meloni moratti

COME REAGIRÀ 'GIGIONA' MELONI ALLE MANOVRE DEL DUPLEX SALVINI-BERLUSCONI PER SCIPPARE IL PREMIER AL PARTITO PIÙ VOTATO DEL 25 SETTEMBRE, ALIAS FRATELLI D’ITALIA? - IN CASO DI VITTORIA, “IO SONO GIORGIA” SCOPRIRÀ LA CARTA LETIZIA MORATTI, LA 72ENNE VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA. INALBERANDO IL MAGGIOR NUMERO DI VOTI OTTENUTI DA FRATELLI D’ITALIA, CON SALVINI E BERLUSCONI LA MELONI AVRÀ GIOCO FACILE: DITE DI NO ALLA MORATTI? BENE. E IO NON CI STO A FARE IL GOVERNO. FATEVELO DA SOLI. PUNTO - BRUTTA ROGNA PER IL CAPITONE E IL BANANA, L’IDEA DELLA MELONI. CHI MEGLIO DI LETIZIA MORATTI POTREBBE AVERE LA FORZA E IL CARISMA PER FAR METABOLIZZARE L’ARRIVO DEI FASCIO-SOVRANISTI AL GOVERNO DEL PAESE? A DIFFERENZA DEL “MONARCHICO” TAJANI, LA MORATTI È FORTE DI UNA BIOGRAFIA CAPACE DI METTERE IN DIFFICOLTÀ LETTA E COMPAGNI...

SALVINI - BERLUSCONI - MELONI - VIGNETTA BY BENNY

DAGOREPORT

Come reagirà Gigiona Meloni alle manovre, ormai esplicite, del duplex Salvini-Berlusconi per scippare il premier al partito più votato del 25 settembre, alias Fratelli d’Italia? Come anticipato, l'idea è quella di unire le forze tra Forza Italia e Lega subito dopo le elezioni e la somma dei due partiti supererebbe in Parlamento in numero di seggi quelli ottenuti da FdI.

 

Quindi in Parlamento saranno più i forzaleghisti uniti che i meloniani. Ed ecco fatta la sorpresina all'amica Giorgia. Perciò comincia a circolare, sia in Italia sia in Europa presso il Ppe, l'ipotesi Tajani premier, grazie al suo sodalizio con il presidente del Partito Popolare Europeo Manfred Weber (ma a Bruxelles si sprecano i mal di pancia, soprattutto da parte dei tedeschi della Cdu).

 

letizia moratti e silvio berlusconi

Dagospia è in grado di svelare quale potrebbe essere la risposta della Meloni alle trame dei suoi alleati serpenti per la prima poltrona di Palazzo Chigi. Una controproposta che ha un nome e cognome: Letizia Brichetto vedova Moratti. Un tosto papagno allo stomaco a Salvini e Berlusconi.

 

In caso di vittoria del centrodestra, “Io sono Giorgia” scoprirà la carta della 72enne assessora regionale alla Salute e vicepresidente della Lombardia. A quel punto, inalberando il maggior numero di voti ottenuti da Fratelli d’Italia, con Salvini e Berlusconi la Meloni avrà gioco facile: dite di no alla Moratti? Bene. E io non ci sto a fare il governo. Fatevelo da soli. Punto.

 

SALVINI MELONI BERLUSCONI

La controprova a questo scenario arriverà presto perché le liste devono essere presentate entro il 15 agosto: se la Moratti non si farà ingaggiare dall’arcipelago del centro-sinistra, vuol dire che avrà fatto un accordo con la Ducetta.

 

L’algida imprenditrice di stampo berlusconiano, ritirata fuori da Salvini l’anno scorso per riaddrizzare la fallimentare gestione sanitaria della Lombardia, con l’assoluzione del governatore Fontana, aveva dovuto ingoiare il rospo e dire addio alle promesse del Cazzaro Verde e di Berlusconi di salire alla presidenza della Regione Lombardia.  

 

Salvini Letizia Moratti

Con un tono di perfidia, “Mestizia” aveva fatto sapere di essere a disposizione del centrodestra. Dichiarazione che la Meloni raccolse al volo lanciando la sua candidatura al Quirinale, dopo un clandestino pranzo romano rivelato da “Repubblica”.

 

La Ducetta, in barba all’incazzatura di Matteo e all’autocandidatura di Silvio for president, sbandierò così la sua scelta: “Letizia Moratti è stata dirigente aziendale, politico, presidente Rai, sindaco di Milano, vicepresidente della Regione Lombardia. Ed è stata ministro come Einaudi, Segni, Saragat, Ciampi e Napolitano. Moratti è stata ministro dell’Istruzione come Mattarella“, ha poi chiuso il panegirico: “Mi pare abbia il curriculum ed è una donna. Alla fine le donne nei ruoli apicali è sempre il centrodestra a proporle per primo”.

 

LETIZIA MORATTI E ATTILIO FONTANA

Essì, è una brutta rogna per il Capitone e il Banana, l’idea della Meloni. Chi meglio di Letizia Brichetto potrebbe avere la forza e il carisma per far metabolizzare l’arrivo dei fascio-sovranisti al governo del paese? A differenza del “monarchico” Tajani, la Moratti è forte di un curriculum e soprattutto di una biografia capace di mettere in difficoltà Letta e compagni: papà eroe partigiano, accanto al quale per anni ha sfilato in occasione del 25 Aprile; moglie del petroliere scomparso Gian Marco Moratti, imprenditore con simpatie progressiste; attiva sostenitrice della Comunità di San Patrignano, etc.

 

 

 

 

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