quanto riguarda il «primo pilastro». Nel concreto, bisognerà stabilire a quanto dovrà ammontare la quota di utili tassabile nei Paesi in cui operano le aziende. Gli americani chiedono ai partner europei di rinunciare, contestualmente, alla «web tax» già introdotta in Francia e in Italia e che colpisce i big del digitale: Facebook, Apple, Google, Amazon e gli altri.

global minimun tax

 

Tutti i partner dovranno fare bene in conti.

Si stima che con la nuova imposta si potrebbe recuperare un gettito globale pari a 240 milardi di dollari. L' Italia potrebbe incassare tra gli 8 e 10 miliardi di dollari, a fronte di un gettito della «web tax», in vigore da quest' anno, di circa 590 milioni di euro.

 

Con un «memorandum» diffuso il 3 giugno scorso, Biden ha definito la lotta alla corruzione «una questione di sicurezza nazionale». Nel testo si legge: «Possiamo stimare che atti di corruzione inquinino tra il 2 e il 5 per cento del nostro prodotto interno lordo». Siamo ancora nella fase delle «linee guida», ma l'Amministrazione di Washington chiede alla comunità mondiale di elaborare un piano strategico comune «per combattere il pagamento di tangenti, riciclaggio, e tutte le forme illecite della finanza, cominciando con l'attuare le leggi federali che impongono alle società americane di rivelare chi è il proprietario al ministero del Tesoro». Tra gli obiettivi ci sono anche: «la riduzione del segreto finanziario nei paradisi fiscali, e il rafforzamento dello scambio di informazioni a livello mondiale».

G20

 

Giovedì 24 giugno Biden ha annunciato un accordo con un gruppo bipartisan di senatori su una spesa da 1200 miliardi di dollari per le infrastrutture. Il documento deve passare al vaglio del Congresso, ma le linee generali sono già state definite. Vediamole.

 

Al capitolo più tradizionale, quello dei trasporti, sono destinati 312 miliardi di dollari.

G20 2019

Il governo federale non investe in questo settore da 60 anni. Ora deve recuperare un ritardo di almeno due generazioni. Ecco quindi, 109 miliardi di dollari per le strade; 66 per le ferrovie; 25 per gli aeroporti; 16 per i porti. Poi ci sono le opere per tenere il passo della modernizzazione: 65 miliardi per la banda larga; 73 miliardi per le reti elettriche; 7,5 miliardi per gli autobus non inquinanti; 5 miliardi per la canalizzazione delle acque sulla costa ovest; 7,5 miliardi per costruire 500 mila stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici sulla rete nazionale.

 

laboratorio di ricerca

Negli Stati Uniti la percentuale del prodotto interno lordo dedicata alla ricerca è scesa negli ultimi 25 anni, a fronte della tumultuosa crescita vissuta dalla Cina. Biden vuole invertire la tendenza, chiedendo al Congresso di approvare un investimento gigante: 180 miliardi di dollari per lo studio e lo sviluppo delle tecnologie del futuro. Altri 50 miliardi per la National Science Foundation, con l' obiettivo di selezionare e finanziare i progetti più promettenti nel campo dei semiconduttori, nell' informatica avanzata, nelle nuove frontiere delle telecomunicazioni, dell' energia e della biotecnologia.

 

Infine: 30 miliardi andranno nell' attività di ricerca e sviluppo per l' innovazione nell' agricoltura e nell' agrindustria; 20 miliardi ai laboratori scientifici sparsi nel Paese.

 

tappe idrogeno verde

Un imperativo del G20 sono le politiche ambientali. All' attenzione del Congresso c' è uno stanziamento di 35 miliardi di dollari. Il perno sarà una nuova agenzia, la Arpa-C (Advanced Research Projects Agency-Climate ) che avrà il compito di sviluppare sistemi per ridurre le emissioni e gestire sul terreno le conseguenze dei cambiamenti climatici.

 

Il piano destinerà 15 miliardi a progetti sperimentali. Tra gli altri: capacità di immagazzinare energia nelle grandi reti; stoccaggio dell' anidride carbonica; sviluppo di tecnologie per la produzione di idrogeno verde; nucleare d' avanguardia; recupero dei minerali «rari» (come il cobalto) dai rifiuti tecnologici; piattaforme eoliche galleggianti; produzione di biocarburanti o derivati; informatica quantistica; veicoli elettrici.

 

colonnine ricarica macchine elettriche

L' industria manifatturiera resta il volano principale per la creazione di ricchezza. Previsto un investimento di 300 miliardi di dollari in questo settore cruciale, con una premessa dai toni trumpiani: «Buy american», comprate prodotti americani. Il 25 gennaio scorso, Biden ha firmato un ordine esecutivo che raccomanda all' apparato federale di «acquistare beni e servizi made in Usa ». Ma molte merci continueranno a essere importate, anche dalla Cina. Inoltre il governo modificherà la sua domanda di beni, in modo da orientare la produzione interna.

 

produzione microchip

Sono previsti, tra l' altro, 46 miliardi di nuova spesa pubblica per acquistare più auto elettriche, stazioni di ricarica, pompe di calore elettriche per gli edifici del demanio federale: dai palazzi ministeriali ai musei. Biden investirà 50 miliardi di dollari per creare un ufficio nel Dipartimento al Commercio per «monitorare le capacità industriali nazionali e intervenire con finanziamenti a supporto della produzione di beni essenziali» per la manifattura. Infine il punto più delicato e dirimente: la protezione della catena internazionale delle forniture strategiche, dai chip ai semiconduttori.

sviluppo economico

 

L' agenda di Biden avrà ricadute economiche più immediate per l' Europa e per l' Italia. Il piano sulle infrastrutture, ponti, strade, alta velocità, potrebbe aprire opportunità per le nostre imprese di costruzione, a cominciare dal gruppo Webuild, già presente negli Usa, o come Trevi e Pizzarotti. Per gli appalti ferroviari potrebbero farsi avanti Il gruppo Fs con Italferr, oppure la Hitachi Rail- Ansaldo.

 

La spinta edilizia dovrebbe favorire tutto il nostro comparto di fornitura, specializzato in lastre di alluminio, acciaio, piastrelle, oltre al segmento degli arredi e dei mobili. Poi c' è il settore della riconversione energetica in enorme sviluppo, un' occasione importante per le big italiane Enel ed Eni Energy.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...