carlo calenda

CARLETTO CONTRO TUTTI – IL PD L’HA SCHIFATO E SOTTOVALUTATO, MA CALENDA PUÒ INSIDIARE SERIAMENTE GUALTIERI – AL NAZARENO SONO SOBBALZATI DALLA SEDIA QUANDO HANNO VISTO IL SONDAGGIO DI SWG CHE LO DÀ AL TERZO POSTO (E VINCENTE AL BALLOTTAGGIO) – GIULI (“LIBERO”): “IL SUO PROFILO RISULTA ATTRAENTE NON SOLTANTO PER UN ELETTORATO CHE SDEGNA LA SUBALTERNITÀ AI SOVIETISMI DA TERRAZZA AGGRAVATI DALLA CONCLAMATA IMPERIZIA POPULISTA GRILLINA, MA PUÒ SEDURRE PERFINO I CETI MEDI CONSERVATORI” - IL CORTEGGIAMENTO A BERTOLASO E L’IPERATTIVISMO SOCIAL

SONDAGGIO ELEZIONI A SINDACO DI ROMA COMMISSIONATO DA CARLO CALENDA

 

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano”

 

Hai capito Carlo Calenda? Fino a ieri sembrava l' unico a prendere sul serio la propria candidatura a sindaco di Roma, snobbato dagli avversari (soprattutto a sinistra) e anche po' irriso come una macchietta dai soliti antipatizzanti digitali.

 

Fino a ieri, appunto, quando è spuntato un sondaggio di Swg che adesso fa sobbalzare tutti: il fondatore di Azione è dato al terzo posto in graduatoria (tra il 20 e il 24 per cento dei consensi) alle spalle del favorito Enrico Michetti (centrodestra: 30-34%) e del democratico Roberto Gualtieri (27-31%), con il sindaco uscente Virginia Raggi staccata in coda (13-17%) a baloccarsi fra le macerie romane dei Cinque stelle.

 

CARLO CALENDA

Attenzione, però, la vera notizia è un' altra: sempre secondo la rilevazione demoscopica, qualora dovesse finire al ballottaggio, Calenda dovrebbe spuntarla su chiunque nell' ordalia finale. Nel dettaglio: 51 a 49 contro Gualtieri (partita aperta); 53 a 47 contro Michetti (idem); 69 a 31 contro Raggi (cappotto).

 

ENRICO LETTA - ROBERTO GUALTIERI

Nell' analisi dei dati, comincia ad avere un peso consistente l' ipotesi del voto disgiunto tra il candidato e le liste di riferimento, che a beneficio dell' outsider di Azione viene stimato adesso intorno al 5 per cento (il 3 dai partiti di centrosinistra, il 2 da quelli di centrodestra) ma potrebbe crescere via via che ci si avvicina all' appuntamento.

 

enrico michetti matteo salvini

Il diretto interessato ha postato su Twitter la grafica di Swg limitandosi a un laconico incoraggiamento: "Avanti. Siamo lì". Ma lì dove? A pochi passi dal competitor più vicino, l' insipido ex ministro dell' Economia proposto dal Pd (via primarie mai così scontate), depositario di un insediamento notevole nei popolosi municipi borghesi in cui la disciplina di partito sopravanza le oscillazioni del più capriccioso voto d' opinione. E non è soltanto una questione di Ztl, come spesso ci piace dire per rappresentare l' elitismo residuale delle sinistre italiane. C' è di più.

 

guido berolaso 2

PERNACCHIE AL NAZARENO

Carlo Calenda è stato sottovalutato dai suoi ex compagni che l' avevano candidato alle ultime europee del 2019 (lui ha contraccambiato procacciandosi una marea di preferenze) salvo poi schifarlo nel momento in cui, dopo il divorzio e la nascita di Azione, il blocco progressista si è frantumato tra i nostalgici di Giuseppe Conte e della sua mag gioranza giallorossa e i riformisti galvanizzati dalla prospettiva di un affrancamento strategico dall' ipoteca grillina, complice anche il nuovo governo di Mario Draghi.

 

IL MANIFESTO PHOTOSHOPPATO DI CARLO CALENDA

Il caso di Roma, dove comunque il Pd avrebbe stretto un patto con i pentastellati solo se questi avessero sacrificato la Raggi, si è ulteriormente complicato per via della secolare balcanizzazione del Pd locale in correnti, rendite e fazioni rivali: quando Calenda aveva già avviato la sua campagna elettorale (è stato il primo a farlo), i democratici gli hanno offerto tutt' al più di iscriversi alle primarie. Risultato: pernacchie reciproche e coltelli dall' arrotino.

 

ZINGARETTI CALENDA SIMBOLO PD EUROPEE

E il centrodestra? È entrato in gara in super ritardo, dopo aver cincischiato per mesi intorno a Guido Bertolaso per poi affidarsi all' ultra favorito fuoriuscito dal cilindro di Giorgia Meloni: il "tribuno" Michetti che già va fortissimo grazie ai voti di lista e a una popolarità carsica che convalida il senso di un' enorme divaricazione generalizzata tra potere e consenso, competenza percepita e competitività reale.

 

IPERATTIVO E "DI STAZZA"

enrico michetti 10

Al gran rifiuto di Bertolaso si è tuttavia accompagnato un segnale significativo: Calenda e l' ex capo della Protezione civile si stimano e si sono perfino corteggiati pubblicamente, quasi a segnalare la possibilità spericolata d' un ticket di fatto tra due figure potenzialmente compatibili a posteriori nei ruoli di sindaco e city manager.

 

Il profilo decisionista e liberale di Calenda, in altre parole, risulta attraente non soltanto per un elettorato che sdegna la subalternità ai sovietismi da terrazza aggravati dalla conclamata imperizia populista grillina, ma può se durre perfino i ceti medi conservatori pronti a convergere su di lui nell' eventualità improbabilissima di un fallimento del tecno-civico Michetti. In questo strano gioco di specchi il leader di Azione si sta muovendo con destrezza serpentina.

CARLO CALENDA

 

Il carattere è quello che è, roccioso ed estenuante come la sua stazza e il suo eloquio, proprio su questa consistenza intellettuale e fisica l' ex ministro dello Sviluppo sta calibrando una rincorsa forsennata nel traffico, nel degrado e nella monnezza dei quattordici municipi romani.

enrico michetti 7

 

Al momento, il programma più articolato e corposo per la Capitale è il suo, così come a prevalere sul piano mediatico è la sua irruenza comunicativa, sono le sue incursioni nelle periferie e i duelli con gli influencer locali (stracultl' imitazione di Mario Brega per agganciare Damiano Er Faina: «Sta mano può esse piuma...»).

 

carlo calenda

L' iperattivismo social di Carletto rasenta la dipendenza farmacologica ma gli garantisce una centralità indiscussa, prenderlo in giro per questo è facile e talora doveroso anche per chi gli voglia bene; cionondimeno bisogna ammettere che la sostanza c' è ed è di buon conio, un dosaggio alchemico di competenza ostentata (punto di forza) e ricerca scravattata della rappresentanza (ancora parecchio sudore da spremere). Il che sta innalzando il livello della sfida, costringe gli altri concorrenti ad aumentare il voltaggio cerebrale dei rispettivi programmi e a scendere in campo aperto per tenere il suo passo. Non può che essere un bene per Roma.

gualtieri letta 5gualtieri letta 5

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