il selfie di un migrante con papa bergoglio

A CHI GIRANO I BERGOGLIONI - LANGONE: ''GESÙ, DAVVERO CI CHIEDI DI AMARE E RIALZARE MILIONI DI AFRICANI COME DICE IL TUO VICARIO? NON RISULTA DALLE SCRITTURE CHE IL CRISTIANESIMO INTENDA IMPORRE SULLE SPALLE DI UNA NAZIONE PICCOLA, SENILE E INDEBITATA IL PESO DI UN GRANDE CONTINENTE'' - SOCCI: ''PER DIO NESSUNO È STRANIERO. GLI STATI, ENTITÀ LAICHE DA NON CONFONDERE CON LA CHIESA, HANNO UN TERRITORIO, UNA LEGGE E UNA POPOLAZIONE. OVVERO 'DATE A CESARE QUEL CHE È DI CESARE'''

 

 

 

 

camillo langone ritratto con tabarro

2. RAGIONI PER NON SOBBARCARCI DA SOLI TUTTO IL PESO DELL'AFRICA

Camillo Langone per ''Il Foglio''

 

Signore Gesù, davvero ci chiedi di amare e rialzare milioni di africani come dice il tuo vicario? A me non risulta, in Matteo 11,30 leggo: “Il mio giogo è dolce, il mio peso leggero”. Mi sembrerebbe dunque da escludere che sia il cristianesimo a voler imporre sulle spalle di una nazione piccola, senile e indebitata il peso di un grande continente.

 

 Signore Gesù, dov’è che nel Vangelo indichi la “opzione preferenziale per gli ultimi” citata ieri dal tuo vicario nella messa per Lampedusa? Nel discorso della Montagna non è chiaro a quali poveri ti riferisci: poveri di spirito? Poveri di soldi? Nemmeno Matteo e Luca sono concordi su questo punto: com’è possibile che dopo duemila anni un pontefice capisca ciò che due Santi vicinissimi alla tua predicazione non avevano chiaro?

 

 

E soprattutto, Signore Gesù, perché mai il tuo vicario insiste tanto sull’assistenza a giovani sani, spesso maomettani, anziché ai nostri vecchi malati, quasi tutti cristiani? Signore Gesù, sei stato tu a dire “chi non è con me è contro di me”: e allora perché il tuo vicario vuole riempire l’Italia di persone che sono e che saranno contro di te? Chi rappresenta davvero quest’uomo?

 

 

3. PAPA FRANCESCO, ANTONIO SOCCI: "CALANO I MIGRANTI, CHIESA DISPERATA. LA MOSSA ESTREMA PRO-INVASIONE"

Antonio Socci per ''Libero Quotidiano'' del 9 giugno 2019

SOCCI BERGOGLIO

 

 

«Servire i poveri è nel Vangelo, non è comunismo», ha detto ieri papa Bergoglio per rispondere ai suoi critici. Dimenticando di aggiungere che il comunismo è stato il peggior nemico dei poveri. E dimenticando che nel Vangelo c' è scritto che anzitutto bisogna servire Dio.

 

Gesù non vara un partito, non si occupa di elezioni e di politica, ma del Regno dei Cieli. Dei poveri Cristo parla in modo diametralmente opposto a Marx e Lenin, che non a caso detestavano il cristianesimo. Il magistero bergogliano è confusionario e genera confusione.

 

Secondo una ricerca della Doxa negli ultimi cinque anni, che corrispondono al pontificato di Francesco, il numero di fedeli cattolici in Italia è crollato di quasi otto punti percentuali (il 7,7 per cento). Ma papa Bergoglio non sembra preoccupato di questa catastrofe spirituale (anzi, continua a colpire duramente gli ordini religiosi più ferventi e con più vocazioni cosicché si aggraverà tale crollo). Ciò che lo preoccupa sembra essere il crollo del numero di migranti da quando al Viminale è arrivato Matteo Salvini, il quale peraltro sottolinea che la fine delle partenze dei barconi, significa il quasi azzeramento del numero di morti nel Mediterraneo.

