benassi conte

CONTE PARTY! - NON DISTURBATE L’AMBASCIATORE PIERO BENASSI: IN BARBA AL SUO RUOLO DIPLOMATICO A BRUXELLES, DOVE SI DISTINGUE SOLO PER RICEVIMENTI IN COMPAGNIA DI GENTILONI, IN QUESTI GIORNI È IMPEGNATISSIMO A PIANIFICARE CON ALPA E CASALINO IL FUTURO DI CONTE - DOPO TRE ANNI AL FIANCO DI GIUSEPPI COME CONSIGLIERE DIPLOMATICO, A DUE ANNI DALLA PENSIONE, BENASSI HA DECISO DI SCENDERE IN POLITICA - A BRUXELLES LA SUA DECISIONE STA FACENDO INNERVOSIRE I SUOI COLLEGHI: “BISOGNA CHE SI DECIDA SUBITO SE DIMETTERSI O NO…”

benassi conte

DAGONEWS

Non disturbate l’ambasciatore Piero Benassi: malgrado il suo ruolo diplomatico in una capitale strategica come Bruxelles, dove si distingue solo per ricevimenti in compagnia di Gentiloni, in questi giorni è impegnatissimo: insieme con Alpa e Casalino, deve far nascere il partito di Conte. 

 

L’ha svelato sabato scorso l’informatissimo Iacopo Iacoboni su ‘’La Stampa’’: “Ad aggiungere agitazione c’è la storica diffidenza del gruppo parlamentare M5S verso Conte, e in più le notizie di un notevole attivismo, sul fronte delle candidature future, sia di persone stimate da Guido Alpa, sia di professionisti apprezzati da Piero Benassi. Con all’orizzonte, liste elettorali totalmente “contizzate”. La cosa non ha messo tranquilli i grillini che ogni giorno, a modo loro, lavorano nelle aule e nelle commissioni parlamentari”.

piero benassi merkel

  

Classe 1958, poliglotta e romanista, dotato di un’ambizione extralarge, il nostro diplomatico comincia ad apparire alle cronache grazie a Stefania Craxi, quando era sottosegretaria agli Esteri (governo Berlusconi), che lo nominò capo della sua segreteria. Dopodiché la figliola di Bettino riesce a mandarlo come ambasciatore nella amata Tunisi. 

 

benassi massari

A seguire, Benassi, grazie alla sua grande amicizia con Leonardo Schiavo, collaboratore del ministro Emma Bonino, diventa capo di gabinetto del suo dicastero, stesso incarico poi con la ministra Federica Mogherini, fino ad occupare l’ambitissima poltrona di ambasciatore d’Italia a Berlino. 

 

Piero Benassi

Risale all’epoca della Bonino l’incontro di Benassi con l’avvocato Guido Alpa. Un rapporto che risulterà decisivo per il suo futuro. Quando l’avvocato ignoto Giuseppe Conte viene paracadutato a Palazzo Chigi da Luigi Di Maio (previo consenso del Quirinale, dove fu ‘’garantito’’ da Alpa e dal trio Andrea Zoppini, Giulio Napolitano e Bernardo Mattarella), non sapendo dove era di casa la politica, il premier per caso chiese consiglio ad Alpa e sbocciò il nome di Benassi, come consigliere diplomatico, visto che aveva appena ricoperto per 4 anni il ruolo di ambasciatore a Berlino, capitale strategica per l’Unione Europea. Una scelta, quella di Conte, che fece digrignare i denti al segretario della Farnesina, Elisabetta Belloni, che ha sempre visto Benassi come un concorrente alla sua poltrona. 

Benassi Conte Merkel

 

Gonfi di egolatria, Conte e Benassi hanno legato da subito. Infatti, dopo aver introdotto l’Avvocato del popolo alla Cancelliera Angela Merkel, vista la sua incapacità di districarsi sui dossier internazionali, il vispo Benassi si è allargato fino a diventare uomo-ombra di Conte.

