di maio conte m5s

CONTE VS DI MAIO, FUORI I SECONDI - PEPPINIELLO APPULO VUOLE LA RESA DEI CONTI CON LUIGINO MA SPERA SIA LUI A MOLLARE, MAGARI USCENDO DAL MOVIMENTO CINQUESTELLE - MA SE NON SLOGGIA, L'IDEA E' QUELLA DI PROPORRE AGLI ISCRITTI, ATTRAVERSO UNA DISCUSSIONE E UN VOTO ON LINE, UNA SORTA DI SFIDUCIA A DI MAIO: UNA BOCCIATURA UFFICIALE DEL SUO OPERATO CHE LO COSTRINGA ALLE DIMISSIONI ALMENO DAL RUOLO RIVESTITO NEL COMITATO DI GARANZIA M5S…

Annalisa Cuzzocrea per "la Stampa"

 

luigi di maio giuseppe conte meme by carli

Alla Camera è il momento del suono delle campane. Significa che il presidente della Repubblica ha lasciato la sua casa, che Sergio Mattarella sta arrivando, è quasi il momento del giuramento. Eppure i parlamentari del Movimento 5 stelle in Transatlantico sembrano assistere a un funerale.

 

Nei capannelli la paura del cupio dissolvi evocato da Beppe Grillo ha superato i livelli di guardia. Per risalire a un momento simile, bisogna ricordare il giorno della scorsa legislatura in cui arrivò la notizia della morte di Gianroberto Casaleggio: c'è la stessa aria grave. Il timore che tutto stia per svanire. In molti - confusi, spaventati - confessano di aver chiamato proprio Grillo.

 

conte di maio

Vorrebbero che il fondatore intervenisse per separare Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Come quando in un incontro di pugilato l'arbitro stacca i due contendenti, magari dopo un colpo proibito. «Io vi avevo detto che qualcosa non andava in quello statuto, ma volevate tanto Conte. Ora ve lo tenete e state in riga», ha detto a tutti il fondatore. Che effettivamente non aveva gradito di essere estromesso completamente dalla guida politica dei 5 Stelle, di essere confinato nel suo ruolo di garanzia.

 

Aveva provato a opporsi, era arrivato quasi alla rottura, «ma poi proprio Luigi è venuto a chiedermi di tornare indietro, di dare il Movimento a Conte, di sistemare le cose. Adesso ha cambiato idea?». Forse sì, forse il ministro degli Esteri pensava allora di non avere scelta e pensa adesso che quel potere assoluto concesso al presidente M5S vada bilanciato. O annichilito.

giuseppe conte virginia raggi luigi di maio foto di bacco (7)

 

In aula, Di Maio è stato per tutto il tempo seduto tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Quasi una nuova collocazione, ricercata, esibita, lontana anni luce dalla linea dei vertici M5S sul Quirinale e non solo. E così Conte non indietreggia. Ha allontanato Davide Casaleggio, ha depotenziato Grillo, ora vuole andare fino in fondo con l'ex capo politico. Spera sia lui a mollare, a dar vita a un nuovo soggetto, ad allontanarsi.

 

«Volete sapere del confronto interno? - dice ai suoi subito dopo il discorso di Mattarella - Vi basta attendere alcuni giorni. Sono successe cose gravi, ci sono state prove muscolari e azioni che minano i nostri valori e la nostra identità. Non sono questioni personali, riguardano tutto il Movimento». Il fatto più dannoso, ha spiegato, «è che a entrare a gamba tesa sia chi ha ruoli di garanzia».

 

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (3)

Di Maio presiede il comitato dei garanti del nuovo Movimento (con lui ci sono l'ex sindaca di Roma Virginia Raggi e il presidente della Camera Roberto Fico). «Si è presentato alle telecamere con i suoi dietro come il capocorrente di un vecchio partito. Noi siamo nati per combattere queste derive, non posso accettarlo», dice Conte, «né possiamo permetterci ritardi o incertezze».