 

PAPA BERGOGLIO CON I MIGRANTI

 

 

Per Bergoglio i migranti rappresentano una specie di dogma di una nuova religione sociale, modello Teologia della liberazione. Con lui il cattolicesimo pare progressivamente sostituito da una religione globalista, comunisteggiante, tutta mondana, politically correct, non soprannaturale, tanto che nei giorni scorsi (sul tema dei rom) Bergoglio ha meritato addirittura un tweet di entusiastico appoggio da George Soros in persona. C' è chi lo ha definito «il Vescovo di Rom», anziché «il Vescovo di Roma». Ma anche «Vescovo di Romadan». Infatti i musulmani sono così felici di questo smantellamento del cattolicesimo che gli hanno dedicato il Ramadam.

Cito da Vatican news un titolo eloquente: «La festa di fine Ramadan, in Italia, per la prima volta dedicata a papa Francesco».

 

Bergoglio raccoglie dunque il plauso di laicisti, islamici, comunisti, atei, miscredenti e mangiapreti. Mentre i cattolici, sconcertati, sempre più spesso decidono di avversare pubblicamente la politica bergogliana proprio sul suo dogma fondamentale: l' immigrazione. È accaduto, in Italia, con le elezioni europee del 26 maggio, per le quali papa Bergoglio si era così ostinatamente schierato contro Matteo Salvini da essere indicato dalla Sinistra come suo simbolo e leader. Proprio in queste elezioni si è avuto il boom del voto dei cattolici per la Lega che oggi - secondo i dati di Ilvo Diamanti (pubblicati ieri da Repubblica) - è il primo partito dei cattolici italiani. E il loro consenso a Salvini è cresciuto enormemente negli ultimi mesi, in concomitanza con la sua demonizzazione da parte dei media bergogliani.

 

Il più votato tra i cattolici - Lo scontro interno alla Chiesa riemerge in queste ore per una vicenda surreale. È noto che con Bergoglio il Natale, più che l' Incarnazione di Dio, è diventato la festa del «Gesù migrante» (mai stato migrante).

PAPA FRANCESCO MESSA PER I MIGRANTI

 

La Pasqua, più che la resurrezione di Cristo, celebra oggi la pace nel mondo e l' accoglienza del migrante. Adesso Bergoglio, indispettito per la cocente sconfitta subita nelle urne, sembra usare a scopo politico anche la festa di Pentecoste che si celebra oggi. Pare impossibile strumentalizzare a fini politici la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e su Maria, nel cenacolo di Gerusalemme, una festa che rimanda al mistero di Dio e all' eternità. Eppure lo fanno. I vescovi del Lazio - su ovvia spinta di Bergoglio - hanno preso a pretesto la Pentecoste per scrivere una "Lettera ai fedeli", da proclamare oggi in tutte le chiese della regione, proprio sull' accoglienza ai migranti.

 

Per capirne il tono riporto il titolo che ha fatto La Bussola quotidiana (un sito cattolico non allineato): «Proclama immigrazionista a messa, preti laziali coscritti». Il sito definisce tale lettera «politicamente strumentale e quindi illegittima. Molti preti si interrogano se disubbidire a una violazione del genere: "Ho dato la vita per Cristo, non per un partito"». Più avanti la Bussola (che peraltro non ha simpatie leghiste) lo giudica «un documento veramente singolare, che sembra collocarsi a metà strada fra una forma di autolesionismo e l' ingerenza partitica».

 

marco tosatti

Il commentatore Marco Tosatti scrive ancora: «Sembra che molti parroci abbiano il buon senso di non leggere questo manifesto pro Pd nel corso della messa. Anche perché correrebbero il rischio di avere dei fedeli che si alzano in piedi e ricordano loro che in chiesa non si fa politica, e non si leggono documenti partitici».

