mattarella conte salvini di maio

COME SI MUOVERÀ MATTARELLA, QUANDO LA LEGA VOTERÀ LA SFIDUCIA A CONTE? FARÀ CONSULTAZIONI BREVI, VISTO L'ESITO SCONTATO - IL COLLE, VISTI I TEMPI, NON TENTERÀ DI METTERE INSIEME UNA MAGGIORANZA POSTICCIA MAGARI CON IL COMPITO DI STERILIZZARE L'AUMENTO DELL' IVA E SCHIVARE UNA PROBABILE TEMPESTA FINANZIARIA - AL PRESIDENTE NON RESTERÀ CHE INDIRE NUOVE ELEZIONI CHE POTREBBERO SCIVOLARE ADDIRITTURA A NOVEMBRE…

Marzio Breda per il “Corriere della sera”

 

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

Si era dichiarato disponibile ad affrontare l' ipotesi di un rimpasto del governo, ventilato dalla Lega dopo la clamorosa spaccatura della maggioranza in Senato sulla Tav. Solo che ieri, prima di mezzogiorno, il Carroccio aveva già fatto calare l' eclissi su questo scenario, mentre diventavano esplicite le vere intenzioni di Matteo Salvini: convincere il premier a dimettersi presto. Anzi, subito, entro la serata.

 

È stato a questo punto che l'inquilino di Palazzo Chigi ha detto no: mi sono impegnato a portare la crisi in Parlamento. Dunque, chi mi vuole sfiduciare dovrà farlo in aula. Assumendosi le proprie responsabilità davanti al Paese. Ecco, quasi testuale, la sintesi politica che Giuseppe Conte ha fatto ieri a Sergio Mattarella, in un faccia a faccia ancora interlocutorio (avveniva a metà giornata), ma carico di pessimismo.

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

 

Con un capo dello Stato rassegnato a un Ferragosto istituzionalmente tesissimo e soprattutto destinato a sfociare in una campagna elettorale drammatica. Eppure aveva per un po' sperato in una composizione del conflitto fra i «soci» del governo gialloverde. Se non altro in nome dell' interesse nazionale, considerando che l'esito dello scontro politico metterà a rischio la stesura della legge di Bilancio su cui l'Unione Europea e i mercati ci attendono al varco.

 

Comunque era ormai fatale che questa crisi infinita (in corso da mesi e ufficializzata di fatto dal leader leghista in serata, con il suo «la maggioranza non c' è più, andiamo subito in Parlamento») dovesse approdare a un chiarimento pubblico. In questo caso, il più traumatico.

 

di maio e salvini

Mattarella, prendendo atto della scelta del premier di parlamentarizzarla, ha provato a squadernare mentalmente il calendario. Sa che la smania di bruciare le tappe del vicepremier leghista è destinata alla frustrazione. E non perché qualcuno giochi a sabotare il timing che ha in testa, e che prevedeva lo scioglimento delle Camere addirittura entro la fine della prossima settimana, quanto per il freno rappresentato dai regolamenti parlamentari.

 

Infatti, posto che Conte chieda già oggi ai presidenti di Palazzo Madama e Montecitorio, Casellati e Fico, di fissare un dibattito sul governo, per stabilire la data sarà necessario che si riunisca la conferenza dei capigruppo. La quale ne discuterà, cercando di individuare all' unanimità il giorno più appropriato per la convocazione dei singoli deputati e senatori. Procedura magari macchinosa, ma insormontabile. Che ritarderà le aspirazioni di chi vorrebbe invece procedere a passo di carica e non ricorda, fra l' altro, che il Parlamento è chiuso per ferie.

 

CONTE E MATTARELLA

Come si muoverà Mattarella, quando la Lega staccherà la spina sfiduciando il premier? A dispetto di quanti immaginano un presidente della Repubblica che intesse manovre segrete dal Colle per azzerare la corsa verso il voto anticipato o procrastinarlo alla primavera 2020, farà consultazioni brevi. Delle quali, per quel che lui stesso ha da tempo potuto verificare, l'esito sarà scontato.

 

È escluso che gli ex partner gialloverdi siano in grado di rimettersi insieme e resuscitare Conte per un bis, con nuovo programma e nuovi ministri. Né è immaginabile che sul Colle si inventino una maggioranza raccogliticcia e precaria, magari con il compito di sterilizzare l' aumento dell' Iva e schivare la probabile tempesta finanziaria sul Paese (ciò che farebbe comodo a tanti, e forse pure alla Lega, almeno per smorzare l' impopolarità di farci ripiombare nel caos). Insomma: non esistendo coalizioni alternative, al presidente non resterà che congedare il Parlamento e indire nuove elezioni. Che a questo punto potrebbero scivolare addirittura a novembre.

 

Salvini e Mattarella

Traguardo al quale è molto difficile che ci possa traghettare l' esecutivo uscente, sia pur gestendo soltanto l' ordinaria amministrazione come spesso è successo in passato. Diciamo che dipenderà da come si sarà chiusa la crisi. Tutto lascia però prevedere che si renda necessario il varo di un governo «di garanzia elettorale», non qualificabile come tecnico e senza esponenti di partito, con l' unica missione di fissare il voto.

giuseppe conte e mattarella all'inaugurazione della nuova sede dell'intelligence 1

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…