LA CAPORETTO DI SALVINI - LA LINEA POLITICA, SUL FRONTE DELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA, ORMAI È DEI GOVERNATORI LEGHISTI. PER UN LEADER CHE NELL'ESTATE DEL 2020 ERA ARRIVATO A NON INDOSSARE LA MASCHERINA AL SENATO, CHE HA FATTO CAMPAGNA CONTRO LE CHIUSURE E LE HA DOVUTE SUBIRE, CHE SI È BATTUTO CONTRO IL GREEN PASS MA POI L'HA VOTATO, CHE HA RILANCIATO SUI TAMPONI GRATIS E NON LI HA OTTENUTI, E CHE INFINE, IERI, HA PURE DIGERITO IL SUPER GREEN PASS E L'OBBLIGO VACCINALE PER LE FORZE DELL'ORDINE (E LE SCUOLE), È UNA DISFATTA A PUNTATE…

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Lina Palmerini per il "Sole 24 Ore"

 

fontana salvini zaia fontana salvini zaia

Ma quanti danni ha fatto la pandemia alla leadership di Salvini? Non pochi se si conta che ieri c'è stato l'ennesimo testacoda con il via libera sia sul super green pass che sull'estensione dell'obbligo di vaccinazione anche a una categoria - quella delle forze dell'ordine - che è un bacino elettorale leghista.

 

Il capo del Carroccio era sulla linea dura, alla cabina di regia aveva mandato non uno dei ministri ma il sottosegretario Freni - che ha sostituito il suo fedelissimo Durigon - e, dunque, voleva avete sotto controllo la trattativa. Eppure gli è sfuggita di mano. Quello che infatti è emerso con chiarezza è che la linea politica, sul fronte della gestione della pandemia, ormai è dei Governatori leghisti. Tant' è che al Consiglio dei ministri le nuove misure sono passate all'unanimità e non è accaduto - come sulla delega fiscale - che Salvini abbia chiesto ai suoi ministri di non andare. Tutti presenti e schierati sul sì.

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA LUCA ZAIA MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

 

Insomma, per un leader che nell'estate del 2020 era arrivato a non indossare la mascherina in un luogo istituzionale come il Senato, che ha fatto campagna contro le chiusure e le ha dovute subire, che si è battuto contro il green pass ma poi l'ha votato, che ha poi rilanciato sui tamponi gratis e non li ha ottenuti e che infine, ieri, ha pure digerito il super green pass e l'obbligo vaccinale per le forze dell'ordine (e le scuole) è una specie di Caporetto a puntate.

 

zaia salvini zaia salvini

Questa storia, però, non riguarda solo la pandemia ma la gestione che Salvini ha fatto della sua leadership davanti a un'emergenza. Troppi cambi di abito, di scena, di parole d'ordine. Troppi giochi su più tavoli.

 

Come è accaduto sullo scorso Decreto green pass, che fu votato dai ministri della Lega a Palazzo Chigi ma poi in Commissione alcuni esponenti più vicini al leader votarono contro e infine in Aula il gruppo si spaccò, con 52 assenze nel Carroccio. Segnali di frustrazione dell'ex ministro dell'Interno costretto a contraddire se stesso. E ieri è stato lampante come si sia fortemente ribilanciato il rapporto di forza con i Governatori. Anche se sono state fatte trapelare le perplessità di Fedriga, anche se pure Zaia fa sapere di non condividere del tutto le norme, si ha la sensazione che siano trovate comunicative per coprire la marcia indietro del leader.

MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI

 

In conferenza stampa, a una domanda su come fosse riuscito a convincere Salvini, Draghi ha risposto che «non ci sono stati sforzi» e ha aggiunto che la necessità di una nuova stretta è stata «espressa in primo luogo dalle Regioni e dal presidente Fedriga». È come se Salvini avesse dovuto mediare non tanto con il premier, il Pd o Speranza ma innanzitutto con i suoi.

MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI fedriga salvini giorgetti fedriga salvini giorgetti matteo salvini luca zaia e le ciliegie 2 matteo salvini luca zaia e le ciliegie 2

 

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