In effetti sull' account Twitter della diocesi di Roma, dove viene lanciata l' iniziativa, i commenti sono indignati. Uno è lapidario: «Documento squisitamente politico».

 

Beatrice Leoni commenta: «Speravo fosse una notizia "esagerata", al limite che la lettera esistesse, ma non (ci fosse) l' intenzione di leggerla durante le Messe. Per quanto mi riguarda mi alzerò ed uscirò alla lettura della citata lettera. A quanto pare non basta il Vangelo, ma il di più, si sa, viene dal Maligno». Antonio commenta sconsolato che «hanno snaturato anche la Pentecoste». Una certa Piperita Patti conclude: «Questo papa è eretico» (sull' account della Diocesi di Roma). Fabrizio Brasili ricorda l' insegnamento di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, del tutto diverso dall' attuale. Cristina chiede ironicamente ai vescovi: «L' incoraggiamento a pregare, a evangelizzare e a non peccare l' avete poi messo nell' allegato?».

 

Alex a Lampedusa

«Credo in Cristo, non nei partiti» - Maria scrive: «Prima fate stare bene quelli di famiglia nostra, quelli che vivono nelle macchine, quelli che non hanno lavoro, quelli che non vengono assistiti. Poi potremo volgere lo sguardo allo straniero che ha documenti, che voglia lavorare, che non stupra, non uccide e rispetta le leggi». Un certo "Trovo lavoro" è drastico: «Buffoni. Fondate un partito piuttosto. Così vi contiamo».

 

Memedesima scrive sconsolata: «Ma dobbiamo andare a messa fuori dal Lazio per non sentire strumentalizzazioni politiche? Ma cosa sta succedendo alla Chiesa?». Sangarre invita i vescovi a meditare «seriamente» sul Vangelo: «Siete immersi nel mondo caduco e transeunte tanto da non rendervi nemmeno più conto di chi parli davvero la Scrittura. E a chi».

Zot scrive ai vescovi: «Direi che siete solo un filino eretici». Poi riporta una pagina di Giovanni Paolo II, che definisce «vero papa», il quale rimandava «alle autorità pubbliche» il «controllo dei flussi migratori».

 

Papa Wojtyla scriveva: «L' accoglienza deve sempre realizzarsi nel rispetto delle leggi e quindi coniugarsi, quando necessario, con la ferma repressione degli abusi».

la nave alan kurdi della ong sea eye soccorre migranti 1

Luca cita il cardinale africano Robert Sarah e scrive: «Il card. Sarah sostiene la lettura fedele delle Sacre Scritture: "Dio non vuole le migrazioni Non possiamo accogliere i migranti in occidente, le persone vanno aiutate nei loro paesi"». Un altro richiama il Catechismo: «L' appello all' accoglienza e all' immigrazionismo viola il Catechismo secondo cui i pastori della Chiesa non possono intervenire direttamente nell' azione politica e nell' organizzazione della vita sociale». In effetti il n. 2442 del Catechismo che egli riporta recita: «Non spetta ai pastori intervenire direttamente nell' azione politica e nell' organizzazione della vita sociale. Questo compito fa parte della vocazione dei fedeli laici, i quali operano di propria iniziativa insieme con i loro concittadini».

 

Lucilla chiede: «È possibile parlarci di Cristo e lasciare fuori della Messa la politica?». Un altro aggiunge: «State distruggendo un' eredità millenaria di spiritualità».

Cicnus spera «che Dio abbia pietà» di questi pastori e prega «per la loro conversione». Anna Rota osserva: «Che tristezza una Chiesa ridotta ad una Onlus... Il Cielo non perdonerà questa blasfemia». E Lorenzo Stecchetti: «Anche la solennità di Pentecoste è occasione per voi per fare politica, anziché parlare di Cristo. Vergognatevi».

 

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