giuseppe conte a palermo

CINQUE STELLE PER QUATTRO DISGRAZIATI – CONTE PORTA IL SUO CIUFFO NELLE PERIFERIE DI PALERMO PER DARE LINFA ALLA COMPLICATISSIMA RINCORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA FRANCO MICELI - BACI, ABBRACCI E SELFIE PER “IL PATRONO DEI SUSSIDI” CHE DIFENDE A SPADA TRATTA SUPERBONUS E REDDITO DI CITTADINANZA: “INDEGNO CHE AD ATTACCARLO SIANO I POLITICI CHE GUADAGNANO 500 EURO AL GIORNO” – POI PUNZECCHIA DRAGHI SULLE CONCESSIONI BALNEARI E NE APPROFITTA PER RANDELLARE LAGALLA PER L’APPOGGIO DI DELL’UTRI E CUFFARO…

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

giuseppe conte a palermo 8

C'è «Ina la contessina», che si ripara con un ombrellino rosa dal sole pomeridiano di piazza Castelnuovo e dice di aver messo l'ex premier fra i familiari che beneficiano delle sue preghiere del mattino.

C'è Miriam, che sul litorale di Barcarello si pianta con il motorino davanti a "Giuseppi" gettando nel panico la sicurezza: «Presidente, se mi vuole sposare sono qui». E in serata, davanti alla casa museo di don Pino Puglisi, spuntano finalmente le immancabili "bimbe di Conte", con tanto di cartello in mano, nei panni di un gruppo di volontarie del servizio civile universale. Il centrosinistra che rincorre cala a Palermo il suo asso: il leader dei M5S sbarca nel capoluogo siciliano atteso come l'uomo dei miracoli e si sottopone a un impressionante tour de force. Il suo staff, d'intesa con il gruppo dirigente, decide di fargli fare in due giorni il giro delle borgate, da Sferracavallo a Brancaccio, poi Borgo Vecchio, Ballarò e Cep.

 

giuseppe conte a palermo 1

Cosa non si fa per dare linfa alla complicatissima rincorsa del candidato Franco Miceli: «Oh, questo è il vostro sindaco, non è che domenica vi distraete?», dice Conte con una mano sulla spalla dell'architetto scelto per puntare al dopo-Orlando, in una delle poche pause della macchina dei selfie: almeno duemila, stimano i collaboratori di Conte, quelli fatti ieri negli incontri affollati da un punto all'altro della città.

giuseppe conte a palermo 9

 

Perché qui, il capo di un Movimento in calo di consensi, è accolto come una star. Distribuisce autoscatti (che spesso fa personalmente con il cellulare del fan di turno) e riceve non pochi baci, sdoganando ufficialmente la stagione post-Covid. Soprattutto, Conte rilancia l'inconfondibile totem della politica pentastellata: il reddito di cittadinanza. Non c'è tappa dove l'avvocato pugliese non si produca in un'intemerata contro i detrattori della misura.

giuseppe conte a palermo 2

 

A Barcarello prende sotto braccio Giuseppe Gurrera, un percettore del reddito, mostra i messaggi dei navigator sul suo cellulare che gli propongono occasioni di lavoro, e parte lancia in resta: «C'è un'assurda campagna denigratoria contro il reddito di cittadinanza, che equivale a mettere nel mirino le fasce più deboli. Ed è indegno - dice Conte - che ad attaccare chi riceve 500 euro al mese siano politici che 500 euro li percepiscono in un giorno. Da Renzi alla Meloni, c'è una folle corsa ad abrogare un necessario sostegno ai più poveri: nel centrodestra c'è chi ha parlato di metadone di Stato, in pratica i percettori sono stati equiparati a drogati». Si presenta senza veli ai suoi accoliti il "Santo patrono del reddito", come lo chiama la candidata sindaca no vax Francesca Donato.

giuseppe conte a palermo 3

 

Ma ha gioco facile, Conte, a insinuarsi fra gli imbarazzi del centrodestra: la senatrice forzista Licia Ronzulli qualche giorno fa aveva proposto la sospensione del reddito di cittadinanza, fra i malumori dei dirigenti locali. E ieri, in concomitanza con l'avvento di Conte, il candidato sindaco del centrodestra Roberto Lagalla, ha dovuto correggere il tiro: «Parliamo di una conquista civile da migliorare». C'è da capirla, questa battaglia eletto rale: nella sola provincia di Palermo sono 184 mila i percettori di un assegno.

 

giuseppe conte a palermo 7

Ora, per carità, il Conte che mette nel mirino i politici di lungo corso, a Palermo si lancia anche in altre promesse pre-elettorali degne di un acchiappavoti della dc: loda il progetto per il rifacimento del lungomare di Barcarello e quello di una piazza dedicata a padre Puglisi a Brancaccio. Ricorda la conquista dei 209 miliardi del Pnrr: «Il programma è stato costruito bene, modestamente. Ora il rischio è che non si spendano i soldi».

 

giuseppe conte a palermo 6

Non è l'unica puntura di spillo a Draghi: a Rosa Luparello, titolare di un lido che si lamenta per l'imminente revoca della concessione, Conte ricorda che durante il suo primo governo i contratti furono prolungati. E l'ex premier torna a difendere il discusso Superbonus del 110%: «Per spese in edilizia eravamo ultimi in Europa, ora siamo i primi.

Qualcuno se n'è accorto?». Altro leit-motiv: la questione morale. Conte si sofferma sull'appoggio di Totò Cuffaro e Marcello Dell'Utri a Lagalla: «Mi preoccupa, anche da cittadino, la prospettiva di un centrodestra che riceve delle grandi investiture da personaggi coinvolti, direttamente o indirettamente, in azioni criminali».

 

giuseppe conte a palermo 4

Il presidente dei 5S va in giro con un codazzo di fan che ricorda quello del primo Beppe Grillo: fra loro anche il possibile candidato governatore Giancarlo Cancelleri. Ma sulle regole d'ingaggio delle primarie del centrosinistra per le Regionali non c'è ancora accordo. Epperò Conte prosegue il suo tour, a miracol mostrare: «A Palermo questa visita vale da sola il tre per cento di consensi in più per Miceli», profetizza il deputato regionale Salvatore Siragusa. Ma che ciò basti, per vincere la partita in salita del dopo Leoluca Orlando, non è dimostrabile.

giuseppe conte a palermo 10giuseppe conte a palermo 11giuseppe conte a palermo 5

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”