mario draghi ue europa unione europea

DALLA CHAMATA DI MATTARELLA ALLA MALDESTRA CORSA AL QUIRINALE, COSA ABBIAMO DOPO UN ANNO DI DRAGHI? - IL PIL E' CRESCIUTO DEL 6,5%; MARIOPIO HA RIMESSO IN RIGA LA CAMPAGNA VACCINALE SILURANDO ARCURI E CHIAMANDO FIGLIUOLO; HA DATO FORMA E TEMPI AL PNRR E HA OTTENUTO IL TRIBUTO INTERNAZIONALE AL G20 DI ROMA - MA HA MOSTRATO FATICA NEL GESTIRE I RAPPORTI CON I PARTITI E A CALARSI NELLA DIMENSIONE POLITICA DELLA MEDIAZIONE - L'UNICA VOLTA CHE HA SBROCCATO È STATO IN OCCASIONE DELL'IMPUNTATURA DEL M5S SULL'ECOBONUS. IL 22 DICEMBRE È STATO SFERZANTE: "QUESTA MISURA HA…"

luigi di maio mario draghi

Fabio Martini per “La Stampa”

 

In una politica che oramai da anni ruminava il prevedibile, tutto ebbe inizio con un colpo di scena e non per modo di dire. Era il 2 febbraio del 2021, il Capo dello Stato uscì dal suo studio e annunciò che considerava esaurito il faticoso tentativo di Giuseppe Conte di mettere in piedi il suo terzo governo e qualche minuto più tardi fece sapere di avere convocato per l'indomani mattina al Quirinale Mario Draghi. Seguì il silenzio. Un irrituale blackout da parte dei logorroici leader di partito, di solito prontissimi a digitare in pochi attimi commenti anche su eventi irrilevanti.

 

MARIO DRAGHI

Pensavano tutti di avere ancora qualche giorno per i loro palleggi e invece furono spiazzati sia dalla rapidità del contropiede di Sergio Mattarella, ma anche dalla qualità del presidente incaricato. Quella sera i leader che dominano la scena mediatica sino ad esserne spesso dominati capiscono subito di trovarsi davanti ad un personaggio molto diverso da loro: Mario Draghi non è soltanto un "marziano".

 

È anche e soprattutto un commissario. Il 13 febbraio il nuovo presidente del Consiglio e i suoi ministri giurano davanti al Capo dello Stato: da quel momento ha inizio un anno nel corso del quale il governo, circondato spesso da applausi acritici, riesce a vincere le battaglie per le quali è stato ingaggiato: il Pil italiano a fine anno è cresciuto del 6,5%; la campagna di vaccinazione si è dimostrata efficace; il Pnrr, che prima di Draghi era privo di cronoprogramma e di riforme strutturali, ha fatto i suoi primi, decisivi passi.

 

MARIO DRAGHI MEME

E infatti, a coronamento di dieci mesi vissuti di corsa, il 19 dicembre l'Economist attribuisce all'Italia il "titolo" di «Paese dell'anno». Per Draghi una ragione di più per lasciare trasparire, lui uomo così chirurgico nelle parole, un interesse "all'ascesa" verso il Quirinale. Le cose, come si sa, sono andate in modo diverso dai desideri di Mario Draghi che ora però non ha alcuna intenzione di trasformare questo momentaneo ridimensionamento in un downgrading: la storia di un anno vissuto di corsa a palazzo Chigi contiene, almeno in parte, alcuni indizi che parlano anche del futuro del governo.

 

MARIO DRAGHI

Nei giorni che precedono il giuramento, Draghi si muove in strettissima intesa col Quirinale e questo resterà l'asse fondamentale della sua presidenza. Lo è da subito sia nella scelta dei due principali collaboratori, il sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli e il capo di gabinetto Antonio Funiciello, ma anche in quella dei ministri, a cominciare dal responsabile della Difesa Lorenzo Guerini e anche in quella di alcuni ministri del centro-destra. Per un mese, ecco il primo dato anomalo, Mario Draghi non parla.

 

Seconda peculiarità: l'ex presidente della Bce assume una quantità di decisioni operative che ne denotano una vocazione fortemente decisionista che curiosamente non viene evidenziata dai suoi non pochi apologeti.

 

sergio mattarella giuliano amato

In pochi giorni destruttura la squadra operativa sul fronte Covid del governo Conte: a metà febbraio senza darne notizia, chiede al ministro Guerini di trovare il generale più capace nella logistica, il 26 febbraio nomina Fabrizio Curcio capo della Protezione civile, tre giorni dopo nomina Francesco Paolo Figliuolo Commissario straordinario all'emergenza Covid, al posto di Domenico Arcuri, il 17 marzo ridisegna il Comitato tecnico scientifico e chiede, in questo caso riservatamene, al professor Silvio Brusaferro e al professor Franco Locatelli di diventare gli unici "portavoce" sulla vicenda Covid. Il 12 marzo, dopo ben 29 giorni di silenzio, visitando l'hub vaccinale all'Aeroporto di Fiumicino, Draghi tiene la sua prima conferenza stampa.

ARTICOLO DEL FINANCIAL TIMES SUL GOVERNO DRAGHI DOPO IL BIS DI MATTARELLA - 1 FEBBRAIO 2022

 

Nei giorni successivi ammiratori e detrattori convergono: lo stile sobrio e l'argomentare chiaro non sembrano scivolare nel «conversazionalismo», quell'avvicinamento del leader all'uomo comune con "umanizzazioni" simpatiche ed esibite. Poi Draghi ci prenderà gusto e assieme alla conferenze stampa si intensificheranno anche le civetterie, come lo stupirsi per le parole in inglese dei suoi discorsi, quasi fossero planate da un pianeta ostile.

 

 Nella memorabile estate dello sport italiano, quella che va dagli Europei di calcio alle Olimpiadi, i celebratori di Draghi arriveranno a stabilire un nesso diretto tra le vittorie e la "nuova Italia", ma il presidente del Consiglio asseconderà l'onda, aprendo con una frequenza senza precedenti le porte di palazzo Chigi ai campioni.

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI MEME

 

Assieme alle gratificazioni da parte dei più grandi leader internazionali, culminate nel G20 di Roma, la fatica nel tenere i rapporti con i partiti. Un anno di ricorrenti tensioni ma senza rotture. Hanno fatto notizia, più di una volta, i dissapori con la Lega e indubbiamente Draghi ha dovuto penare con i ministri di Salvini il 19 marzo per il ritardo di alcune ore del Consiglio dei ministri chiamato a deliberare sulle cartelle esattoriali; il 5 agosto sul Green pass; quattro giorni fa sulla quarantena nelle scuole.

 

Ma l'unica volta che Draghi è stato visto alterarsi nelle segrete stanze è stato in occasione dell'impuntatura dei Cinque stelle sull'ecobonus. Il 22 dicembre Draghi è stato sferzante come mai lo era stato in un anno: «Questa misura ha incentivato moltissime frodi e oggi un'unità di efficientamento energetico costa molto più di prima». Ma tre giorni fa Giuseppe Conte, quando ha lasciato lo studio giallo di Draghi, ha rassicurato il capo del governo: «Siamo d'accordo su tutto».

mario draghi sergio mattarellamario draghi roberto fico maria elisabetta alberti casellati sergio mattarella accademia dei linceimattarella draghiemmanuel macron sergio mattarella mario draghi 3

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...