 

Poi richiama proprio le parole di Mattarella: «Nel confronto non chiuderemo certo la porta agli iscritti, non è nel nostro dna. Lo ha ricordato anche il presidente: "Senza partiti coinvolgenti il cittadino si scopre solo e più indifeso"». Nell'atto di accusa, l'ex premier mette anche la presunta telefonata del capo della Farnesina al ministro della Difesa Lorenzo Guerini per bloccare la candidatura di Elisabetta Belloni al Quirinale.

 

giuseppe conte virginia raggi luigi di maio foto di bacco (5)

L'idea che matura sarebbe quindi quella di proporre agli iscritti, attraverso una discussione e un voto on line, una sorta di sfiducia del ministro degli Esteri. Una bocciatura ufficiale del suo operato che lo costringa alle dimissioni almeno dal ruolo rivestito nel comitato di garanzia. Ma non si tratta più solo di Di Maio e del duello ingaggiato con l'ex premier.

 

Il problema sono i gruppi parlamentari e per capirlo bastava essere ieri alla Camera. «Serve un momento di confronto per chiarirsi e andare avanti», chiedono all'unisono - cercando disperatamente di mediare - i presidenti dei deputati e dei senatori M5S Davide Crippa e Mariolina Castellone.

 

CONTE DI MAIO

Non una resa dei conti, non un processo pubblico. Francesco D'Uva, già capogruppo, ora segretario d'aula, uno dei parlamentari che nei momenti dello scontro tra Grillo e Conte, la scorsa estate, rassicurava: «Tranquilli, alla fine tutto s' aggiusta», ieri solcava il Transatlantico a passi lunghi e pesanti: «Sono molto preoccupato, non capisco dove porti tutta questa tensione, dove vogliano arrivare».

 

«Mi pare ci sia un impazzimento ormonale - dice con una battuta un ex ministro mentre sprofonda stancamente su un divanetto - e che Conte abbia il complesso del preside: pensa che basti impartire ordini dall'alto, che siamo tutti studentelli in attesa di direttive». Non si tratta del malessere di chi sta con Di Maio, ma di qualcosa di più diffuso. «Non è più il tempo delle espulsioni», dice perfino Danilo Toninelli, che dal ministro degli Esteri è ormai lontano anni luce.

 

CONTE DI MAIO E DI BATTISTA SUI TALEBANI

L'idea di una gogna pubblica è vista come una mossa scomposta. Pericolosa e distruttiva. Così come appare pericoloso il peso che danno ora i vertici alle parole di Alessandro Di Battista: l'ex deputato appoggia Conte e sembra già porre condizioni per il suo ritorno al suo fianco. Chiede di abbandonare il governo Draghi, spiega di non fidarsi di Enrico Letta e del Pd.

 

«Ma Alessandro era pronto a fare il ministro ai tempi del Conte 2, ha rinunciato solo perché la condizione di Renzi era che a quel punto entrasse anche la Boschi. E adesso fa il puro! Ma che pensa, che non ci ricordiamo nulla?», racconta chi quella trattativa l'ha vissuta da vicino. Andrea Cioffi, già ex sottosegretario, sospira: «Ah caro Gianroberto che stai lassù. Almeno Giove lanciava le saette! E tu che fai?».

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Non che l'asse Di Maio-Raggi sia visto meglio. «Scusate - chiede un senatore della nuova guardia - tutta questa fatica per cambiare, per passare alla protesta alla proposta, e dovremmo farci guidare da una No Vax?». La parola chiave è proprio cambiamento. Conte ha sulla sua scrivania sondaggi secondo la maggior parte degli elettori pensa che nel Movimento tutto sia come prima. Il nuovo leader vuole dimostrare il contrario, ma è difficile possa farlo con purghe o espulsioni. Che sanno invece molto di antico e non hanno mai portato niente di buono.

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO