vincenzo spadafora

COME MAI NESSUNO SI LAMENTA DEL POLTRONIFICIO SPADAFORA? – L’OCCUPAZIONE DEL POTERE DA VERO DC DEL MINISTRO DELLO SPORT: IN UN ANNO ASSUNTE  81 PERSONE, CON UNA SPESA DI 1 MILIONE E MEZZO € - SILURATO SABELLI, SPADAFORA HA PROVATO A DEFENESTRARE ABODI (ISTITUTO CREDITO SPORTIVO) CHE LO HA RESPINTO CON PERDITE GRAZIE ALL'AIUTO DEL PD DI LOTTI - LA RIFORMA (OSTEGGIATA DA CONI E CIO) IN CUI SI MOLTIPLICANO I CENTRI DI POTERI E SI MOLTIPLICANO LE NOMINE DA FARE…

Alessandro Da Rold per www.laverita.info

 

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 087

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport ha un ruolo sempre più centrale nel governo di Giuseppe Conte. Anche  grazie a un'occupazione del potere  che ha portato avanti  da vero democristiano negli ultimi  mesi di governo. Ha ingrandito la struttura centrale e ha piazzato i suoi uomini  in posizioni strategiche, senza  contare le consulenze.

 

Criticato dal mondo  del calcio,  spesso  vacillante nel suo incarico di ministro per le politiche giovanili e lo Sport  durante l'emergenza sanitaria, Vincenzo Spadafora resta uno dei politici  più importanti nel governo di Giuseppe Conte.

 

Prima  e durante la ripresa  del campionato di calcio  in tanti avevano chiesto  la sua testa, ma il presidente del Consiglio non lo ha mai messo  in discussione. Tanto  che il nome  di Spadafora non è mai stato nemmeno considerato in un possibile rimpasto della maggioranza. E' inamovibile, apprezzato da Conte, dai 5 Stelle  e dal Partito  democratico.

 

spadafora conte

Del resto il politico campano di 46 anni è cresciuto alla scuola  della democrazia cristiana, prima con Clemente Mastella e poi con Alfonso Pecoraro Scanio, conosce le istituzioni - grazie  agli anni insieme all'ex numero uno dei lavori  pubblici Angelo Balducci - e soprattutto come mantenere il potere.  Basta  guardare le riforme fatte nell'ultimo anno al dicastero di largo Chigi,  in particolare quelle  relative al dipartimento dello sport che in pochi  mesi ha visto crescere il proprio personale da 15 unità a 71. Secondo le stime  si tratta  di una spesa  pari 1 milione e mezzo  di euro. Non solo.

 

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 078

Pochi  mesi fa, a giugno, sono stati selezionati 25 consulenti "esperti" del fondo  Sport  e Periferie che Spadafora ha assegnato a Studiare Sviluppo, la società  del Mef che aveva già accompagnato il ministro nella sua avventura da sottosegretario: 25 profili  con stipendi variabili tra 30, 50 e 70 mila euro, di cui curiosamente più del 10% per la comunicazione. Tutt'ora se si va sul sito del bando  compare un'errata corrige  (https://www.studiaresviluppo.it/avvisi/avviso-per-...). Il fondo  periferie è cambiato in «fondo unico  a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano». Del resto esiste  un'unità già operativa di questo  tipo presso  Sport  e Salute  e un accordo identico con Invitalia di Domenico Arcuri.

SPADAFORA CONTE E GIORGETTI

 

In pratica  in un anno Spadafora si è rinforzato con 96 persone, un record  in tempi  di emergenza sanitaria e economica. Il motivo, accentrare sempre di più sul ministero il proprio potere  sullo sport italiano. Ma nessuno si lamenta, figuriamoci tra i grillini  che hanno  fatto per anni una battaglia contro  i presunti poltronifici della Prima  repubblica. Il ministro è grande amico  di Luigi  Di Maio e vanta  ottimi  rapporti anche  con il dem Dario Franceschini.

 

rocco sabelli foto mezzelani gmt044

A questi  incarichi vanno  aggiunte altre consulenze, tra cui 35.000  euro a Andrea Fiorillo il 21 luglio,  per assistenza nella gestione del management. Poi ce n'è un'altra per Ernesto Caggiano del 17 luglio,  10.000  euro per perfezionamento di aspetti giuridici. Quindi  a Celestino Bottoni altri 15.000  per consulenza fiscale.  A Anna Teressa Borrelli vengono dati 15.000  euro per una consulenza sulle politiche giovanili. A Valerio Toniolo, già presidente della fondazione Milano  Cortina 2016 e commissario per i mondiali di sci 2021,  vanno  anche  35.000  euro per consulenze nella gestione di risorse  artistiche e culturali. E poi ancora  Claudio Rosi, Gianluca Del Giudice, Simone Agostini Santucci, Federico Maria  De Luca e Manuela Svampa,

