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CHE BEL CETRIOLO PER IL SINDACO DI NEW YORK ERIC ADAMS: DOPO ESSERSI PROFESSATO VEGANO, STRIZZANDO L’OCCHIO AI RADICAL CHIC E PROPONENDO ANCHE I “VEGAN FRIDAYS” NELLE SCUOLE, IL PRIMO CITTADINO È STATO BECCATO A MANGIARE PESCE - A INCASTRARLO È STATO “POLITICO” CHE LO HA PIZZICATO IN UN’OSTERIA ITALIANA: LUI È STATO COSTRETTO AD AMMETTERE CHE “OGNI TANTO” MANGIA PESCE, MA GLI AMERICANI SONO GIÀ PRONTI A IMPALLINARLO…

Massimo Basile per "la Repubblica"

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Per mesi il "sindaco vegano" di New York Eric Adams aveva parlato con amore di insalate, lattughe, lenticchie e verdure. Si era messo in posa per i fotografi, in cucina con il grembiule, mentre preparava un "chili" vegetariano a base di fagioli, pomodoro, pepe verde, cipolla e otto spezie differenti. Appena la settimana scorsa aveva lanciato i "Vegan Fridays", i venerdì vegani, nelle mense delle scuole pubbliche della Grande Mela. «Questa scelta - aveva commentato, con emozione ha cambiato letteralmente la mia vita».

 

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Ma lunedì Adams ha dovuto ammettere con una dichiarazione pubblica che, ebbene sì, ogni tanto mangia anche pesce, contravvenendo alla regola vegana numero uno che vieta di alimentarsi con prodotti che provengono dal mondo animale. A smontare mesi di narrazione vegana era arrivato nel weekend lo scoop del sito Politico , che ha rivelato come Adams in realtà mangi pesce in un elegante ristorante italiano sulla 52ª Street, Osteria La Baia, dove servono vassoi ricolmi di ostriche, piatti mignon di pesce spada adagiati su letto di pomodorini e abbondanti piatti di penne rigate all'aragosta. Lo staff aveva provato a smentire, sostenendo che il sindaco avesse mangiato solo una parmigiana senza formaggio, ma ci hanno creduto in pochi. Già in estate il quotidiano conservatore New York Post aveva parlato di blitz segreti in un ristorante di pesce a East Harlem. Lunedì i reporter lo hanno atteso al varco, e lui non ha gradito il fuoco di fila di domande sulla dieta.

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«Non preoccupatevi di cosa va nel piatto del sindaco Adams, mettete questi elementi nel vostro», aveva commentato stizzito. «A tutti quelli che vogliono chiedermi cosa mangio - aveva aggiunto - dico che ho più di diciotto anni e so badare a me stesso. Se non lo avete notato, guardate le foto di ieri e quelle di oggi: indosso i completi molto meglio di quanto facessi otto anni fa». Con la nuova dieta Adams ha perso quasi sedici chili, finendo anche per mettere sotto controllo il diabete che lo affliggeva da anni e gli stava pregiudicando la vista. Tutto molto bello, ma poi il sindaco ha dovuto arrendersi all'evidenza. E ha reso pubblica una dichiarazione: «Voglio essere un modello per coloro che aspirano a seguire una dieta a base di verdure - ha scritto - ma, come ho detto, sono perfettamente imperfetto, e occasionalmente ho mangiato pesce».

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Il "FishGate" non è solo una questione di vertebrati acquatici variamente bolliti, ma chiama in causa l'attendibilità di un personaggio pubblico, in bilico tra il mentire e l'enfatizzare una realtà al punto da stravolgerla, o edulcorarla. Il caso fa il paio con quello che aveva accompagnato la sua campagna da sindaco: come proprietario di un palazzo con quattro appartamenti a Brooklyn, di cui tre dati in affitto, il futuro sindaco non era stato in grado di fornire documenti fiscali che attestassero quanto avesse ricevuto negli ultimi anni. L'episodio era finito nel dimenticatoio dopo il facile successo alle elezioni di novembre, ma è tornato a galla con il pesce. Un indizio era spuntato in estate. L'aspirante sindaco, durante il suo tour elettorale, aveva portato i giornalisti in visita ai suoi appartamenti di Brooklyn, per allontanare ombre, quando in uno dei frigoriferi era spuntata una confezione galeotta di salmone.

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