luigi di maio matteo salvini

CHE TIPO DI PROBLEMI PSICOLOGICI? SALVINI CERCA IL DUELLO CON CONTE IN TV E INTANTO PRENDE DI PETTO DI MAIO: “HA PROBLEMI PSICOLOGICI CON ME” - IL CAPO LEGHISTA SI PREPARA ALLA SFIDA DAVANTI ALLE TELECAMERE CON RENZI - L'IDEA DI FINGERE DI LEGITTIMARE IL LEADER DI ITALIA VIVA COME UN VERO AVVERSARIO LO INTRIGA DA MORIRE: SE NON ALTRO PERCHÉ “FARÀ ARRABBIARE CONTE”

Massimo Franco per il “Corriere della sera”

 

LA CRISI TRA DI MAIO E SALVINI BY OSHO

Raccontano che gli piacerebbe affrontare il premier Giuseppe Conte in un dibattito televisivo. Si accontenterebbe anche dell' ex alleato e oggi ministro degli Esteri grillino, Luigi Di Maio, che con lui «ha un problema psicologico». Ma sa che per ora non se ne farà nulla: i suoi due ex compagni di contratto non hanno nessun interesse ad affrontarlo. Dunque, Matteo Salvini si prende il duello tv con Matteo Renzi, fresco di scissione dal Pd, pur sapendo che è una mezza finzione.

 

Non ci sono elezioni in vista, e si tratta di una sfida a dir poco asimmetrica. Lui è fuori dal governo, anche se i sondaggi continuano a dare la Lega sopra il 30 per cento. E Renzi è capo di un partitino «che avrà sì e no il 3 per cento», ha confidato Salvini ai suoi collaboratori. Ma l' idea di fingere di legittimare il leader di Italia viva come un vero avversario lo intriga da morire: se non altro perché «farà arrabbiare Giuseppe Conte».

salvini conte

 

Il capo della Lega è il fantasma che agita i sonni e la strategia del governo tra Movimento e Pd, più Leu e Iv. Ma il premier è il navigatore di Palazzo Chigi saltato con disinvolto opportunismo da una maggioranza all' altra, che il Carroccio e il suo leader vogliono affondare a tutti i costi: con un' ossessione simmetrica e opposta a quella degli anti-salviniani. Da tempo, Salvini è costretto ad ammettere: «Ho sottovalutato Conte». Frase inconsciamente monca, nel senso che andrebbe completata con un: «Ho sopravvalutato la mia forza». Ma non è stato il solo, nella Lega.

 

giannelli conte di maio salvini

A fine luglio, quando si cominciavano a avvertire gli scricchiolii del governo M5S-Lega e il tentativo di Conte di agganciarsi più saldamente alla Commissione europea di Ursula von der Leyen, anche l' allora sottosegretario leghista a Palazzo Chigi, Giancarlo Giorgetti, lo dava per finito. All' idea che il premier volesse fare il nuovo Mario Monti, replicava che era un' ambizione tanto grande «quanto sono fragili le premesse su cui si fonda». Si è visto com' è andata. L' apertura della crisi di governo a agosto si è trasformata in un doloroso, traumatico autogoal. La Lega è finita fuori da tutto. In Europa rimane isolata. Eppure, la forza d' attrazione di Salvini nell' opinione pubblica italiana rimane quasi intatta. Ed è su questa che vuole costruire «il ritorno».

 

 

LA CRISI TRA MATTEO SALVINI E LUIGI DI MAIO BY OSHO

Lo dice in continuazione: «Ritornerò», oppure: «Ritorneremo». Lo ha ripetuto anche due giorni fa a Otto e mezzo , da Lilli Gruber. E lo fa con toni da profezia destinata ad auto-avverarsi. Anche se privatamente spiega con lucidità che l' attuale esecutivo probabilmente durerà, cementato com' è dalla paura per una vittoria della destra, e dal sostegno che riceve dall' Europa. Ma la lunga marcia è ben delineata.

Comincerà a fine ottobre con le elezioni regionali in Umbria. Lì Salvini annusa la vittoria, con un M5S di Di Maio «ridotto al 5 per cento» per l' alleanza «col Pd di quelli fatti arrestare proprio dai Cinque Stelle».

 

salvini conte

Più in là, a gennaio, toccherà all' Emilia-Romagna, dove intravede possibilità di successo più incerte, ma confida negli errori avversari. E poi il voto in Calabria, in Puglia e altrove; e di lato il collasso al rallentatore della Roma grillina invasa dai rifiuti. La sua speranza è che nel frattempo l' immigrazione possa tornare a essere sfruttata adeguatamente contro l' esecutivo di Conte, e che la famosa flessibilità finanziaria concessa dalle istituzioni di Bruxelles si dimostri meno efficace del previsto. Il suo orizzonte continua a essere soprattutto quello degli appuntamenti elettorali, nei quali dà il meglio di sé. D' altronde, non vede insidie dall' interno della Lega.

 

il discorso di matteo salvini sulla crisi di governo

Non riesce a vederle in un Silvio Berlusconi che considera un alleato magari inevitabile ma non più pericoloso. Probabilmente, ne vede di più in Giorgia Meloni, che lo punzecchia per l' alleanza finita col M5S, e soprattutto cresce nei sondaggi con Fratelli d' Italia. Ma sarà un' alleata nel nome comune del sovranismo, per quanto sgualcito dagli insuccessi e dagli scandali in altre nazioni europee.

salvini conte di maio

 

matteo renzi al senato

Dunque, accerchiare Conte e gli altri «poltronisti» dalle regioni e dalle città, sperando che l' assedio esterno si sommi alle contraddizioni interne dell' alleanza M5S-Pd. D' altronde, non è successo lo stesso alla Lega e ai Cinque Stelle, implosi dopo appena un anno? Quello che forse manca, a questa strategia, è la consapevolezza piena dell' isolamento del Carroccio a livello continentale, e dell' elezione del prossimo capo dello Stato nel 2022. Le vittorie elettorali sono fondamentali, ma possono non bastare. Soprattutto se non sono accompagnate dall' elaborazione di una politica tesa non solo a prendere voti ma a offrire un' alternativa di governo credibile: sebbene oggi sia un problema di tutte le forze, di maggioranza e di opposizione.

matteo salvini giuseppe conte luigi di maiosalvini e contesalvini conte di maiosalvini conte

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…