mike pompeo

IL CASTIGAMATTI ARRIVA A ROMA - MIKE POMPEO ATTESO A FINE MESE IN VATICANO PROPRIO MENTRE PAROLIN SI APPRESTA A RINNOVARE GLI ACCORDI CON PECHINO. ANCHE I GIALLOROSSI SONO IN FIBRILLAZIONE SUL 5G. PERCHÉ IL SEGRETARIO DI STATO AVRÀ INCONTRI INFORMALI CON IL GOVERNO, E CHIEDERÀ CONTO DEI DPCM SU HUAWEI

 

Claudio Antonelli per La Verità

 

Giornata di esternazioni in Vaticano. Il segretario di Stato, Pietro Parolin, dopo essere intervenuto sulla questione Libano («Far emergere le nuove forze politiche che superino le logiche particolari») è entrato sul tema molto caldo dei rapporti con la Cina e delle nomine dei vescovi nella terra del Dragone

 

mike pompeo

«La nostra intenzione è che sia prolungato, che si continui ad adottarlo ad experimentum», ha detto Parolin ai giornalisti.

A prestare particolarmente attenzione a quanto accadrà tra Vaticano e Pechino nel corso del mese di ottobre non sono tanto i giornalisti italiani, quanto quelli internazionali. Perché gli equilibri lungo l' asse tra Papa Bergoglio e Xi Jinping impatteranno sulle scelte e sulle mosse di molte nazioni. L' Italia innanzitutto, ma anche la Germania e gli Stati Uniti.

Non è un caso se per fine mese è previsto che il segretario di Stato Mike Pompeo voli a Roma per una visita ufficiale dentro le Mura. I rispettivi apparati sono in contatto già da giugno scorso per organizzare l' evento.

PIETRO PAROLIN GIUSEPPE CONTE

 

Visto la delicatezza dei temi e la sicurezza del profilo è normale che l' organizzazione venga avviata e stoppata più volte. Non si esclude che riaccada, però a quanto risulta alla Verità la scadenza del mese dovrebbe rappresentare la volta buona. Pompeo a Roma significherebbe un incontro diretto con Parolin, ma anche la possibilità di organizzare con meno impegno formale incontri con rappresentanti del governo italiano. E il primo tema sul tavolo è il 5G. Il mese di agosto, come ha più volte scritto La Verità, ha visto il tentativo riuscito da parte di Giuseppe Conte di far autorizzare un operatore come Tim all' utilizzo di tecnologia Huawei.

mike pompeo e giuseppe conte 4

Il governo, dopo il parere positivo del comitato sul golden power, ha firmato un Dpcm con il chiaro intento di far entrare dalla finestra partner cinesi per la rete italiana. Ovviamente, la normativa su 5G e golden power è in evoluzione, e quando i testi diventeranno legge potrebbero esserci sorprese.

 

Inasprimenti sulle prescrizioni in modo retroattivo o addirittura un bando sul modello inglese. Quando la notizia - anche grazie alla Verità - è diventata pubblica è emersa una frattura dentro il governo. La componente atlantista del Pd (guidata dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e dal titolare degli Affari Ue, Vincenzo Amendola) ha chiesto una verifica sul tema. E ha preteso di fissare uno specifico cdm per dare alla scelta dei fornitori del 5G il peso politico che merita. In pratica, mezzo Pd ha voluto far sapere a Conte che non si possono prendere decisioni di tale importanza geopolitica con atti amministrativi. E che è, inoltre, il caso di allinearsi alle mosse dell' Unione europea. Il prossimo 22 settembre il premier dovrà presentarsi al cospetto del Copasir.

 

MIKE POMPEO E LUIGI DI MAIO

Il membri del comitato lo sentiranno per capire se ci sono possibilità di trovare una mediazione e quindi cambiare in modo soft le nuove norme sui rinnovi dei vertici dei servizi. Riportandole all' interno dei paletti della legge statutaria del 2007. Una volta lì, al premier verrà anche sottoposta la questione del 5G, e si dovrebbe creare quel combinato disposto utile a mettere in agenda il famoso cdm richiesto ad agosto dal Pd.

Gli Stati Uniti, nella loro componente diplomatica, si aspettano evidentemente che la partita del 5G venga definita una volta per tutte.

 

Venga rimessa sul piano geopolitico che merita e che al limite il governo si impegni ad allinearsi con le prossime scelte dell' unione. Che tradotto vuol dire con le normative che suggerirà Angela Merkel. E la cancelliera attentissima ai ritorni economici delle imprese tedesche potrebbe riservare nelle relazioni con Pechino sorprese di grande peso. Le relazione tra i due Paesi sono basate molto più rispetto a Francia o altre nazioni Ue sul commercio reciproco. Ad esempio la Francia si muove su compartimenti stagni.

 

mike pompeo luigi di maio 1

Quali possono essere il business del nucleare o l' aviazione. Berlino invece fino ad ora ha sviluppato l' interscambio con la Cina in modo capillare. Fino ad ora perché lentamente la strategia della Merkel sta cambiando. Nel silenzio di numerosi media italiani e internazionali, la Germania ha aderito agli accordi Indopacifici. Il che significa per i tedeschi aprirsi a rapporti più strutturati con i Paesi posti a Sud del Pacifico, esattamente dove sta anche l' Australia, pilastro anti cinese del mondo meridionale. Recentemente l' ambasciatore cinese a Berlino, Wu Ken, ha spiegato in una intervista che le relazioni con la Germania sono andate ben oltre le influenze strategiche. Tradotto, ha lanciato un messaggio per rivedere le alleanze reciproche sapendo che Berlino si sta lentamente smarcando dall' abbraccio cinese.

 

IL CARDINALE PAROLIN CON PAPA FRANCESCO

Ma al tempo stesso pensa alla propria industria automobilistica e alla necessità di un rilancio poderoso. Insomma, la Cancelliera è a un bivio. Se gli Stati Uniti dovessero chiudere il cerchio sulla Germania (fare leva in Europa esattamente come hanno fatto nelle relazioni Indopacifiche), riuscirebbero a sterzare la politica dell' intera Unione. Ovviamente la Cina si muove nella direzione opposta. Mike Pompeo è attivo più che mai, e la tappa romana di fine mese avrebbe il vantaggio di toccare nel medesimo lasso di tempo i fili scoperti del Vaticano, dell' Italia e dell' Europa. A differenza del collega cinese Wang Yi che, con il suo tour europeo, è andato alla montagna, il segretario Usa potrà permettersi di stare fermo nella città eterna e attendere i risultati dei suoi input.

 

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