domenico arcuri giuseppe conte

CONTE NON SI FA SUPERCOMMISSARIARE – CON CRIMI, È CONVINTO CHE SI TRATTI DI UN TRANELLO DI FI E ITALIA VIVA IN TESTA PER ARRIVARE A UN GOVERNO DI SALUTE PUBBLICA. ANCHE I DEMOCRATICI, PERPLESSI SULLA NOMINA DI UN SUPERCOMMISSARIO. E CONTE PENSA A UN TECNICO A LUI CARO, IL CAPO DI INVITALIA DOMENICO ARCURI (TRA I PAPABILI PER LA GUIDA DI LEONARDO)

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

giuseppe conte dalla annunziata durante l'emergenza coronavirus

 

Si accende intorno alla nomina di un supercommissario per l' emergenza l' ultimo focolaio di tensione in seno al governo, che non riesce a restare unito neanche di fronte all' escalation di vittime e contagi. Invocato sia da Renzi sia dalle opposizioni di centrodestra come antidoto alla incerta gestione di Palazzo Chigi, questa nuova figura dovrebbe assumere "pieni poteri", il comando di tutte le operazioni e le redini della macchina organizzativa.

 

ANGELO BORRELLI

Una sorta di Mr Wolf capace di risolvere ogni problema, anche comunicativo, che però rischia di esautorare il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, e oscurare lo stesso premier Conte, schierato in prima linea sul fronte della guerra al coronavirus.

 

stefano patuanelli foto di bacco (2)

Da giorni il Pd gli consiglia di tenere un profilo più basso, di far parlare gli esperti, senza caricarsi tutto il peso sulle spalle. Da altrettanti Berlusconi, con l' aggiunta più recente di Salvini e Meloni, chiede che Guido Bertolaso venga richiamato in servizio per fare ciò che sa: affrontare l' epidemia (essendo peraltro un medico) e ricostruire sulle macerie. 

 

gianni de gennaro foto di bacco

Ma Conte, e con lui il M5S, non ne vuol sentire. «Non è un' ipotesi in campo e non la ritengo neppure motivata» ha chiuso in mattinata il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli. «C' è una linea di comando chiara: c' è il presidente del Consiglio che gestisce in prima persona la crisi, c' è il capo della protezione civile Borrelli e c' è il ministro dell' Interno. Mi pare una struttura più che sufficiente per gestire le criticità ».

 

dario franceschini michela de biase foto di bacco

Sono tutti convinti che si tratti di un tranello. La porta per arrivare a un governo di salute pubblica sostenuto dalle stesse forze che oggi pretendono il supercommissario: Fi e Italia Viva in testa. Tant' è che anche fra i democratici, inizialmente favorevoli all' idea, comincia serpeggiare qualche perplessità. 

 

Sebbene ci sia ancora chi, specie Franceschini, continui a insistere sulla necessità di coinvolgere una personalità di alto profilo - Gianni De Gennaro su tutti - in grado di far dimenticare le incertezze del governo. Una morsa. Da cui Conte sta pensando di uscire con una soluzione di mediazione. Preannunciata l' altro ieri sera in conferenza stampa, quando ha parlato di «un ruolo che potrebbe affiancare la Protezione civile per coordinare l' approvvigionamento di macchinari e attrezzature sanitarie».

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

E confermata, pur senza fornire dettagli, durante l' incontro con i leader di opposizione. La sua intenzione sarebbe quella di nominare un team per il dopo emergenza, la cui guida verrebbe affidata a un sottosegretario presso la presidenza del consiglio, che dunque dipenderebbe direttamente da lui. Un ruolo tecnico, non politico, e soprattutto per una fase successiva. Non a caso nella rosa dei papabili è entrato nelle ultime ore il capo di Invitalia Domenico Arcuri: l' uomo che gli acquisti delle forniture sanitarie in deroga li sta già facendo.

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