berlusconi zingaretti

CHI HA VINTO LA PARTITA DEI SOTTOSEGRETARI? – MENTRE ZINGA ERA IMPEGNATO A TWITTARE LA PROPRIA SOLIDARIETÀ PER BARBARA D’URSO, BERLUSCONI HA SOFFIATO AL PD LA DELEGA ALL’EDITORIA, CHE PER IL “BANANA” VALE PIÙ DI UN MINISTERO – ANCHE SALVINI PUÒ ESSERE SODDISFATTO, MENO I GRILLINI. DRAGHI HA FATTO GIOCARE I PARTITI CON IL BILANCINO, MA LA PARTITA CHIAVE DEL RECOVERY PLAN È IN MANO A LUI E AI SUOI FEDELISSIMI…

Francesco Bonazzi per Alliance News

 

zingaretti berlusconi di maio

Lega e Forza Italia sono, ai punti, i vincitori della partita dei sottosegretari. Ma al di là dei pesi e dei contrappesi, se si guarda alle principali partite finanziarie, Mario Draghi e i suoi fedelissimi tengono in mano tutte le leve principali.

mario draghi luigi di maio 1

 

Dal punto di vista delle partecipate, con una tornata di assemblee primaverili in cui il Tesoro dovrà assegnare circa 500 poltrone, a cominciare da colossi come Eni, Enel e Cdp, fa sensazione l'esclusione del pentastellato Stefano Buffagni, che nel governo precedente era viceministro allo Sviluppo economico e ieri sera non è stato riconfermato.

stefano buffagni

 

In realtà, deleghe formali a parte, in questi tre anni il giovane commercialista milanese si era mosso quasi come se lavorasse al Mef ed era diventato, in competizione con Domenico Fraccaro, l'uomo che per M5s raccoglieva e vagliava curriculum e candidature per questo o quel cda. Adesso è rimasto fuori e oggi ha attaccato indirettamente la gestione Di Maio, denunciando in M5s "un'assenza di meritocrazia".

MARIO DRAGHI ALLA CAMERA

 

In Via XX Settembre è stata confermata Laura Castelli (M5s) come viceministro e come sottosegretari ci saranno Claudio Durigon (Lega), Maria Cecilia Guerra (Leu) e Alessandra Sartore (Pd). Nessuno di loro è candidato ad avere vita facile con il ministro Daniele Franco e uno dei primi banchi di prova sarà quanto tempo verrà impiegato per conferire le diverse deleghe operative.

QUANDO LAURA CASTELLI INCONTRA MARIO DRAGHI

 

La legge non prevede tempi precisi e in passato, anche nel Conte Uno con Giovanni Tria, ci sono voluti diversi mesi. Sicuramente il personaggio con maggior personalità è l'economista Cecilia Guerra, che sulla finanza pubblica ha da sempre idee originali. Primo banco di prova per tutti sarà il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena e in particolare l'operazione con l'Unicredit guidata da Pier Carlo Padoan, sulla quale sia Durigon che Guerra daranno battaglia.

 

Al Mise, Forza Italia ha piazzato il piemontese Gilberto Pichetto Fratin come viceministro, mentre l'altro vice Alessandra Todde, manager sarda, fa capo a M5s e come sottosegretario c'è la piddina Anna Ascani. Anche qui il ministro, Giancarlo Giorgetti, è un peso massimo e i vice non avranno grande spazio.

 

GIUSEPPE MOLES

Sicuramente, Giorgetti gestirà in prima persona le principali crisi aziendali, come Ilva e Alitalia, e terrà per sé anche la delega alle comunicazioni che faceva gola a Forza Italia. Compresa quella al 5G, che interessava a tutti i partiti. Dal Mise dovrà partire anche la riforma della legge Gasparri, svuotata da una sentenza di Strasburgo che ha dato ragione a Vivendi contro Mediaset.

 

Alle Infrastrutture, rientra al governo, un po' a sorpresa, la renziana Teresa Bellanova, che sarà viceministro. L'altro vice è Alessandro Morelli, già direttore di Radio Padania, tra le grandi sorprese di questo governo perfino per i leghisti. Poi resta, in quota 5 stelle, il siciliano Giancarlo Cancellieri. Anche qui, visti i curriculum, è facile prevedere che la gestione del ministro Enrico Giovannini sarà molto accentrata. A cominciare dalla delicata questione di quanto pagare Aspi ai Benetton.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIA

Molte partite economiche, dalle nomine nelle partecipate alla Rete unica Telecom, verranno comunque decise anche e soprattutto da Palazzo Chigi. E qui, sono da tenere d'occhio il centrista Bruno Tabacci, esperto di banche e finanze, con la sua delega alla politica economica, e l'azzurro Giuseppe Moles, che ha ottenuto l'informazione ed editoria, delega inutilmente chiesta da Forza Italia per l'ex giornalista Mediaset Giorgio Mulé.

 

anna ascani 2

Anche se Silvio Berlusconi ha ricevuto questo piccolo stop, Forza Italia ha comunque piazzato un suo uomo in un posto chiave per Mediaset e Mondadori. Mentre non risulta in nessun organigramma, ma dirà la sua su tutte le partite importanti, anche Gianni Letta, che già da tempo, con Giorgetti, Draghi e Zingaretti, fa parte di una sorta di caminetto informale.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…