elly schlein rosy bindi

CI MANCAVA ROSY BINDI PER AUMENTARE IL CASINO NEL PD – L’EX MINISTRA DEM INFILZA SCHLEIN SULLE CANDIDATURE DI TARQUINIO E CECILIA STRADA: “SUL TEMA DELLA GUERRA I NOSTRI ELETTORI LA PENSANO COME LORO, NON CERTO COME I DIRIGENTI CHE HANNO VOTATO PER L’ESCALATION MILITARE”. CURIOSO CHE “ROSPY” SI FACCIA PORTAVOCE DEGLI ELETTORI DI UN PARTITO DI CUI NON HA PIU’ RINNOVATO LA TESSERA: “TUTTA SALUTE” (SCHERZA, MA NON TROPPO)

Matteo Macor per genova.repubblica.it - Estratti

 

rosy bindi foto di bacco (2)

“Io parlo da elettrice interessata, da ex iscritta di un partito per cui gli elettori dovrebbero essere preziosi da ascoltare almeno quanto gli iscritti, se non di più”.

 

La mette in chiaro così, Rosy Bindi, la prospettiva dalla quale può permettersi di commentare le vicende interne al Pd, in ore in cui il partito si confronta nella discussione su candidature e capilista in vista delle Europee.

 

Da poco tornata su un palco dem, lo scorso dicembre alla due giorni romana del partito che ha dato il via alla corsa verso le Europee, l’ex parlamentare e ministra non ha più rinnovato la tessera (“Tutta salute”, scherza ma non troppo) ma continua a dedicare tempo alla sua “scelta politica”.

 

 

schlein taruffi

Oggi sarà a Genova per discutere dei rischi legati alle riforme costituzionali nei piani del governo di centrodestra (una tavola rotonda curata dall’associazione “L’Europa che vogliamo”, alle 17,30 al Bi Bi Service), e con il voto di giugno all’orizzonte manda un messaggio alla comunità e (soprattutto) alla dirigenza del suo ex partito. “Abbiamo davanti le elezioni più importanti di sempre, – è il suo appello – e servono le candidature più coerenti con la storia del Pd. Capisco le difficoltà a mettere tutti d’accordo, ma se non mette insieme i Tarquinio e le Strada il Pd, quale altro partito dovrebbe farlo?”.

 

Non riprenderà la tessera, ma è tornata a farsi sentire ed è stata tra le prime a schierarsi a disposizione della mobilitazione contro le riforme costituzionali del governo. Ieri in commissione Affari costituzionali del Senato è tornato l'esame del ddl sul Premierato: cosa dobbiamo aspettarci, sul tema?

rosy bindi foto di bacco (1)

“Per la destra sono le riforme di tutte le riforme, nel campo di coloro che sono contrari è giusto che ognuno nella propria sede faccia la sua battaglia contro i rischi che comportano per la nostra democrazia, per come rischiano di cambiare la forma della nostra repubblica.

 

Il Premierato rischia di annullare il valore del ruolo del Parlamento, la funzione di garanzia del presidente della Repubblica. L’autonomia differenziata, non meno grave e pericolosa, di rompere l’unità del Paese, magari non formale ma sostanziale, intorno a beni fondamentali come la salute, l’istruzione, il lavoro. Serve mobilitarsi per spiegarle a tutti, soprattutto a chi non può permettersi il lusso di interessarsene in un momento in cui affrontare il quotidiano è molto difficile per la gran parte dei cittadini”.

SCHLEINING - MEME BY SHILIPOTI

 

(...)

Cosa passerà, da queste Europee? Quanto futuro della politica comunitaria, quanto degli equilibri di casa nostra?

“Sono le elezioni più importanti per i rischi che correrebbe l’Europa stessa, in caso di vittoria delle forze anti europeiste, della destra conservatrice e post fascista. Vorrebbe dire rassegnarsi definitivamente all’irrilevanza politica, sarebbe la fine di quel progetto di unità politica alla base del disegno dei padri fondatori che è esattamente quello che manca in questo momento, davanti alle guerre alle nostre porte, a tanti pezzi della terza guerra mondiale che si stanno componendo, il ridisegnarsi della geopolitica”.

 

berlusconi bindi

A maggior ragione, alla luce di tutto questo, come vede il dibattito politico italiano di questa fase del Paese e dei suoi partiti?

“Vedo tutti concentrarsi più sui calcoli interni che sul futuro dell’Europa, spero ancora per poco, in vista dell’ultimo mese di campagna elettorale. Si discute tanto delle candidature, ed è pure giusto così, non facciamo le anime candide, su questo tema.

 

Le candidature sono importanti, fanno parte del disegno politico che si propone, così come è inevitabile che all’interno di un partito come il Pd ci siano interessi diversi a rendere difficili le scelte, dalle ambizioni degli uscenti alle esigenze del partito, dagli interni agli esterni. L’importante, però, si finisca per fare le scelte più coerenti, si scelgano le persone giuste”.

bersani bonaccini bindi

 

Cosa dicono, del partito, le polemiche sulla possibile candidatura dell’ex direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio, e le scelte sui capilista al vaglio della segreteria?

“Mi meravigliano: se il Pd non è casa per candidature come la sua o di quella di Cecilia Strada, mi domando che Pd è. La cifra di questo partito è sempre stata il pluralismo, anche e soprattutto su temi cruciali come la politica estera, a maggior ragione in tempi di guerra.

 

PRODI BINDI D ALEMA

Un partito che si definisce progressista, di sinistra, con l’anima cattolica, non può ignorare le vite e quello che rappresentano figure del genere, anche solo per rappresentare una fetta importante dell’elettorato del Pd.

 

Sul tema della guerra, del resto, la maggioranza degli italiani la pensa come Tarquinio e Strada, non certo come i dirigenti che hanno votato per l’escalation militare. Vorrei fosse ricordato con più decisione, da chi di dovere”.

 

Le perplessità sulla scelta di Tarquinio sono condivise però da aree diverse del partito, non piace alla minoranza per le sue posizioni sulla guerra in Ucraina, ma neanche alla maggioranza, per quelle su aborto, fine vita, matrimonio egualitario.

“E proprio per questo spero Schlein difenda queste scelte fino in fondo, se le porterà fino in fondo, mettendo a tacere le troppe critiche stonate che ho sentito su questo tema. Ha l’occasione per fare chiarezza, e ribadire la vera natura del Pd, senza che il tema diventi un dibattito tra correnti: mi piacerebbe lo facesse con nettezza. Non basterà candidarli, mi auguro colga l’opportunità di spiegare il perché della scelta”.

ROSY BINDI 8ROSY BINDI 9ROSY BINDI

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?