giuseppe conte siena

CONTE, MA VAFFANSIENA - PD E ITALIA VIVA STRONCANO LA CANDIDATURA DI "GIUSEPPI" ALLE ELEZIONI SUPPLETIVE DELLA CAMERA A SIENA - IL SINDACO DI FIRENZE, NARDELLA, VUOLE RIFILARE LA SÒLA AI ROMANI: "VEDEVO MEGLIO LA CANDIDATURA DI CONTE AL CAMPIDOGLIO". LA SEGRETARIA DEL PD TOSCANA BONAFE’ PARLA DI "ERRORE INCOMPRENSIBILE", ZINGARETTI SE NE LAVA LE MANI. E L’AVVOCATO DI PADRE PIO RINCULA: “NON SE N'È PARLATO”- COME CANDIDATA LOTTI VORREBBE LA FIGLIA DELL’EX COMPAGNA DI DAVID ROSSI…

Marco Gasperetti per il "Corriere della Sera"

 

GIUSEPPE CONTE – MEME

Una mattinata convulsa nel Pd senese. Poi nel pomeriggio una prima «schiarita» con il segretario nazionale Nicola Zingaretti che lancia messaggi distensivi - «le alleanze si decidono sui territori e noi rispettiamo la loro autonomia» - e infine in serata le parole dell' ex premier Giuseppe Conte.

 

Che, sulla ventilata ipotesi di una sua candidatura alle elezioni suppletive della Camera nel collegio uninominale di Siena, dice: «Non ne so nulla, non se n' è parlato, non me lo hanno chiesto né tantomeno mi sono mai proposto». Ossigeno per il Partito democratico di Siena.

GIUSEPPE CONTE VENDITORE DI CALDARROSTE

 

Perché l' ipotesi Conte eletto alla Camera dai senesi non era piaciuta affatto. «A dicembre, dopo le dimissioni dal Parlamento dell' ex ministro Pier Paolo Padoan - racconta il segretario provinciale del Pd, Andrea Valenti - insieme ai segretari delle unioni comunali avevamo mandato un documento a Zingaretti chiedendo la candidatura di un rappresentante del nostro territorio. Adesso le dichiarazioni del nostro segretario e di Conte ci confortano».

CONTE E IL BANCHETTO DAVANTI PALAZZO CHIGI

 

Versione ufficiale. Perché all' interno del partito non sono pochi quelli che temono una «candidatura aliena» senza radici toscane. I motivi?

Li spiega una delle figure più conosciute della sinistra senese, Pierluigi Piccini, già sindaco dal 1990 al 2001 del Pci, Pds e poi leader di liste civiche. «È chiaro che un' operazione del genere avrebbe risvolti politici nazionali - spiega -. Suggellerebbe un' alleanza stretta tra Pd e M5S per le prossime elezioni Politiche (nel 2023 si vota anche a Siena per le Comunali, ndr ) e interromperebbe l' isolamento dei pentastellati che nel 2018 non si presentarono alle Amministrative determinando la sconfitta del centrosinistra e la conquista per la prima volta di Siena da parte della Lega e del centrodestra».

CONTE E IL BANCHETTO DAVANTI PALAZZO CHIGI

 

Una nuova maggioranza che adesso osserva con divertito interesse i dubbi e i timori dell' opposizione. «Come sindaco ritengo che la candidatura di un premier uscente sia un importante segnale della centralità di Siena - commenta Luigi De Mossi - ma allo stesso tempo non riesco a capire quale legame ci sia tra Conte e il nostro territorio. E dunque negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, capolavori del nostro Palazzo Pubblico, i promotori di un' iniziativa di questo tipo finirebbero certamente nella parete dove si descrive il cattivo governo».

 

Più tranchant il giudizio del leader locale di Fratelli d' Italia e assessore, Francesco Michelotti: «Siena non è un parcheggio per chi è rimasto senza una poltrona e non può essere elemento di scambio di una maggioranza nazionale sgangherata».

 

2 - SIMONA BONAFÈ

giuseppe conte

Alessandro Di Matteo per "la Stampa"

 

Il nome del centrosinistra per le suppletive a Siena non può essere «calato dall' alto». Simona Bonafè non prende bene la voce di una possibile candidatura di Giuseppe Conte per il collegio della Camera lasciato libero da Pier Carlo Padoan. La segretaria del Pd toscano ricorda che in quella regione il partito vince, e bene, da tempo e che anche alle ultime regionali M5s ha scelto di andare da solo. E per definire le alleanze del partito per il futuro serve «un congresso».

 

Simona Bonafè, l' idea di Conte candidato a Siena non è stata accolta con entusiasmo dal Pd toscano. Perché questa freddezza verso l' ex premier?

