PER BOLLORÈ LA CAMPAGNA D’ITALIA È STATO UN MASSACRO – VIVENDI HA INVESTITO 4 MILIARDI DI EURO PER DIVENTARE PRIMO SOCIO DI TIM: OGGI IL PACCHETTO VALE POCO MENO DI 800 MILIONI – ANCHE I QUATTRINI SGANCIATI PER CONQUISTARE IL 28% DI MEDIASET NON HANNO FRUTTATO GRANCHÉ: LA MINUSVALENZA POTENZIALE È DI 800 MILIONI. IN TOTALE, PER LE SUE AMBIZIONI ITLAIANE, IL FINANZIERE BRETONE HA PERSO 4 MILIARDI - IL RINNOVO DEL CDA DI TIM PER BOLLORÈ È LO SHOWDOWN...

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Estratto dell’articolo di Andrea Biondi e Marigia Mangano per “il Sole 24 Ore”

 

VINCENT BOLLORE VINCENT BOLLORE

Il gruppo francese Vivendi si prepara a giocare la partita più delicata della dolorosissima campagna d’Italia. Contabilizzate, almeno in parte, le pesanti perdite degli investimenti in Tim (23,75%) e MediaforEurope (22,9%), per il colosso francese della famiglia Bolloré si paleserà a stretto giro un bivio importante per il futuro di entrambe le partecipazioni.

 

Se in Tim c’è un passaggio certo e riguarda la partita delle nomine che potrebbe consentire ai francesi, forti della posizione di primo socio nel capitale del gruppo, di decidere di tornare o meno ad avere un ruolo attivo nel futuro della società Tlc, diverso è per Mediaset.

 

CINQUE ANNI IN BORSA DI TIM CINQUE ANNI IN BORSA DI TIM

Qui, […] messa agli atti la strategicità dell’asset per gli eredi del Cavaliere, Vivendi dovrà decidere se seguire il progressivo avvicinamento del gruppo italiano a Prosiebiensat (partecipata al 29,7% da una Mfe che ha chiesto lo scorporo di dating ed e-commerce, secondo alcune interpretazioni di mercato anche per favorire un’operazione in chiave m&a) o tirarsi fuori. Entrambe le scelte […] diranno molto delle reali intenzioni di Vivendi sui due asset […]

 

[…] Che la strategia in Italia sia a un punto di svolta lo dimostra anche la recente riorganizzazione allo studio in Vivendi. La nuova proposta è di strutturare la scissione attorno a quattro entità: Havas, Canal+, una società di nuova creazione con le attività nell’editoria e nella distribuzione (sotto cui confluirebbero la quota di maggioranza di Vivendi in Lagardère e la controllata Prisma Media), nonché una società di investimento che possiederebbe le partecipazioni finanziarie di Vivendi nel settore culturale, in quello dei media e nell’intrattenimento.

 

PIETRO LABRIOLA PIETRO LABRIOLA

Proprio qui, in quest’ultima newco, confluiranno gli investimenti in Tim e Mediaforeurope. Questo dopo che per anni hanno segnato, in modo progressivo, le perdite di valore nel bilancio del socio francese. L’ultimo “aggiustamento di valore” ha riguardato Tim: una svalutazione da 1,34 miliardi. Ma si tratta solo di un terzo delle perdite effettive con cui il gruppo francese deve fare i conti sull’investimento nelle Tlc italiane.

 

Per diventare primo socio del gruppo, il colosso transalpino ha pagato un biglietto di ingresso di 4 miliardi di euro con un valore dei titoli Tim pari a 1,07 euro per azione. Oggi, l’intera Tim capitalizza 4,9 miliardi, con un valore del titolo drasticamente precipitato a 0,22 euro. Dunque, a conti fatti, oggi quel pacchetto che ha in mano Vivendi vale poco meno di 800 milioni: la perdita è dunque salita a 3,2 miliardi.

 

39 vincent bollore 39 vincent bollore

Nella lunga storia dell’investimento in Mediaset da parte di Vivendi, spiccano i numeri: i francesi hanno speso 1,26 miliardi nel 2016 per conquistare il pacchetto del 28 per cento. Una prima tranche, pari al 5%, è stata venduta a un prezzo medio di 2,7 euro per azione contro i 3,7 euro del prezzo medio di acquisto. Ma il grosso del pacchetto, dunque l’attuale 22,9%, esprime oggi un valore in Borsa di appena 330 milioni. A conti fatti, dunque, la minusvalenza potenziale è di 800 milioni. In tutto, dunque, tra Tim e Mfe la perdita di valore arriva a 4 miliardi.

 

[…] Naturale, dunque, che alla luce di un crollo del valore degli investimenti di questa entità, Vivendi sia disposta ora a giocare tutte le carte a disposizione alternative a una vendita che, nei fatti, segnerebbe un risultato di bilancio definitivo ai due investimenti.

 

Su Tim la partita delle nomine rappresenta così, sotto certi aspetti, il classico lascia o raddoppia. In cui Vivendi si gode in questa fase il ruolo di ago della bilancia mantenendosi ferma su un principio: la contrarietà alla vendita della rete a Kkr. Contro questo esito si è mossa con un’azione legale. Prima udienza il 21 maggio. Con il nuovo cda Tim già in pista.

PIETRO LABRIOLA PIETRO LABRIOLA PIETRO LABRIOLA TIM PIETRO LABRIOLA TIM

pier silvio berlusconi pier silvio berlusconi pier silvio berlusconi pier silvio berlusconi

 

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