 

Più di un consigliere, diventa un vero suggeritore per il premier per caos, a cominciare dal caso della missione segreta in Italia del General Attorney dell'amministrazione Trump William Barr per il caso Russiagate, per finire al negoziato a Bruxelles per il Recovery Fund.

 

luigi di maio elisabetta belloni

Durante il Conte 2, l’ambizione di Benassi comincia a scalpitare: vuole fortissimamente la poltrona di segretario generale della Farnesina, occupata dal fondoschiena della Belloni.

 

Ma fa un buco nell’acqua minerale: anzitutto al trasloco si oppone coltello tra i denti il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (''mai un uomo di Conte''); secondo, Elisabetta Belloni, se è in buoni rapporti con Giggino, è legatissima a Ugo Zampetti, il potente segretario generale alla Presidenza della Repubblica. 

 

giorgio napolitano guido alpa

Scrive Linkiesta.it: ‘’Conte e Benassi “vanno d’amore e d’accordo, pure troppo…”, sottolineano dal Ministero degli Esteri, dove lo conoscono bene. Il rapporto col presidente del Consiglio ha creato diversi mal di pancia ai vertici della sua “casa madre”, la Farnesina in cui Benassi entrò nel 1984. 

 

“Ha una spiccata tendenza ad accentrare il coordinamento su dossier che per definizione vengono gestiti dal ministero degli Esteri», dice a Linkiesta una fonte diplomatica, e «non ha un grandissimo rapporto con i piani alti della Farnesina” aggiunge un’altra feluca. 

LUIGI DI MAIO, ROCCO CASALINO E GIUSEPPE CONTE GUARDANO ADORANTI E OMAGGIANO VLADIMIR PUTIN

 

Uomo fidatissimo del premier con la pochette, insieme alla triade Casalino, Goracci e Chieppa, Benassi ottiene da Conte, proprio 24 ore prima di dimettersi, la fatidica delega ai Servizi Segreti, dopo settimane di polemiche interne alla maggioranza, con Partito democratico e Italia viva particolarmente critici con l’atteggiamento del presidente del Consiglio, che finora aveva deciso di tenere la delega per sé. 

 

pietro benassi

Ebbene, dopo la caduta di Conte, Benassi lascia tutti a bocca aperta perché continua indefesso a svolgere i suoi compiti come se fosse nel pieno delle funzioni: tra gli imbarazzi degli interlocutori fissa incontri e chiede dossier scottanti, visita siti in costruzione destinati a ospitare centri di spionaggio e controspionaggio. Come se il suo incarico non fosse stato toccato dalle dimissioni del Governo.

 

giuseppe conte guido alpa

Come mai? Glielo aveva forse chiesto il suo ex dante causa ed ex premier? No: perché sui dossier riservati, Conte aveva già un filo diretto col capo del Dis, il fedele Gennaro Vecchione. Quindi, era solo voglia di ficcare il suo nasino nei segreti più oscuri di questo disgraziato paese? Ah, saperlo…

 

Una volta che Draghi diventa il primo inquilino di Palazzo Chigi, il poverino con la pochette raccomanda il futuro di Vecchione e Benassi alla bontà di Mariopio. Se l’inettitudine di Gennarino viene subito allo scoperto e viene di colpo travolto e silurato da Gabrielli, Benassi viene nominato ambasciatore a Bruxelles presso la Comunità Europea. 

pietro benassi

 

Un bel colpo che non fa felice per nulla il diplomatico. Dopo tre anni al fianco di Conte, a due anni dalla pensione, aggiungere che la moglie lavora e vive a Roma, Benassi ha deciso che vuole cambiare definitivamente mestiere e diventare un politico a tempo pieno. Ed eccolo ancora al fianco di Giuseppi, che l’ha già assicurato di volerlo candidare alle future elezioni, a pianificare il Conte Party o quello che verrà….

 

Alpa

Intanto, a Bruxelles, ma anche nelle stanze della Farnesina, la decisione di Benassi di scendere in politica al fianco di Conte sta facendo innervosire i colleghi di feluca: “Bisogna che si decida, subito, se dimettersi o no…”

Ultimi Dagoreport

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...