conte merkel

LE CONDIZIONALITÀ CHE CONTE FINGE DI NON VEDERE - SE L'EUROPA È INFIDA SUL MES, PERCHÉ FIDARSI DEGLI AIUTI DEL RECOVERY FUND, A LORO VOLTA CONDIZIONATI ALL'ATTUAZIONE DELLE RIFORME INDICATE NELLE RACCOMANDAZIONI DEL SEMESTRE EUROPEO, CON IMPLICITE CESSIONI DI SOVRANITÀ ECONOMICA E DI BILANCIO, CON VERIFICHE PERIODICHE ED EROGAZIONI PER TRANCHES, CONGELABILI SE BRUXELLES NON RITENESSE CONFORMI I PIANI CONCORDATI? - L'OPINIONE DELL'EX PORTAVOCE DI TRIA NEL GOVERNO CONTE I

 

 ITALIA A RISCHIO ISOLAMENTO

Adriana Cerretelli per ''Il Sole 24 Ore''

 

GIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL

C' è una pericolosa discrasia tra l' Italia, guidata dall' amletico Giuseppe Conte, e la Germania di Angela Merkel. Tra i dubbi del primo sull' utilizzo del Mes, il rovello sul piano di riforme da consegnare a Bruxelles in ottobre per incassare gli aiuti del Recovery Fund. E una cancelliera che, dopo 15 anni di riottosi tentennamenti da principe di Danimarca, il Covid ha trasformato in decisionista audace e molto determinata. In casa e in Europa.

 

Per questo, se non sarà superata, la discrasia in atto potrebbe finire per condannare di fatto l' Italia all' isolamento politico nella nuova Europa in gestazione. Con l' aggravante che lo spettro del debito nostrano, in viaggio verso il 160%, si ripresenti sui mercati in autunno quando, annuncia il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, si comincerà a discutere del possibile ripristino nella primavera 2021 delle regole del Patto di stabilità, oggi sospese causa Covid. Recessione permettendo.

 

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 3

Da ieri e per sei mesi il cancelliere tedesco sarà alla guida dell' Unione, dominus di decisioni collettive che ne riscriveranno connotati interni e proiezione esterna, entrambi molto acciaccati. Merkel intende giocarsi il tutto per tutto per chiudere in bellezza la carriera politica. «Il futuro dell' Europa è il nostro futuro»: non è una frase fatta ma una precisa scelta strategica per ancorare la Germania all' Europa in un mondo in tempesta. «L' Europa è questione di pace e di guerra» aggiunge, riprendendo una frase di Helmut Kohl, il padre dell' euro e della riunificazione europea.

 

Il primo obiettivo è chiudere sul nuovo bilancio Ue 2021-27 e sul Recovery Fund, un pacchetto per la ristrutturazione e il rilancio dell' economia europea da 1.850 miliardi di euro, al vertice europeo del 17-18 luglio o, alla peggio, entro fine mese per rendere disponibili al più presto aiuti e prestiti ai Paesi in maggiori difficoltà, in primis l' Italia il maggiore beneficiario.

 

giuseppe conte angela merkel

La strada verso l' intesa appare ancora in salita. Merkel ha il vantaggio di conoscere bene le ragioni dei Frugali visto che fino all' altro ieri condivideva le ragioni del club, di capire il malessere di alcuni Paesi dell' Est perché vi ha vissuto 35 anni di vita, di aver recuperato la sintonia con la Francia di Emmanuel Macron. Con l' Italia invece il dialogo resta forse il più difficile: perché è la terza economia dell' euro ma soprattutto perché il suo atteggiamento negativo sul Mes complica il raggiungimento dell' accordo.

 

Come spiegare razionalmente le ragioni di Roma ai Frugali poco disposti ad allargare i cordoni della borsa e ai Paesi non solo dell' Est affamati di fondi Ue, sostenendo la necessità di solidarizzare al massimo con l' Italia perché la sua instabilità economico-finanziaria finirebbe in un disastro collettivo?

 

Alla fine la forza negoziale della Germania della Merkel riuscirà a comporre le tessere del puzzle.

Anche se otterrà gli aiuti del Recovery sperati, l' Italia di Conte uscirà dalla partita indebolita nella sua credibilità negoziale. E più sola: vittima di se stessa e non delle rivendicazioni altrui.

moavero conte tria

 

I 540 miliardi di prestiti di Mes, Sure e Bei sono stati strappati con molta fatica ai duri del Nord. Il rifiuto italiano di usare una linea di credito a costo zero per la sanità, con un risparmio di 500 milioni all' anno di interessi rispetto alle emissioni di Btp - tanto più ora che si ricomincia a parlare del prossimo ripescaggio delle regole Ue di riduzione e controllo di deficit e debito - resta incomprensibile, anche perché giustificato con presunte condizionalità vessatorie occulte.

 

Ma se l' Europa è infida sul Mes, perché fidarsi degli aiuti del Recovery Fund, a loro volta condizionati all' attuazione delle riforme indicate nelle raccomandazioni del cosiddetto semestre europeo, con implicite cessioni di sovranità economica e di bilancio e con verifiche periodiche ed erogazioni per tranches, congelabili se Bruxelles non ritenesse conformi i piani concordati?

 

Se l' Italia non uscirà da una gabbia mentale che non ha riscontro in nessun altro Paese Ue, l' Europa potrà fare ben poco per aiutarci.

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