IL CANNONE NON PASSA DI MANO - FINISCE NEL CASSETTO IL DOSSIER SULLA CESSIONE DI OTO MELARA E WASS A UN CONSORZIO FRANCO-TEDESCO - RESTA SUL TAVOLO LA PROPOSTA DI FINCANTIERI, ANCHE SE DI 200 MILIONI PIU' BASSA RISPETTO AL GRUPPO STRANIERO - IL GOVERNO POTREBBE PRENDERE TEMPO PER AVVICINARE IL DOSSIER ALLE NOMINE: L'ANNO PROSSIMO È IN SCADENZA IL BOARD DI FINCANTIERI…

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Claudio Antonelli per “La Verità”

 

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Il dossier Oto Melara per ora resta nel cassetto. Fonti sindacali riferiscono che la possibilità di cedere la controllata di Leonardo, guidata dall'ad Alessandro Profumo, a un consorzio franco tedesco non è per nulla imminente. A breve potrebbero arrivare comunicazioni ufficiali per far presente che forse se ne tornerà a parlare la prossima primavera.

 

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In questo momento non sembra esserci disponibilità politica per far pendere la scelta verso nessuna delle parti in causa. Né a favore di Fincantieri che più volte ha fatto sapere di essere intenzionata ad acquisire i sistemi di puntamento e i siluri dell'azienda spezzina. Ma nemmeno a favore di Leonardo che sembrerebbe disposta ad avviare una operazione transnazionale coinvolgendo Knds.

 

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Prendere tempo significa in ogni caso avvicinare il dossier alle nomine. Infatti l'anno prossimo è in scadenza il board di Fincantieri. Legare un probabile braccio di ferro alla riconfermo di Giuseppe Bono potrebbe essere un tentativo di far pressioni. Non sappiamo da parte di chi. ma la coincidenza temporale non va certo sottovalutata. Nel frattempo sul tema si è mossa anche la politica locale.

 

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«Come Regione chiediamo al governo italiano la massima attenzione nel seguire la vicenda della vendita della Wass (legata a Oto Melara) di Livorno a un consorzio franco tedesco: sappiamo che esiste una proposta alternativa da parte di un altro gruppo italiano a controllo pubblico, e invitiamo il governo a valutare anche l'esercizio del golden power», ha esclamato ieri Eugenio Giani, che associa la Regione al Comune di Livorno nella «forte preoccupazione» a seguito delle notizie di stampa.

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In Liguria a muoversi ieri è stata la Lega. «È stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno con le nostre integrazioni, condiviso da tutti i gruppi regionali, per mantenere italiana e sotto controllo pubblico l'ex Oto Melara alla Spezia, come richiesto dalla Lega».

 

Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali liguri Gianmarco Medusei, presidente dell'Assemblea legislativa della Liguria, e Stefano Mai, capogruppo del Carroccio, in merito al documento che ha ottenuto ieri il via libera nel corso della seduta del Consiglio regionale. «Il documento», hanno spiegato, «impegna la giunta Toti a mettere in campo un'immediata azione nei confronti del governo». Azione comprensibile anche in chiave elettorale. Le due aziende rappresentano un forte indotto locale. Ma forse gli interventi non sono necessari. Palazzo Chigi si è già mosso.

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politica

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MA QUINDI COM’È STO PRESIDENZIALISMO? – LA PROPOSTA DI RIFORMA COSTITUZIONALE DEL CENTRODESTRA PREVEDE L’ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO. COME IN FRANCIA O NEGLI STATI UNITI, PER INTENDERSI – A DIFFERENZA DEL PARLAMENTARISMO, NELLA REPUBBLICA PRESIDENZIALE IL PRESIDENTE HA GRANDI POTERI E PUÒ AGIRE LIBERAMENTE – COME TUTTE LE FORME DI GOVERNO HA I SUOI PRO E CONTRO: IL VANTAGGIO È LA “MASSIMA LEGITTIMITÀ” RICONOSCIUTA AL PRESIDENTE E IL RAFFORZAMENTO DELLA SEPARAZIONE DEI POTERI. MA NON RISOLVEREBBE IL PROBLEMA DELL’INSTABILITÀ POLITICA…