 

vito cozzoli foto mezzelani gmt 026

Spadafora sa come far girare  le poltrone. Non appena arrivato a Palazzo Chigi nel 2018,  all'epoca solo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega  allo sport, sollevò  dall'incarico il Direttore dell'Agenzia Nazionale dei Giovani Giacomo D'Arrigo, sostituendolo con Domenico De Maio,  avvocato di origine  campane, che aveva  prima  lavorato con lui all'Unicef, coordinandone nel 2011 il movimento dei giovani volontari, e poi lavorato nel suo staff a Palazzo Chigi. 

 

Allo stesso  modo,  poco prima  che cadesse il governo Conte  I, Spadafora aveva  sostituito Luigi  Manconi all'Unar (l'Ufficio antidiscriminazioni), con Triantafillos Loukarelis, anche  lui proveniente dal suo staff e con cui aveva  lavorato assieme sia all'Unicef che all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza.

 

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 081

Quando cadde  il primo  governo Conte  Spadafora riuscì  grazie  ai buoni  uffici di Di Maio e alla sponda  di Franceschini, a prendere l'ascensore sociale  e diventare ministro. Tenne  per sé la delega  alle politiche giovanili, e il relativo portafoglio aggiunse quello  dello Sport,  ricevendo il testimone da Giancarlo Giorgetti, che aveva  partorito una riforma attesa  da anni. Dopo i primi  passi all'insegna di un'apparente umiltà  – le cronache narrano di un Ministro che ostentava in ogni occasione pubblica, come fosse un merito, di "non sapere  di Sport"  – Spadafora ritornò  poi subito  alla sue abitudini. Dopo pochi  mesi dal suo insediamento ha costretto alle dimissioni Rocco  Sabelli, il manager nominato da Giorgetti al vertice  di Sport  e Salute,  la società  cassaforte dello sport italiano.

vincenzo spadafora e vito cozzoli foto mezzelani gmt 072

 

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 075

Le dimissioni di Sabelli arrivarono dopo il pressing a tutto campo  che Spadafora attuò per condizionarne le scelte  e sottrargli l'autonomia che lo stesso  Sabelli aveva posto  come conditio sine qua non per accettare l'incarico di amministratore delegato della Società. Le dimissioni non passano tuttavia inosservate, almeno negli ambienti economici e finanziari, perché  il manager di Agnone noto per la sua durezza lascia  agli atti, e alle agenzie, una dichiarazione al vetriolo facendo intendere che le dimissioni nascono da una sintonia con l'attuale ministro Spadafora «mai nata e, credo, difficilmente possibile in futuro  per evidenti e sperimentate diversità di cultura, linguaggio e metodi», cui fa eco qualche giorno  dopo il richiamo alla «politica pasticciona».

andrea abodi

 

Qualche mese dopo Sabelli viene sostituito da Vito Cozzoli, avvocato nonché ex capo di gabinetto di Di Maio.  Nel frattempo, Spadafora ha messo  nel mirino  anche Andrea Abodi, Presidente dell'Istituto di Credito Sportivo che aveva  assicurato la stabilità finanziaria e l'autonomia della banca,  prorogando il mandato di 6 mesi del direttore generale, Paolo  D'Alessio. Spadafora ha provato a defenestrare Abodi, che tuttavia al contrario di Sabelli  lo ha respinto con perdite  grazie  all'aiuto del Pd di Luca Lotti,  che lo aveva  nominato, e dell'interesse del Ministero dell'Economia e delle Finanze, preoccupato per la tenuta  della banca  pubblica. Ma Spadafora non demorde e la partita  è ancora  aperta.

spadafora malagò

 

Non finisce  qui, perché  Spadafora, come anticipato su Panorama.it del 14 agosto,  ha poi varato  una riforma in cui si moltiplicano i centri  di poteri  e si moltiplicano le nomine da fare: nuovi  dirigenti al Coni (in sostituzione di quelli  che rimarranno a Sport e Salute), nuovi  dirigenti a Sport  e Salute  (per rimpiazzare quelli  che sceglierà Malagò), nuovi  dirigenti al dipartimento per lo Sport,  dove non è ancora  finito il tentativo di far diventare dirigente generale di primo  livello  lo stesso  capo di gabinetto del Ministero, Giovanni Panebianco.

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 076VINCENZO SPADAFORA GIOVANNI MALAGO'andrea abodivito cozzoli foto mezzelani gmt 026

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