MATTEO RENZI SIMONA BONAFE'

«Allora, intanto è chiaro che non c' è niente di personale nei confronti della figura di Conte, che anzi ha tutto il mio apprezzamento. Però c' è un problema innanzitutto di metodo: penso che le candidature dei seggi toscani debbano essere espressione del territorio e decise dal territorio, o perlomeno insieme al territorio. Parliamo di una realtà, la Toscana, dove il Pd ha vinto tutto nell' ultimo periodo: alle Europee del 2019 e anche alle Regionali dello scorso settembre siamo stati la regione dove il Pd ha preso più voti, abbiamo riconquistato città importanti come Livorno che erano governate dal M5s. Il Pd toscano è un partito in salute ed è un errore incomprensibile calare una candidatura dall' alto».

simona bonafe'

 

Non siete stati consultati?

«Io ho appreso dai giornali di questa candidatura. Ne faccio una questione di metodo e di rispetto del territorio».

 

Però anche la scelta di Conte sarebbe politica, il Pd punta su di lui per cementare l' alleanza con il M5s. Non è giusto candidare l' uomo su cui si vuole costruire la strategia in vista delle prossime elezioni?

«Io faccio la segretaria regionale e mi fermo qui. Se si vuole discutere del profilo migliore per il collegio di Siena, una figura che rappresenti un territorio e sia competitiva, facciamo un percorso dentro la coalizione di centrosinistra e confrontiamoci su nomi e idee. Se invece si vuole calare dall' alto Conte in virtù di uno schema politico deciso altrove, allora dico che per decidere le alleanze non servono le suppletive ma un congresso dove si chiamano iscritti e elettori».

 

Cioè anche lei pensa che le scelte degli ultimi mesi vadano discusse e che serva un congresso per fare il punto sulla linea del partito, come chiedono molti nel Pd?

ZINGARETTI

«È una fase molto delicata e l' obiettivo di tutti è chiudere la crisi e far partire il prima possibile il governo. Dobbiamo essere tutti molto responsabili, ha ragione il segretario quando dice che non possiamo parlare di congresso adesso.

 

Dobbiamo intanto mettere in sicurezza sanitari e cittadini dal Covid. E poi c' è il Recovery plan, in Europa abbiamo appena votato il regolamento in base al quale gli Stati dovranno presentare i piani nazionali di recupero entro aprile. Per me queste ora sono le priorità, sulle quali Mattarella ha chiesto a tutti di concentrarci. Però penso che quando ci saranno occasione e modo sarà importante aprire una discussione sul futuro del Pd. Un congresso a norma di statuto».

 

SUPPLETIVE

Da radiosienatv.it

 

Altro giro, altro candidato. Tra le fila del centrosinistra la scelta di un profilo giusto per correre alle suppletive si è trasformata ormai in una raccolta di figurine: il classico “celo, celo, manca” insomma. Il seggio alla Camera lasciato libero da Pier Carlo Padoan, eletto con il Pd nella circoscrizione di Siena nel 2018, fa gola; così, non passa giorno che non spunti un nome nuovo.

LUCA LOTTI

 

Raramente si vede la mano che lancia il sasso, ma fino a questo momento, c’è da dire, che le pietre sono state di peso. A partire dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, restio comunque a lasciare la carica di presidente della Regione Lazio, per poi passare a Gianni Cuperlo, ex presidente dei Democratici, finendo quindi con Enrico Rossi, per un decennio alla guida della Toscana e adesso commissario Pd in Umbria.

 

Sfoderati i big, senza per altro trovare risonanza o sponde concrete, ecco il colpo di genio. L’autore questa volta ha un nome e cognome. Luca Lotti, ex ministro e fedelissimo di Matteo Renzi, che secondo Il Tirreno, avrebbe proposto Carolina Orlandi, figlia dell’ex compagna di David Rossi. Un profilo senese, che negli ultimi anni, complice la drammatica vicenda dell’ex capo della comunicazione di Mps, ha avuto grande visibilità. Una figura per sparigliare le carte, in un frangente, come sottolineato nell’articolo, dove il fronte zingarettiano appare diviso.

carolina orlandi

 

Tutto bello, se non fosse che poche righe dopo, ecco apparire un altro concorrente: Vincenzo Ceccarelli, adesso consigliere regionale, ma calamita di voti nell’aretino: territorio del quale è stato presidente della Provincia. Dato che la circoscrizione comprende anche una parte della Valdichiana non senese, un candidato sicuramente forte. Ah, in questa partita ci sarebbe anche Siena, che per ora assiste alla sfilata senza battere ciglio. Il segretario provinciale Pd, Andrea Valenti, questa volta è deciso a giocarla fino in fondo. Per il territorio e per il partito, uscito rafforzato dalle Regionali. Maggio è lontano, patatine e popcorn serviranno in abbondanza.

giuseppe conte mejo di un venditore di castagne davanti a palazzo chigi

 

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”