raffaele fitto giorgia meloni recovery fund pnrr

CHE CE FAMO CO ‘STO PNRR? – LA LINEA DELLA MELONI È DI CONTINUITÀ CON DRAGHI: IL MESSAGGIO CHE PORTERÀ A BRUXELLES GIOVEDÌ PROSSIMO È CHE GLI OBIETTIVI E GLI IMPEGNI ASSUNTI SARANNO RISPETTATI, MA CI SARANNO CORREZIONI “MIRATE”, COME PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE – IL PLENIPOTENZIARIO DELLA DUCETTA SUL DOSSIER È IL MINISTRO DEGLI AFFARI EUROPEI, RAFFAELE FITTO, CHE, IN TOTALE SILENZIO, STA LAVORANDO A UNA SORTA DI DUE DILIGENCE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGETTI…

 

Giorgio Santilli per “il Sole 24 Ore”

 

GIORGIA MELONI

Si comincia a delineare la linea di Giorgia Meloni sul Pnrr. Il rinvio della riforma penale, annunciato ieri da Palazzo Chigi, può far pensare a uno schiaffo al governo Draghi e a una linea di forte discontinuità anche sul Pnrr visto che quella riforma è forse il target più importante al 31 dicembre, anche agli occhi di Bruxelles, insieme all'attuazione della legge di concorrenza.

 

Ma la presidente del Consiglio ha voluto subito fare due precisazioni con una nota ufficiale: la prima è che ci sono fondamentali motivazioni di ordine tecnico alla base del rinvio e che, anzi, lasciando entrare in vigore la riforma così com' era il rischio sarebbe stato proprio di non renderla operativa; la seconda è che il rinvio è al 30 dicembre e che «il provvedimento intende rispettare le scadenze del Pnrr».

 

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI

Ecco dunque la linea che la presidente del Consiglio porterà anche a Bruxelles - insieme al ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto - nei suoi incontri di giovedì prossimo con Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Charles Michel: piena conferma della volontà politica del governo italiano di attuare il Pnrr e i suoi target, di rispettare gli impegni assunti con Bruxelles, ma anche intervento nel merito ovunque si ritenga necessario. Anche su obiettivi che sembravano già consolidati dalle decisioni del governo Draghi.

 

URSULA VON DER LEYEN MARIO DRAGHI

In questa volontà di correzione o aggiustamento "mirato" si riflettono i due aspetti della linea che la premier va mettendo insieme sul Pnrr.

 

Anzitutto, c'è la rivendicazione di una piena legittimità politica a intervenire sulle singole riforme, sia pure con un atteggiamento oculato, perché il governo uscito dalle urne non può prendere i provvedimenti già tracciati a scatola chiusa, soprattutto su temi politicamente molto rilevanti, come è la giustizia.

 

In secondo luogo, il comunicato di Palazzo Chigi enfatizza proprio che era necessario intervenire per rendere operativa la riforma. Nell'attuazione del Pnrr lasciata dal governo Draghi - sembra dire Palazzo Chigi - bisogna guardarci dentro, insomma, pezzo per pezzo, intervento per intervento, riforma per riforma, per vedere se tutto sia a posto e funzioni effettivamente come è stato detto finora.

 

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI

Più che una necessità politica di discontinuità, questo atteggiamento rivela una preoccupazione non piccola che tutto stia effettivamente funzionando al meglio.

 

Chi sta lavorando a una sorta di due diligence sullo stato di attuazione del Pnrr è Raffaele Fitto, ministro con la delega specifica per il Piano di ripresa e resilienza che non a caso sta evitando qualunque forma di dichiarazione. Il suo è un lavoro delicatissimo che punta a mettere in luce le condizioni effettive dell'attuazione del Pnrr, per niente convinto che tutto marci per il meglio.

 

Il ministro vuole evitare di ritrovarsi fra qualche mese (o anche qualche settimana) con pezzi del Piano che rallentino o siano addirittura fermi. Per questo sta cercando di mettere a fuoco anzitutto segnali di criticità che arrivano da più parti, dai ministeri o dal territorio o anche da enti e istituzioni chiamati ad attuare o a svolgere compiti di sostegno all'attuazione del Pnrr.

MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN

 

Fitto vuole vederci chiaro e costruire un quadro che non trascuri nessuna potenziale criticità. Fitto svolge questo lavoro di regia ma anche dai singoli ministri arrivano segnali di nervosismo sullo stato reale del Pnrr. Èstato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a evidenziare nei giorni scorsi il rischio che il Pnrr si fermi o ritardi per gli extracosti che, secondo il leader della Lega, legittimerebbero una modifica del Piano. Un tema anche per Meloni e Fitto che probabilmente si porrà con Bruxelles nel seguito degli incontri del 3 novembre. Mentre Salvini sulla giustizia (e sui vincoli Pnrr) al solito si differenzia e calca il peso politico: «Finalmente si cambia».

raffaele fitto con la moglie al quirinale raffaele fitto

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…