paolo becchi matteo salvini

COME SI SALVA SALVINI? BECCHI: ''BASTA PUNTARE SOLO SUL VECCHIO TEMA DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, CONTE HA FIUTATO IL PERICOLO E SE N'È GIÀ IMPOSSESSATO. SALVINI SE VUOLE PUÒ CAMBIARE LOOK E DIVENTARE IL DIFENSORE DELLA DEMOCRAZIA VIOLATA DA QUESTO GOVERNO CHE SI FONDA SULLA PAURA, SUL TERRORE SANITARIO E SULL'ADDOMESTICAMENTO DEI CITTADINI. DOVREBBE TOGLIERSI DI DOSSO L’IMMAGINE DEL POLIZIOTTO TRUCE E DEL LEADER DI UNA DESTRA XENOFOBA E PRESENTARSI COME IL DIFENSORE DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI

 

Testo di Paolo Becchi pubblicato da ''Libero Quotidiano''

 

salvini renzi

Per un attimo Salvini è riuscito a strappare la scena a Conte. Difficile non ammettere che mandare al processo lui quando le decisioni erano del governo sia stato un errore fatto dai suoi nemici. Ormai tutto ciò dimostra che il governo che abbiamo è un governo di chi ha perso le elezioni, del Pd, che non a caso nelle nuove nomine di commissione l’ha fatta da padrone. Renzi ha strappato quello che voleva e ha pagato pegno votando per mandare a processo Salvini. Spero che per questa battuta Renzi non mi chieda altri centomila euro di risarcimento del danno per aver messo in discussione la sua immagine. Ma non è di lui che mi occupo. Politicamente Renzi è un uomo finito, non così Salvini, che invece molti danno già per spacciato.

 

 Salvini può ora giocarsi il ruolo della vittima e può farlo in un contesto che con il prolungamento dello stato di emergenza segna una emergenza democratica nel Paese. Ma per ergersi a difensore della democrazia per troppi mesi sospesa dovrebbe togliersi di dosso l’immagine del poliziotto truce e del leader di una destra xenofoba e presentarsi come il difensore delle libertà fondamentali che sono state violate nel nostro Paese. In tutti questi mesi è mancata, se si esclude l’opposizione radicale di Vittorio Sgarbi, una forza politica che insistesse sul fatto che in condizioni eccezionali si possono pure sospendere alcune libertà ma in modo limitato e proporzionato alle necessità.

 

paolo becchi matteo salvini

Nessuno può contestare oggi che uno stato di emergenza in assenza di emergenza sia un abuso, persino alcuni autorevoli giuristi lo sostengono, e allora Salvini potrebbe presentarsi come il difensore delle libertà garantite dalla Costituzione, proprio quando sono messe in discussione dalle politiche securitarie del governo. Nessuno si aspetterebbe di vedere Salvini in questo nuovo ruolo liberale, ma un Salvini “senza mascherina” è meglio di un Salvini che come tutti gli altri si mette la museruola.

 

 Quello che però crea disorientamento è un giorno liberarsi della mascherina e il giorno dopo consigliarne l’uso. Facendo così si perde soltanto di credibilità. La vita è ripresa in tutti i paesi europei, non si capisce perché questo non possa avvenire da noi. Non si capisce, ad esempio, perché le università debbano a ottobre ancora funzionare “da remoto” e l’apertura delle scuole sia ancora in alto mare. È su questo che oggi bisognerebbe insistere.

 

Come sul tema della libertà di pensiero che oggi è il primo bene a rischio in Italia, e lo dico pensando anche, ma non solo, alla attuale discussioni sul disegno di legge sulla omotransfobia. Stiamo diventando un Paese in cui se ti esprimi criticamente contro l’ operato del governo in relazione alla emergenza sanitaria sei tacciato di essere un negazionista dell’ Olocausto e vieni aggredito sino al punto da essere costretto a chiedere pubblicamente scusa… chiedere scusa per le proprie idee, ricorda molto da vicino lo stalinismo. Possibile che Salvini non si renda conto che questo Paese ha bisogno anzitutto di libertà e che non c’è al momento nessuna forza politica che insista oggi su questo tema fondamentale? 

salvini conte

 

 Sbaglia Salvini se intende puntare solo sul vecchio tema della immigrazione clandestina. Certo, il tema è ritornato attuale, anche in connessione al problema di un virus che non c’è più, ma che rischia di essere importato. Ma non basta, anche perché Conte ha fiutato il pericolo e per certo sarà ora lui a farsi carico anche di questa emergenza cercando di mostrare di essere più bravo lui di Salvini. Se vuole competere con Conte lo faccia semmai presentandosi come il leader delle autonomie (possibile che Salvini si sia completamente dimenticato del referendum in Lombardia e Veneto?) contro un Conte centralista che ora modifica persino con decreto la legge elettorale della sua regione, contando in fase di conversione sul voto favorevole delle opposizioni perché il tema della parità di genere è “sensibile”.

 

E non basta neppure assumere un atteggiamento distruttivo nei confronti della Unione europea, sperando semplicemente che tutto crolli. È stato proprio mal consigliato ad andare in questa direzione. Si può, anzi si deve essere critici nei confronti della Unione europea, ma chiarendo che non c’è da parte della Lega la volontà di uscire dalla Unione. Assumere oggi un atteggiamento estremistico su Unione e su euro porta solo all’isolamento in Italia e in Europa di una forza politica che comunque ha ancora un grande consenso popolare.

 

Chi oggi pensa che il sovranismo sia il ritorno agli Stati nazionali chiusi è semplicemente un cretino. Invece di assumere atteggiamenti distruttivi si proponga qualcosa di costruttivo in ambito di politica fiscale e monetaria. Flat Tax e BTP sono dischi rotti. Ci vuole qualche idea innovativa, come ad esempio quella di una moneta elettronica complementare rispetto all’ euro. Anche di una nuova politica del lavoro c’è bisogno. Non rendersi conto dei cambiamenti che ha provocato la pandemia è da miopi. E l’autunno nel mondo del lavoro sarà molto caldo. Prepararsi alla difesa dei lavoratori questo è importante, visto che il Pd ha ben altro di cui occuparsi.

matteo salvini con i migranti

 

Insomma, mutare immagine, cambiare stile, nuovo look, essere propositivo, basta con le improvvisazioni, fare proposte economiche concrete e intelligenti e mettere soprattutto in evidenza la china scivolosa in cui sta cadendo il Paese, proprio in un momento in cui ci sono elezioni in diverse regioni e un referendum nazionale. Ce ne rendiamo conto: elezioni e referendum in stato di emergenza, voto con la museruola a settembre. Su questo, a mio avviso, bisognerebbe puntare, tentando di presentare una immagine di paese libero e democratico, diverso da quello fondato sulla paura, sul terrore sanitario e sull’addomesticamento che sta realizzando questo governo. Siamo cittadini liberi non servi volontari. Vogliamo tornare a essere padroni delle nostre vite, non sudditi di uno Stato terapeutico.  

 

Certo è difficile, ed in questo momento Salvini e la Lega sono esposti ad un attacco micidiale da parte di tutti i poteri forti che vogliono eliminare l’avversario una volta per sempre. Ma un cambio di passo da parte di Salvini potrebbe rilanciarlo e metterli in difficoltà. Chiudersi invece nel “cerchio magico romano”, ascoltando solo chi ti dà sempre ragione, sarebbe un grave errore. Così Salvini rischia l’isolamento persino - bisogna pur dirlo - all’interno del suo stesso partito e soprattutto rischia di rimanere prigioniero della sua ombra.

 

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO