CONTE ORMAI SI DIVERTE A BULLIZZARE IL PD – PEPPINIELLO APPULO TORNA A ESCLUDERE QUALSIASI IPOTESI DI ALLEANZA CON I DEM NEL LAZIO: “QUANDO ABBIAMO POSTO DEI TEMI, IL RISULTATO È CHE IL GIORNO DOPO SI È DETTO ’NOI ANDIAMO SU D'AMATO’. NOI ABBIAMO PARLATO DI CONTENUTI E PROGRAMMI E LORO HANNO RISPOSTO CON UN CANDIDATO BLINDATO. BENE, SE LO TENGANO STRETTO E BUONA FORTUNA” – IL DISCORSO CAMBIA QUANDO SI PARLA DI LOMBARDIA, DOVE PERÒ IL M5S NON TOCCA PALLA…

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Da “il Tempo”

 

giuseppe conte a mezzora in piu 3 giuseppe conte a mezzora in piu 3

Nuovo schiaffo di Giuseppe Conte al Pd. il capo politico del M5S torna a escludere qualsiasi ipotesi di alleanza nel Lazio. La possibilità di trovare un accordo con i Dem - spiega Conte - «non vale per il Lazio, se parliamo del Pd. Perché quando abbiamo posto dei temi, il risultato è che il giorno dopo si è detto "noi andiamo su D'Amato".

 

Noi abbiamo parlato di contenuti e programmi e loro hanno risposto con un candidato blindato. Bene, se lo tengano stretto e buona fortuna». Discorso diverso in Lombardia, dove - argomenta l'ex premier - «abbiamo lanciato dei punti fermi, c'è stato un primo incontro e si sta continuando.

 

ALESSIO DAMATO ALESSIO DAMATO

Non ci può essere nessun dialogo con nessuna forza che non condivida quelli che per noi sono punti fermi: fuori la politica dalla sanità e investire in una sanità pubblica di qualità; sugli inceneritori, in prospettiva futura per noi è accettabile un piano che apra a nuove tecnologie di smaltimento e gestione rifiuti, ma subito un piano di dismissione degli impianti più vetusti. Vedremo: alla fine di questo percorso, se ci sarà una condivisione si potranno creare le premesse per poter offrire anche una proposta politica competitiva ma che parte da seri contenuti per noi imprescindibili», conclude il capo politico M5S.

 

FDI RIFLETTE

fabio rampelli fabio rampelli

 Il centrodestra dal canto suo prova a uscire dallo stallo sul nome del governatore nel Lazio, che dovrà essere indicato da Fratelli d'Italia, primo partito della coalizione. I tempi stringono e l'ipotesi di ulteriori rinvii ha fatto scattare l'allarme in casa Lega e Forza Italia. Il partito di Matteo Salvini continua a chiedere di fare presto per scongiurare una campagna elettorale troppo corta e in affanno per il ritardo accumulato.

 

Il dossier è sul tavolo di Giorgia Meloni e che il nome del futuro candidato presidente potrebbe uscire prima della festa organizzata da FdI per il suo decennale, in programma dal 15 al 17 dicembre in piazza del Popolo. Sarebbero smentite così le voci che parlavano di un annuncio in occasione della kermesse «10 anni di amore per l'Italia» che sarà conclusa sabato 17 dicembre da Meloni.

 

CHIARA COLOSIMO CHIARA COLOSIMO

Fonti parlamentari assicurano che via della Scrofa sarebbe intenzionata a ufficializzare il nome alla manifestazione del decennale ma sarà comunicato agli alleati prima, magari nel corso di un vertice di coalizione in questo lungo ponte dell'Immacolata. Summit però non ancora calendarizzato. Unica certezza - fanno sapere ambienti meloniani - è che si ragiona su un profilo politico e non su un civico o tecnico.

 

francesco rocca francesco rocca

Dalla rosa uscirebbe così il presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca. In pole position ci sarebbero sempre Nicola Procaccini, europarlamentare ed ex primo cittadino di Terracina, e Paolo Trancassini, deputato e coordinatore regionale di FdI. Restano in campo le ipotesi Roberta Angelilli e Chiara Colosimo, deputata fedelissima di Giorgia, già consigliera regionale. Disponibile a candidarsi anche Fabio Rampelli, spiazzato dall'essere messo per giorni sullo stesso piano di altri aspiranti candidati. Il vicepresidente della Camera potrebbe così sfilarsi. Altro nodo da sciogliere è se far scendere in campo, come si fa abitualmente, una lista civica del Presidente, come accaduto con Francesco Storace e Renata Polverini.

alessio damato nicola zingaretti alessio damato nicola zingaretti ALESSIO D AMATO ALESSIO D AMATO

 

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politica

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“PUTIN MI DISSE 'NON VOGLIO FARTI MALE, MA CON UN MISSILE CI VORREBBE SOLO UN MINUTO” – BORIS JOHNSON RACCONTA UNA TELEFONATA PIUTTOSTO TESA CON “MAD VLAD”, AVVENUTA PRIMA DELL’INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA, IN CUI IL PRESIDENTE RUSSO MINACCIÒ DI BOMBARDARE IL REGNO UNITO -  OVVIAMENTE, ERA UNA BATTUTA (LA RUSSIA NON BOMBARDEREBBE MAI UN PAESE NATO COSÌ, D'EMBLEE, RISCHIANDO DI FINIRE INCENERITA), MA SERVE ALL’EX PREMIER PER FAR VEDERE QUANTO È DURO LUI RISPETTO A QUELLE PAPPEMOLLI DEI SUOI SUCCESSORI... - VIDEO